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Overdose di Calcio? News dalla Svezia

Sei in overdose di calcio? Assumere troppo calcio aumenta i rischi per la tua salute!

Un bicchiere di latte a colazione, uno yogurt a mezza mattina, un pezzo di formaggio a pranzo e magari anche qualche pastiglia di calcio…così le donne, ma anche gli anziani pensano di mantenere le loro ossa al sicuro.

calcio fitoterapiablog.it

Quella che si potrebbe definire una salutare routine, però, potrebbe mettere il vostro cuore a rischio.

E’ ciò che è venuto fuori da una nuova ricerca effettuata in Svezia.

Per quasi 20 anni un team dell’Università di Uppsala ha seguito l’apporto giornaliero di calcio e i risultati della salute di più di 60.000 donne di mezza età ed anziani.

Durante il periodo dello studio, coloro che hanno consumato più di 1.400 milligrammi di calcio al giorno avevano il 49% in più di probabilità di morire per malattie cardiovascolari e il 40% in più di probabilità di morire per qualsiasi altra causa, rispetto a coloro che ne avevano assunto una minore quantità.

La scoperta è particolarmente allarmante se consideriamo che 1.400 mg di calcio superano di poco le attuali raccomandazioni degli esperti dei diversi Ministeri/Agenzie  della Salute sia europee che americane.

Tra l’altro viene suggerito,  alle donne di età superiore ai 51 anni, di  consumare circa 1200 mg di calcio al giorno (che equivale a circa tre bicchieri di latte intero).

E alle donne in età post-menopausale,  in assenza di terapia sostitutiva con estrogeni, si consiglia un apporto di calcio che va da 1200 a 1500 mg.

L’autore dello studio, Karl Michaëlsson, MD, professore di ortopedia presso l’Università di Uppsala precisa che la presenza di troppo calcio nel sangue sembra aumentare la presenza di uno specifico tipo di proteina chiamata fattore di crescita dei fibroblasti 23, che ricerche precedenti hanno collegato all’insorgere di malattie cardiache.

La chiave, dice il Dott. Michaëlsson,  è quello di trovare un delicato equilibrio.

Dopo tutto, un corpo sano ha bisogno di calcio e questo è particolarmente vero per le donne anziane, che devono affrontare un aumento del rischio di perdita di massa ossea e di fratture, anche  perché i loro corpi tendono ad assorbire il calcio in modo meno efficiente.

Per questo motivo, quasi il 60% delle donne americane di mezza età e anche le persone  anziane assumono un supplemento di calcio.

Quindi è il momento di buttare le compresse di calcio?

Non necessariamente.

Le donne che non sono sicure di quanto calcio assumono giornalmente dovrebbero affrontare l’argomento con il loro medico, cercando di curare particolarmente anche l’alimentazione.

Ma il dottor Michaëlsson raccomanda una assunzione giornaliera di calcio che va dai  600 ai 1.000 mg.

Questo è sufficiente per proteggere le ossa, senza aumentare i rischi per la salute.

Naturalmente, aggiungiamo noi, anche la natura con la fitoterapia può fare la sua parte.

Infatti ottime fonti di calcio vegetale sono ad esempio

  • i semi di sesamo (addirittura 1000 mg per 100 gr di semi crudi)
  • i semi di Salvia Hispanica, nota come Chia (600 mg per 100 gr)
  • i semi di lino (250 mg per 100 gr)
  • la Quinoa (erba delle Ande, fino a 100 mg per 100 gr)

Ma ne parleremo più approfonditamente in un altro post.

A presto

Ermes

 

Le 3 Plastiche Nocive da eliminare dalla tua vita

Mai come ora abbiamo la sensazione che la plastica sia praticamente onnipresente nella nostra vita!

Già, peccato putroppo che non sia solo una sensazione.

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Infatti viene usata  dal packaging alimentare allo stoccaggio di merci, dall’abbigliamento alla costruzione di  pavimenti e oggetti per la casa, ma va anche a sostituire pezzi meccanici e di carrozzeria per l’industria automobilistica.

La plastica, lo sappiamo, non esiste in natura ma è una invenzione dell’uomo ed è derivata dal petrolio.

E già questo ci dice che non è un prodotto biodegradabile e che di conseguenza i suoi prodotti derivati avranno una vita lunga, molto lunga… pensa, si parla anche di migliaia di anni!

Molti di questi prodotti  si perderanno nell’ ambiente, spesso imprigionando animali e piante.

Pensa che su 16 milioni di rifiuti raccolti in mare, oltre la metà sono costituiti da buste e bottiglie.

Un buon modo per eliminare o ridurre la presenza della plastica dalla nostra vita è, ovviamente, cercare di riutilizzarla in maniera intelligente.

Ad esempio usare le borse della spesa per riporre le immondizie.

Oppure evitiamo di acquistare l’acqua minerale in bottiglie di plastica.

Non tutta la plastica è stata prodotta allo stesso modo, quindi se stai raccogliendo e scegliendo delle materie plastiche da eliminare o ridurre dalla tua vita, inizia con queste.

Il  PVC (cloruro di polivinile)

Questa plastica viene spesso usata per fare giocattoli per bambini, tende da doccia, pavimenti in vinile e alcuni sfondi. Però, e qui sta il problema, per avere un  PVC morbido e flessibile, devono essere aggiunti degli ftalati  durante il processo di fabbricazione.

Gli ftalati possono essere assorbiti dal corpo umano, dove sono stati collegati a una serie di problemi di salute, quali ad esempio:

  • varie disfunzioni ormonale
  • disordini riproduttivi
  • cancro al fegato
  • disgenesia
  • cancro al seno

Gli ftalati sono stati riconosciuti come fra i distruttori endocrini più diffusi finora scoperti, poiché il loro assorbimento avviene non solo attraverso l’assunzione orale, ma come già detto, anche a fattori ambientali e questo vale soprattutto se hai bambini piccoli, i più esposti agli effetti di queste plastiche.

Consiglio:
non comprare le tende da doccia in PVC; opta piuttosto per dei tessuti naturali come cotone, lino o canapa.  Cerca di non avvolgere gli alimenti nelle pellicole plastiche.

Evita di pavimentare le stanze della tua abitazine con il PVC.

Usa invece le piastrelle di sughero, sono ecologiche, sane e offrono un ottimo isolamento dal freddo.

 Il Polistirene

Il Polistirene è conosciuto meglio come polistirolo.

Il Polistirene, un polimero della stirene,  è fatto di sottoprodotti del petrolio e come avrai già visto, lo trovi praticamente ovunque, dagli imballaggi ai contenitori per alimenti alle posate e in molti altri oggetti presenti nella nostra vita.

E’ inerte verso molti tipi di acidi, mentre è solubile nei solventi.

Riciclare il polistirolo non è facile e dal momento che è così leggero, viene  facilmente raccolto dal vento e gettato nei mari e negli oceani dove contribuisce all’inquinamento marino.

Essendo un materiale termoplastico è facilmente infiammabile e bruciando può emettere diossina.

La Stirene è considerata una neurotossina e poichè  rimane nei tessuti grassi, incluso il latte materno  di un organismo esposto,  può mutare i cromosomi  utilizzati per  la riproduzione cellulare.

L’esposizione allo  stirene per periodi prolungati può causare anche

  •  squilibrio
  • difficoltà di apprendimento
  • danni fetali
  • cancro ai polmoni
  • riduzione della fertilità femminile

Consiglio:

evita di conservare gli alimenti in contenitori di polistirolo, specialmente i cibi grassi come carne e formaggio, poichè  hanno maggiori probabilità di assorbire le sostanze chimiche.

Il Policarbonato

E’ una delle plastiche che “trovi dappertutto“…e non è un eufemismo!

Le caratteristiche chimico fisiche del policarbonato lo hanno reso uno delle materie “”plastiche”" più utilizzate.

Ad oggi i settori nel quale il policarbonato trova un impiego sono quelle che comunemente vedi nel vivere e nell’ambiente quotidiano:

  • nell’ottica per la costruzione delle lenti degli occhiali sia da sole sia da vista
  • nell’elettronica per i computer e per i compact disc, DVD
  • nel settore dell’orologeria per la produzione di cinturini e vetri d’orologio
  • nel campo delle costruzioni per coperture trasparenti
  • per produrre mattoni da interno utilizzati per la costruzione di pareti trasparenti
  • nel settore dei trasporti per la produzione di caschi e per le coperture dei fanali
  • molto, molto altro ancora

Ma devi sapere che un altro settore dove il policarbonato ha trovato largo impiego è quello medico, grazie alla possibilità di sterilizzare gli oggetti di tale materiale.

Questa caratteristica ne ha permesso l’utilizzo nelle apparecchiature per la dialisi artificiale e per la cardiochirurgia, per la prima infanzia e le cure domiciliari…e questa è una buona cosa…

Tuttavia, è bene sapere che il tipo più comune di policarbonato è quello con aggiunta di bisfenolo A (BPA), che viene usato per realizzare contenitori alimentari riutilizzabili, biberon e bottiglie di acqua.

E qui sfatiamo un mito…

Normalmente  pensiamo che le plastiche siano composti stabili…ma il legame chimico tra le molecole di bisfenolo A è altamente instabile, e quindi c’è un elevato rischio che la sostanza si diffonda nell’acqua, nelle bevande o nel cibo che sono a contatto con le materie plastiche nelle quali è contenuta.

Purtroppo, quando viene riscaldato e lavato con un detergente forte, il policarbonato può rilasciare particelle di BPA.

Degli studi effettuati hanno accertato che il bisfenolo A

  • interferisce con l’attività dell’apparato endocrino
  • provoca ritardi nello sviluppo
  • è causa di danni alla tiroide
  • viene correlato a malattie cardiache, della prostata e della mammella

Molti stati europei hanno già avviato iniziative per bandire la presenza di bisfenolo A nelle plastiche, ma con una certa tolleranza per permettere (così dicono) all’industria di trovare e sperimentare  adeguate alternative.

Consiglio:

Cerca di non dare ai bambini piccoli gli anelli di plastica per la dentizione o almeno prendi quelli garantiti senza Bisfenolo A,  per  conservare gli alimenti usa contenitori in vetro al posto di quelli di plastica.

Se invece disponi già di contenitori alimentari in plastica (anche biberon, tiralatte ecc), non conservarci dentro cibi grassi  e lavali a mano, non di metterli in lavastoviglie.

Quindi…

Possiamo fare a meno della plastica?

Penso di no, e penso che anche tu sia d’accordo con me.

Ma noi siamo amanti della natura e della fitoterapia e quindi possiamo mettere in atto dei comportamenti che possono migliorare la nostra salute e salvaguardare la natura, perché è un bene comune che lasceremo in eredità ai nostri figli.

Anche questa volta spero di averti dato consigli utili alla tua salute e al tuo benessere.

A presto!

Ermes

Soffri di emorroidi? La Vite Rossa ti potrà aiutare!

Le emorroidi,  ma forse lo sai già…sono fastidiose e spesso dolorose e  rappresentano  un problema molto diffuso

Si è stimato che ne soffre almeno il 50% della popolazione adulta, specialmente la fascia di età compresa tra i 40 e i 65 anni, in eguale modo tra i due sessi.

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Anche se non rappresentano, almeno all’inizio, un problema grave, possono rendere veramente difficile la vita quotidiana.

Ma cosa sono le emorroidi?

Sono delle strutture vascolari presenti nella zona rettale e anale, o meglio sono dei piccoli cuscinetti di tessuto vascolarizzato che servono a

  • contenere le feci
  • contenere i gas e
  • far  evacuare le feci e i gas in maniera fisiologica

Quindi devi sapere che proprio per questo motivo, piuttosto  è meglio parlare di malattia emorroidaria.

Bisogna dire, però, che nelle donne la malattia  emorroidaria aumenta nel periodo legato alla gravidanza. E questo per ovvii motivi, tra i quali l’ingombro del feto che fa aumentare la pressione intraddominale piuttosto che le alterazioni ormonali tipiche di questa fase.

Ma come molte di voi sapranno,  sono frequenti anche i casi di emorroidi post partum, un fenomeno che potremo definire addirittura “meccanico” e che sono dovute alle intense spinte che si verificano durante il parto naturale.

Molte di voi le avranno senz’altro avute, anche se, più che vere emorroidi, non sono che un prolasso che dopo il parto dovrebbe regredire in modo spontaneo.

Quali sono i sintomi?

Normalmente, all’inizio  soprattutto sono

  • prurito
  • fastidio
  • dolore
  • piccole perdite di sangue “fresco”

E questi sintomi poi aumentano se si sta seduti a lungo, poiché la pressione si concentra proprio in quella particolare area.

Ma a parte il caso della gravidanza e del parto, qual’é la causa che le provoca?

Beh…sarai sorpreso, ma non vi è ancora una certezza che si può definire “scientifica”.

Vi sono più teorie, ma le più accreditate sono due:

  • quella dell’iperplasia vascolare che le considera  come delle varici venose
  • quella dell’ origine meccanica, per la quale un indebolimento del tessuto sottomucoso provocherebbe lo scivolamento della mucosa rettale

E in base alla loro localizzazione vengono definite come

  • interne
  • esterne

Devi sapere che le ultime, cioè le esterne vengono a loro volta classificate in quattro stadi di gravità (dal 1° al 4°, più grave) in base alla loro tendenza a fuoriuscire all’esterno (prolasso).

Ma devi sapere che se la causa delle emorroidi non è certa, vi sono però diversi fattori che in maniera quasi certa la predispongono, tra i quali i più importanti

  • l’obesità
  • il consumo smodato di alcool
  • il fumo
  • uno stile di vita scorretto
  • delle abitudini alimentari disordinate
  • l’età
  • la familiarità
  • alcuni disturbi come stipsi e diarrea
  • alcune  malattie e patologie

E una delle cose che non devi fare se vuoi ridurre il rischio di avere in futuro le  emorroidi è quella di trattenerti di defecare quando hai lo stimolo.

Lo so, non sempre è possibile obbedire allo stimolo per i più vari, importanti e giustificabili motivi, ma devi sapere che alla lunga è una causa scatenante.

Anche in questo caso la fitoterapia può darti efficacemente una mano, soprattutto se il fenomeno è all’inizio…ma se segui questo blog può essere solo così…

Per le emorroidi (ma non solo), uno dei più validi rimedi che la natura ci offre è la Vite Rossa.

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Conosciuta come Vite comune, la Vite rossa,  (Vitis vinifera, famiglia Vitaceae), è un arbusto rampicante con delle foglie a lobi, le quali alla fine del loro ciclo di vita, prima di staccarsi e poi cadere,  perdono la normale colorazione verde e acquisiscono una caratteristica colorazione rossa.

Naturalmente saprai già che il frutto della vite è quella bacca o acino, che riunita in grappoli viene chiamata Uva.

L’uva,  con cui si produce il vino, bevanda nota sin dai tempi più remoti e usata dagli antichi anche per curare molte malattie.

Le qualità dell’uva ormai sono scientificamente provate, perchè ha proprietà rinfrescanti, diuretiche e anche lassative, ma essendo molto ricca di zuccheri è controindicata ai soggetti diabetici.

A noi però interessa quello che si può ricavare dalle foglie, dai semi e dalle bucce degli acini.

Le foglie sono straordinarie e contengono

  • flavonoidi
  • glucosidi
  • proantocianidine
  • tannini antocianici

che essendo in  grado di svolgere un’azione definita ” vitaminica P” tonificano le pareti venose e i capillari.

Anche i semi e la buccia degli acini della Vite rossa sono eccezionali poichè anche da loro viene estratto un  fitocomplesso che

  • è molto  ricco di flavonoidi
  • vitamine
  • resveratrolo
  • antocianine
  • acidi grassi polinsaturi

Devi sapere che diversi studi hanno  ampiamente dimostrato che questo fitocomplesso

  1. esercita una forte azione endotelioprotettrice
  2. esercita una decisa azione antiossidante

Questo significa che

  • rende le vene più elastiche
  • ne riduce la permeabilità

Nel complesso quindi la Vite Rossa è  indicata in caso di

  • emorroidi
  • vene varicose
  • insufficienza venosa, anche cronica
  • flebiti
  • patologie cardio-vascolari
  • stasi e ritenzione idrica

Uso e posologia per alleviare le emorroidi

Il modo migliore, più semplice ed efficace  per assumere la Vite rossa è in infuso o in opercoli.

Sia le foglie essiccate che gli opercoli li potrai acquistare nelle migliori erboristerie (anche online).

L’infuso  lo otterrai facendo bollire un cucchiaio di foglie essicate  in una tazza d’acqua  (200 ml), che terrai in infusione per circa 10 minuti. Ne dovrai bere  da due a quattro tazze al giorno meglio fra i pasti.

Gli opercoli/tavolette si trovano normalmente da 250/300 mg.  Ne dovrai assumere 2 al giorno, sempre tra i pasti.

Alle dosi normali non presenta controindicazioni, ma è meglio che non la assumi se sei in stato di gravidanza.

Altri consigli per curare le emorroidi

Naturalmente se continuerai a mangiare male e a fare una vita sedentaria, poco potrà fare per le emorroidi,  qualsiasi sia il rimedio naturale o il farmaco che sarai costretto ad assumere.

Quindi, per quanto riguarda l’alimentazione, i cibi che ti sconsiglio sono

  • bibite gassate
  • caffè e tè
  • alcolici e superalcolici
  • spezie piccanti
  • cibi fritti
  • insaaccati
  • formaggi
  • cibi troppo salati

Meglio una dieta ricca di fibre, yoghurt, frutta in genere ma con una preferenza per castagne, melone e mirtilli.

Ti consiglio anche di bere tanta acqua, che insieme alle fibre rende le feci più morbide, agevolandone il transito e l’evacuazione senza aumentare la pressione intraddominale, lo sforzo e la dilatazione dello sfintere.

Cura anche l’igiene locale, detergendoti delicatamente anche solo con acqua tiepida,  senza strofinare,  possibilmente dopo ogni evacuazione.

Naturalmente è indispensabile muoversi…anche se la pigrizia ti salta addosso, una semplice camminata che non comporta molti sforzi o fatica,  insieme alla dieta e alla Vite rossa,  può aiutarti veramente a guarire.

 Spero anche questa volta di averti dato dei consigli utili per la tua salute e il tuo benessere.

A presto

Ermes

Il singhiozzo non ti dà pace? L’erba dei gatti farà bene anche a te!

Sapevi che la Cataria,  meglio conosciuta come  “erba dei gatti”, a volte può esserti utile?

Denominata anche  Nepeta cataria è una pianta perenne della famiglia delle Lamiaceae presente in tutto il mondo e abbastanza comune nei campi dell’Italia settentrionale.

Viene utilizzata sia come pianta ornamentale che come rimedio erboristico naturale per l’uomo.

Perché viene detta “erba dei gatti”?

Da degli studi effettuati  è  stato dimostrato che quando i gatti semplicemente la annusano,  possono migliorare il proprio umore.

Questo grazie ad uno dei principi attivi presente nelle foglie, il nepetalattone, che sul vostro micio ha un forizzante e ringiovanente, oltre che afrodisiaco.

E questo vale anche se il vostro gatto è un pigrone, oppure ha già la sua età.

Quindi se vuoi salvare le tue tende, il tuo divano e il tuo tappeto, strofina un po’ di erba sul suo tronchetto affilaunghie.

Ma puoi spargerne un po’ sul cibo…se inappetente, sarà un invito a mangiare la pappa!

 

Curiosità…altre “erbe dei gatti”

Vi sono altre piante hanno effetti simili e possono fregiarsi del titolo  di “erbe dei gatti” come

  • la Valeriana (Valeriana officinalis)
  • il Maro (Teucrium marum)

Magari ci chiediamo se queste sostanze euforizzanti, che agiscono sul sistema nevoso del nostro micio, siano dannose alla sua salute.

La Valeriana Officinalis

Ebbene, possiamo stare tranquilli.

Infatti degli studi effettuati hanno dimostrato che  non solo non sono nocive, ma altresì  non creano alcuna dipendenza.

E poi sappiamo che  i gatti, come tutti gli animali, hanno la capacità istintiva di riconoscere ciò che per loro è nocivo ed inoltre non esagerano mai nelle quantità, evitando, così, spiacevoli conseguenze.

Ma parliamo un po’ del singhiozzo

Il singhiozzo è un fenomeno fastidioso causato dale contrazioni ripetute e involontarie del diaframma, il muscolo da cui dipende il meccanismo della respirazione e che si contrae durante l’inspirazione e si distende durante l’espirazione.

Se il nervo frenico, a cui è deputato il controllo delle contrazioni diaframmatiche, viene irritato in un punto qualsiasi, si scatena il singhiozzo.

Il famoso”hic” è il tipico suono che provoca il singhiozzo.

Come avrai già provato,  si ripete in modo continuo, quasi ritmico, normalmente per alcuni minuti.

E’ dovuto al fatto che ogni contrazione del diaframma provoca  una brusca chiusura della glottide, la valvola che separa il sistema respiratorio dall’apparato digerente.

Ma vengono coinvolte anche alcune parti del nostro sistema nervoso, come i centri di controllo della respirazione e l’ipotalamo.

Devi sapere che l’ipotalamo è  una parte del cervello che  non puoi controllare con la volontà.

E questo è il motivo per cui il singhiozzo si manifesta all’improvviso.

Cosa scatena di solito l’attacco di singhiozzo?

Beh…queste sono alcune delle cause non patologiche che frequentemente scatenanano il singhiozzo

  • bevi troppe bevande gassate
  • abusi di bevande alcoliche
  • fai spesso dei pasti troppo abbondanti,
  • oppure mangi  troppo velocemente,
  • sei stressato o molto eccitato

 

Quando ti devi preoccupare

Vai dal medico se il singhiozzo dura da più di 48 ore oppure se

  • ti rende difficoltoso respirare
  • ti impedisce di mangiare
  • ti rende difficile parlare
  • non ti lascia dormire
  • se hai subito un intervento chirurgico (interferisce con la guarigione delle ferite)

La medicina tradizionale tratta il singhiozzo principalmente con farmaci antipsicotici, antinausea o miorilassanti quali

  • Metoclopramide
  • Clorpromazina
  • Baclofene
  • Acido Valproico
  • Gabapentina
  • Nifedipina
  • Nimodipina

Anche il singhiozzo occasionale e transitorio  può essere persistente (ribelle) e allora la natura, grazie all’uso delle piante e per mezzo della fitoterapia, come sempre, ci fornisce sempre un valido rimedio.

Da questo punto di vista, la Cataria ha delle  interessanti proprietà curative con azione

  • amarotonica
  • antispasmodica
  • sedativa

 I suoi componenti principali sono

  • nepetalattone
  • acido nepetalico
  • timolo
  • carvacrolo
  • olio essenziale
  • flavonoidi
  • tannini
  • saponine


La sua efficacia è paragonabile a quella della Valeriana e infatti viene usata con discreta efficacia per trattare

  • alcune forme di singhiozzo ribelle
  • accessi pertussoidi
  • spasmi gastrointestinali
  • dispepsia

 

Uso,  posologia e controindicazioni

La puoi trovare nelle erboristerie (anche online) in estratto secco, bustine (normalmente da 1,5 gr) o in tintura madre.

Per il singhiozzo fastidioso ti consiglio di fare il decotto (non l’infuso), mettendo 20 gr di estratto secco in 1 litro d’acqua.

Filtra il tutto e bevine una tazza tre volte al giorno. Se vuoi, il decotto può essere dolcificato, meglio con del miele.

Alle dosi normali, non vi sono controindicazioni all’assunzione.

Anche questa volta spero di averti fornito informazioni utili al tuo benessere.

A presto

Ermes

Lapacho, un miracolo della natura!

Scopriamo le favolose proprietà di questo albero sacro degli Incas!

Il Lapacho

Gli indigeni sudamericani  e gli Incas lo usavano da migliaia di anni, considerandolo una vera e propria panacea per trattare una grande varietà di patologie, che andavano dalla dissenterie, alla febbre, ai morsi di serpente e anche per curare certi tipi di tumore.

E quindi possiamo dire che già conoscevano bene la fitoterapia e la forza e l’efficacia dei rimedi naturali…

Curiosità…

Il Tabebuia Lapacho (Tabebuia avellanedae Lorenz,  pianta della famiglia delle Bignoniaceae) è un albero che cresce principalmente nelle  foreste amazzoniche e nelle montagne del Paraguay, ma si trova anche in Brasile, Argentina, Bolivia e Perù.

Gli indigeni, già da tempi remoti ne raccolgono  la parte interna della corteccia, che ha la particolarità di riformarsi e ricrescere molto velocemente, senza che alcun danno venga arrecato alla pianta stessa.

Gli Incas la consideravano addirittura una pianta sacra.

Ne estraevano il principio attivo mettendo la corteccia ridotta in strisce sottili in acqua calda, e somministrandone poi il decotto.

Una delle straordinarie caratteristiche del Lapacho è che contiene anche una speciale combinazione di sali minerali o elementi in tracce abbastanza rari quali:

  • magnesio
  • calcio
  • cromo
  • fosforo
  • zinco
  • ferro
  • silicio
  • manganese
  • potassio
  • molibdeno
  • boro
  • rame
  • sodio
  • cobalto
  • oro
  • argento
  • stronzio
  • bario
  • nichel

E devi sapere che recenti studi  hanno infatti confermato che il lapacho ha attività

  • Antiparassitaria
  • Antinfiammatoria
  • Antibiotica
  • Antibatterico
  • Fungicida
  • Virucida
  • Espettorante
  • Febbrifuga

Ma non basta…tra l’altro è anche un

  • immunostimolante
  • cardiotonico
  • depurativo dell’organismo
  • lieve sedativo
  • leggero diuretico
  • stimola la produzione di globuli rossi
  • lieve ipoglicemizzante
  • antidiarroico
  • lieve analgesico

E visto quanto sopra, è stato dimostrato che  risulta  efficace per curare

  • le infezioni virali come il raffreddore, l’influenza e l’herpes, ma anche quelle più serie come l‘HIV o l’Epstein-Barr
  • le infezioni batteriche provocate  da streptococchi e stafilococchi
  • le infezioni della gola, del naso e della bocca
  • le infezioni dovute a parassiti come la malaria
  • le  infiammazioni classiche  delle mucose, la dissenteria, ma anche coliti, polipi, ulcere peptiche e addirittura il  morbo di Crohn
  • uretriti, cistiti, vaginiti, prostatiti, polipi vescicali, leucorrea e anche  certe infiammazioni della cervice uterina
  • gastrite, ulcera gastrica
  • ferite e ulcere
  • anemia
  • affezioni cutanee, eczema, acne, foruncolosi, psoriasi
  • artrite
  • arteriosclerosi
  • debolezza cardiaca
  • asma e bronchite
  • ipertensione

E adesso ti chiederai…

Cosa rende così straordinariamente efficace questa pianta?

Oltre a tutti i minerali ed elementi che vi ho elencato sopra, il  LAPACHO (Tabebuia Avellanedae) vanta la presenza di

  • Antrachinoni, denominati anche  fattori “A”
  • Naftochinoni, denominati anche fattori  “N”

di cui, all’interno della corteccia ve ne sono 18 tipi, tra cui il Lapacholo

e poi ancora

  • vitamina K
  • coenzima Q10
  • flavonoidi
  • tannini
  • alcaloidi
  • saponine

In particolare gli Antrachinoni e i Naftochinoni hanno dimostrato di avere spiccate proprietà antivirali, funghicide, battericide, antiossidanti, immunostimolanti e antitumorali.

Lapacho Tea

Devi sapere che proprio il Lapacholo in particolare è ancora oggi oggetto di studio per le sue proprietà anticancro.

Infatti interferisce con il metabolismo dell’ossigeno delle cellule cancerose, impedendone così la respirazione, uccidendole e bloccandone  la proliferazione.

In definitiva credo che possiamo dire il Lapacho è una delle migliori piante   per la purificazione dell`organismo, per ottimizzare e rinforzare l’importante funzionamento sia del sistema linfatico che del sistema immunitario.

Posologia

Lo puoi trovare nelle migliori erboristerie (anche online) sotto forma di

Tintura madre (20 gocce in acqua per 3 volte al giorno prima dei pasti)

Corteccia sminuzzata (Tabebuia impetiginosa – decotto di 20 grammi di interno di corteccia in mezzo litro d’acqua per 10 minuti, da bere almeno 2 volte  al giorno)

Compresse da  500 mg (devi prenderne 6 al giorno)

E devi assumerlo per almeno 60 giorni, questo per rinforzare il sistema immunitario e purificare l’organismo.

Per le altre patologie è meglio consultare il medico.

Non ha controindicazioni, ma fai attenzione se sei in stato interessante, potrebbe aumentare la sensazione di nausea.

Spero anche questa volta di averti fornito interessanti notizie per la tua salute e il tuo benessere.

A presto

Ermes

 

Conosci il Magnesio e le sue proprietà?

Questa volta parliamo del magnesio, unn minerale particolarmente importante per il nostro organismo.

Da molti viene definito come “nutriente miracoloso” 0 “minerale prodigioso“.

Senza sconfinare nel mistico, resteremo per quanto possibile nello scientifico e vedremo che é un minerale molto importante per il nostro organismo, e che può dare una mano alla nostra amata fitoterapia e ai nostri rimedi naturali e fitoterapici.

Lo troviamo insieme al fosforo e al calcio prevalentemente nelle ossa.

Diciamo che se osservi una dieta bilanciata, anche l’apporto di questo minerale, in generale  sarà sufficiente.

Tutti però, nel percorso della nostra vita passiamo attraverso delle situazioni o dei periodi ove vengono perdute e consumate notevoli quantità di magnesio.

Per esempio

  • eccessiva sudorazione
  • ustioni gravi
  • lesioni gravi
  • malattie debilitanti
  • vomito o diarrea prolungata
  • lo stress  prolungato causato dalla frenetica vita moderna

Se ho carenza di magnesio, cosa mi può succedere?

Beh…questo:

  • sentirai un certo nervosismo fastidioso
  • proverai ansietà senza motivo
  • avrai dei fastidiosissimi tic nervosi
  • ti provocherà dei disturbi del sonno, nel senso che ti addormenterai regolarmente, ma avrai dei frequenti risvegli. Perciò, molto probabilmente proverai stanchezza durante la giornata
  • se pratichi dell’esercizio fisico, potrai accusare dei crampi muscolari
  • potrai avere un odore corporeo sgradevole
  • ti potranno venire frequenti attacchi di singhiozzo

Ma devi sapere che recenti studi hanno dimostrato che l’ipomagnesemia può provocare  ipertensione arteriosa e,  in caso di alimentazione ricca di colesterolo,  sembrerebbe  favorire l’insorgenza di aterosclerosi.

E  nelle donne che soffrono di sindrome dolorosa premestruale, sono stati riscontrati

  • eccesso di calcio
  • carenza di magnesio

Quali sono le proprietà del magnesio?

Sono molteplici e tutte importanti…guarda un po’…

  1. In “primis” aiuta a trasmettere gli impulsi nervosi e stimola la funzione nervosa.  Concorre a trasportare  sodio e potassio attraverso la membrana cellulare,  influenzando i livelli di calcio all’interno delle cellule.
  2. Il magnesio intracellulare attiva l’ enzima che converte il glucosio in glucosio-6-fosfato, che non è latro che il primo gradino della glicolisi.La glicolisi è il meccanismo biologico medinate il quale gli zuccheri vengono “bruciati” per produrre energia e fornirla a  tutte le cellule, in particolare quelle nervose e muscolari che ne consumano una grande quantità.
  3. Normalizza il ritmo cardiaco e stimola le funzioni muscolari
  4. Favorisce e le funzioni metaboliche, poichè interviene in oltre 300 diversi processi metabolici, soprattutto partecipa al metabolismo delle proteine e degli acidi nucleici. Inoltre è indispensabile  per la  corretta funzionalità di numerosi sistemi enzimatici.
  5. Concorre alla crescita ossea e aiuta a rinforzare lo smalto dei denti
  6. Ccombatte infiammazioni e allergie, stimola la formazione di anticorpi ed è un ottimo cardioprotettore

 Ma di quanto magnesio abbiamo bisogno?

In un soggetto sano il fabbisogno va da circa 200-320 mg/die, anche se l’assunzione raccomandata  arriva sino a 500mg /die.

Quali sono i cibi più ricchi di magnesio?

Riporto qui alcuni valori in mg/100g, altri li puoi trovare facilmente in rete

  • crusca circa 400
  • mandorle circa 270
  • cacao circa 190
  • mais circa 120
  • pasta circa 60
  • pesche circa 50
  • zucchine circa 40

Come puoi vedere è contenuto in quantità diverse in moltissimi alimenti anche se va considerato che una buona parte di magnesio viene persa a causa del processo di raffinazione dei cereali, della conservazione e della cottura degli alimenti.

Pensa poi che è stato calcolato che solo il 30-40% del Magnesio ingerito con gli alimenti venga effettivamente assorbito.

E proprio per questo motivo spesso è necessario arrivare a una integrazione diretta, difficilmente possibile con alimenti o piante.

Posologia e controindicazioni

Lo trovi sotto forma di  magnesio supremo o magnesio cloruro,  assimibilabili molto velocemente dall’organismo.

Assumine dai 250 ai 500 mg, che corrispondono a 1 o 2 pastiglie al giorno, oppure in polvere, normalmente un cucchiaino disciolto in acqua tiepida.

Le ricerche tossicologiche confermano che il Magnesio non presenta tossicità e possiede una notevole sicurezza d’uso poiché anche in caso tu ne assumessi in eccesso, il tuo organismo ne tratterrebbe solo il necessario, eliminando il resto.

In ogni caso, se soffri di insufficienza renale o sei in stato interessante, chiedi consiglio al tuo medico.

Spero anche questa volta di averti dato informazioni utili alla tua salute.

A presto

Ermes

Soffri di cistite? Prova l’Uva Ursina e il Mirtillo Rosso

La cistite, questa malattia tipicamente femminile, colpisce tre donne su dieci

Ma cos’è la cistite?

Possiamo dire che è una infiammazione che interessa la vescica urinaria e colpisce sia donne che uomini.

In verità le donne ne sono più soggette perché la loro uretra, il canale di comunicazione con l’esterno, è più corto: circa 5 cm contro i 16 di quella dell’uomo.

Questo fa sì che germi diversi  o i batteri fecali riescano a risalire più facilmente l’uretra in direzione della vescica.

I germi responsabili della cistite sono molteplici, ma per ordine di importanza ti posso  citare

  • Escherichia coli
  • Proteus Vulgaris
  • Klebsiella

Devi però sapere che esistono diverse forme di cistite causate da degli agenti patogeni diversi dai tradizionali batteri e provocate da  infezioni virali.

Fortunatamente sono forme poco frequenti che non tratteremo in questo post.

Ma, come mi accorgo di averla? Quali sono i sintomi della cistite?

Sono fastidiosi e anche dolorosi, ad esempio:

  • senti un intenso bruciore durante la minzione
  • avverti un fastidioso senso di pesantezza al basso ventre
  • provi del dolore a livello del pube
  • hai una necessità impellente di urinare anche di notte, però emetti solo poche gocce di urina
  • a volte noti della presenza di sangue nelle urine
  • le tue urine a volte sono maleodoranti
  • ti sale la febbre, specie nelle forme acute

Insomma, stai male e non vedi l’ora che ti passi.

Ma cosa la provoca?

Anche qui i fattori sono molteplici, ad esempio

  • sei stressata/o  o affaticaa fisicamente  e/o mentalmente
  • le  tue difese immunitarie sono calate  in seguito a causa di una terapia antibiotica, o di una alimentazione irregolare
  • la tua igiene intima è scarsa o,  al contrario,  eccessiva
  • utilizzi  assorbenti interni
  • usi il diaframma o creme spermicide che favoriscono la contaminazione batterica perché diminuiscono l’acidità vaginale
  • usi della biancheria intima o dei pantaloni eccessivamente aderenti
  • hai il diabete: la presenza di glucosio nelle urine (glicosuria) infatti favorisce la crescita batterica
  • soffri di stitichezza. Il ristagno delle feci nell’ampolla rettale facilita le infezioni vaginali e delle prime vie urinarie

Sappiamo che la medicina tradizionale cura la cistite con gli antibiotici.

Grazie  all’urinocoltura, effettuata  presso un laboratorio di analisi, il medico ha la possibilità di rendersi conto della presenza di quali agenti patogeni siano entrati in maggior misura  a far parte della carica batterica che abbia determinato la tua cistite.

Successivamente, con l’antibiogramma sarà in grado di stabilire con precisione il tipo di antibiotico più idoneo a combattere  il batterio responsabile dell’infezione.

Per precisione devi sapere che  che esistono diverse forme di cistite originate  dalla colonizzazione di agenti patogeni diversi dai tradizionali batteri e che sono invece provocate da infezioni virali.

Non ne parleremo, però, in questo articolo perchè sono forme poco frequenti.

E la fitoterapia cosa può fare?

Nelle forme lievi può rappresentare la cura, ma può fare veramente molto sia per la prevenzione che come coadiuvante di una cura antibiotica.

E  soprattutto è veramente efficace nella cura e prevenzione della cistite recidivante.

Vi sono diverse erbe che possono essere usate come rimedio per la cistite, ma le (due) più famose e direi, efficaci e testate scientificamente,  sono:

  • l’uva ursina
  • il mirtillo rosso

E  spesso le troverai associate nei preparati destinati alla cura ed alla prevenzione della cistite.

Altri ingredienti comuni sono rappresentati dal bucco, dal barbaforte (cren), dal corbezzolo, dal sandalo, dall’echinacea, dalla bardana e dal nasturzio.

L’uva ursina fa parte della famiglia delle Ericacee (Ericaceae)

L’ Uva ursina ha sia azione antiinfiammatoria che  antisettica, dovuta ai principi attivi che sono presenti nella pianta, e cioè

  • tannini
  • flavonoidi
  • glucosidi idrochinonici

Tra i glucosidi idrochinonici vi è  l’ arbutina.

A quest’ ultima è attribuita una azione antisettica particolare, perchè una volta nell’intestino secerne l’idrochinone, un fenolo che elimina i ceppi batterici che incontra nel suo percorso, dai reni sino alla vescica.


Il mirtillo rosso lo possiamo trovare in molte regioni d’Europa, ma in Italia è presente per lo più  nelle zone collinari e montane.

Il mirtillo rosso contiene

  • glucosidi fenolici ( arbutina e idrochinone)
  • antociani
  • tannini
  • flavonoidi
  • acidi triterpenici
  • sali minerali ( ferro e manganese)

Le principali proprietà del mirtillo rosso sono perciò antisettiche e come puoi immaginare si  esplicano a livello delle vie urinarie

Gli estratti di mirtillo sono, infatti, largamente impiegati per la prevenzione e la cura della cistite, ma soprattutto  per prevenire eventuali ricadute.

E l’effetto disinfettante delle vie urinarie è dovuto alla presenza di arbutina, contenuta nelle foglie del mirtillo rosso, anche se devi sapere che è  presente in misura maggiore nell’uva ursina.

Nel frutto, però  troviamo le antiadesine che sono in grado di inibire l’adesione dei batteri alle pareti del colon e alle mucose  della vescica e delle vie urinarie.

E proprio per questa ragione il mirtillo rosso è il rimedio vegetale maggiormente impiegato in caso di infezioni sia  della vescica che dell’intestino.

Grazie alla presenza delle proantocianidine (PAC),  inoltre blocca la proliferazione batterica, riuscendo a  impedire anche le eventuali reinfezioni e le ricadute delle cistiti.

Posologia e controindicazioni

L’uva ursina e il mirtillo rosso la trovi nelle erboristerie (anche online).

L’uva ursina la trovi come tavolette/opercoli (mediamente da 400/500 mg,  assumine 1 a pranzo e 1 a cena), e sotto forma di erba sfusa (metti 1 cucchiaio in una tazza d’acqua bollente, per 10 minuti e bevine 3 tazze al giorno).

Anche il mirtillo lo trovi in opercoli e ne assumerai 3 al giorno, possibilmente lontano dai pasti.

Per sicurezza è meglio che non li assumi se sei in gravidanza.

Ma anche questi semplici e pratici consigli servono a prevenire la cistite:

  • Cerca di bere molto.  Intendo almeno 2 litri di acqua al giorno, per permettere una diluizione ed un’eliminazione degli agenti patogeni.
  • Mantieni una corretta igiene intima. Usare  saponi  troppo aggressivi può favorire l’attacco da parte degli agenti patogeni.
  • Urina  quando  avverti lo stimolo.  Non trattenere l’urina perché gli agenti patogeni proliferano più facilmente.
  • Cambia regolarmente gli indumenti intimi, perché anche questi ultimi possono essere una sorgente d’agenti infetti.
  • Cura la stitichezza, se ne soffri.  Spesso favorisce un fermento intestinale che diventa fonte di propagazione di batteri verso le vie urinarie.
  • Anche la secchezza vaginale che si verifica nella menopausa può favorire le infezioni urinarie. Parlane con il tuo medico.

 

Spero anche questa volta di averti dato consigli utili per la tua salute e il tuo benessere.

A presto

Ermes

Sudorazione eccessiva? Combattila con la Salvia

La sudorazione eccessiva, definita con il termine di iperidrosi, può rappresentare un vero problema per chi ne soffre.

Arriva l’estate…finalmente! Caldo e belle giornate, almeno si spera!

Per qualcuno invece, l’elevata temperatura ambientale e/o l’umidità eccessiva che si possono raggiungere nei mesi estivi possono rappresentare un problema che si chiama sudore!

Badate bene, però che sudare è una cosa perfettamente naturale, perché è un processo fisiologico che in via principale serve  a

  • regolare la temperatura del nostro organismo
  • trasportare all’esterno i prodotti del metabolismo cutaneo
  • contribuire all’idratazione della pelle e alla formazione del mantello idrolipidico superficiale

Ecco, a volte la sudorazione può essere eccessiva, allora si parla di iperidrosi.

Tutti noi lo sappiamo…é un fenomeno imbarazzante e scomodo che non conosce stagionalità…

E devi sapere che spesso non è neppure legata alla temperatura ambientale, ma purtroppo in estate peggiora in modo considerevole.

L’Iperidrosi può avere diverse cause, quali, ad esempio

  • di tipo nervoso (paura, ansia…)
  • di tipo endocrino (ipertiroidismo)
  • obesità
  • menopausa

Viene distinta principalmente in

  • iperidrosi primaria > quando la sua eziologia è sconosciuta
  • iperidrosi secondaria > quando è dovuta ad una patologia nota

Secondariamente viene classificata in base alla sua localizzazione, e avremo così

  • iperidrosi ascellare
  • iperidrosi palmare
  • iperisdrosi plantare
  • iperidrosi facciale
  • iperidrosi del tronco
  • iperidrosi diffusa

Il sudore é un liquido trasparente prodotto dalle ghiandole sudoripare.

Devi sapere che, appena secreto, è quasi inodore.

A volte raggiunge anche alcuni eccessi come un odore particolarmente intenso (osmidrosi) o particolarmente acre (bromidrosi).

Questi odori fastidiosi sono causati dalla decomposizione del sudore effettuata dai batteri normalmente presenti sulla superficie della pelle, anche se un contributo non marginale lo forniscono  anche le secrezioni lipidiche e i prodotti della macerazione dei peli e delle cellule dello strato corneo.

La sudorazione eccessiva…un problema sociale?

Avere sempre gli abiti bagnati e chiazzati, con mani e piedi umidi può avere ripercussioni anche nelle relazioni interpersonali, anche perché si ha la consapevolezza di provocare nelle altre persone un certo senso di repulsione.

Ecco che anche stringere la mano a un’altra persona può diventare un problema che mina la nostra autostima, scatenando un circolo vizioso che non fa altro che peggiorare la situazione.

Vi sono dei rimedi non naturali,  quali

  • antitraspiranti (es cloruro di alluminio)
  • farmaci ( dei sedativi e/o anticolinergici)
  • la chirurgia (asportazione delle ghiandole sudoripare, chirurgia del nervo simpatico)
  • ionoforesi
  • tossina botulinica
  • psicoterapia

Inutile dire che i rimedi che vi ho elencato sopra hanno  inevitabili effetti collaterali.

Ma anche questa volta la fitoterapia e la natura ci vengono in aiuto, per limitare quanto più possibile i problemi che vi ho elencato sopra.

Una delle piante più usate ed efficaci è la Salvia (Salvia officinalis,  Famiglia  Labiate).

E una pianta conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà salutari.

Il suo nome deriva infatti da  “salvus” che vuol dire  appunto “sano”.

I Galli, in particolare, ritenevano che la salvia avesse la capacità di guarire tutte le malattie.

I Romani la consideravano addirittura una pianta sacra.

I Cinesi ritenevano che fosse in grado di “regalare” la longevità.

Ma già nel Medioevo era utilizzata come cicatrizzante sulle ferite e sulle piaghe difficili da rimarginare.

La Salvia contiene

  • olio essenziale ( ricco di alfa e beta thujone)
  • depsidi
  • diterpeni amari
  • sesquiterpeni
  • flavonoidi
  • canfora
  • acido ursolico
  • acido oleanolico
  • saponosidi
  • acido fumarico
  • acido clorogenico,  caffeico, rosmarinico e glicerico

La Salvia ha proprietà

  • antiidrotiche
  • ipoglicemizzanti
  • antispasmodiche
  • anticatarrali
  • eupeptiche
  • colagoghe
  • stimolanti generali

è indicata come coadiuvante in caso di diabete, digestione lenta, dispepsia atonica, senso di astenia, catarri bronchiali.

Ma viste le sue proprietà antinfiammatorie è anche un ottimo rimedio come astringente, antisettico e lenitivo per le infiammazioni delle gengive e delle mucose di tutta la bocca e della gola.

Per questo scopo viene utilizzata sotto forma di infusi o collutori per sciacqui e gargarismi.

A noi interessano le sue proprietà antiidrotiche  poichè aiuta a ridurre l’eccessiva sudorazione di mani e ascelle, anche in caso di sudori notturni dei convalescenti.

L’azione antisudorifera  è dovuta principalmente  al tujone che “addormenta” le terminazioni nervose periferiche delle ghiandole sudorifere,  calmando la sudorazione e regolandone la traspirazione, qualunque sia l’origine.

Per limitare la sudorazione eccessiva la puoi utilizzare esternamente per fare dei bagni o per uso interno, sotto forma di tisana o decotto.

Per uso esterno (bagni)

Puoi benissimo usare  l’olio essenziale, che si trova praticamente in tutte le erboristerie (anche online). Versane poco, 5/10 gocce nell’acqua tiepida della vasca da bagno e rimani immerso per circa 10/15 minuti.

Per uso interno

Consuma ogni giorno due  tazze di infuso di salvia  preparato con un  cucchiaino colmo di foglie secche  o due bustine di tè di salvia lasciate in infusione per circa 20 minuti.

Controindicazioni

L’olio essenziale di salvia (non la tisana!) possiede un’alta percentuale di tujoni e chetoni che possono avere una azione neurotossica, quindi puoi usarlo per via interna solo su prescrizione del medico.

Altri consigli per limitare la sudorazione eccessiva

Sembrano consigli banali, ma portano notevole beneficio

  • se sei in sovrappeso, cerca di calare
  • depila le zone pilifere coinvolte dal problema, i peli infatti facilitano la degradazione del sudore
  • indossa indumenti di fibra naturale, ad esempio di cotone
  • detergiti e lavati con prodotti naturali privi di pr0fumi (es propoli, Tea tree oil),  li trovi sempre in erboristeria
  • applica localmente dei deodoranti, sempre a base di erbe (es Tormentilla, l’Amamelide,   Noce, Quercia, Lichene islandico,  Melaleuca alternifolia)

Puoi usare inoltre  il cristallo di allume di potassio, chiamato  anche allume di rocca, un minerale completamente naturale  proveniente dalle cave di allume trovate nei paesi asiatici.

Spero anche questa volta di averti dato delle notizie utili al tuo benessere…

A presto

Ermes

Hai mal di denti? Prova l’Acmella!

Lo sappiamo perché ci siamo passati tutti (o quasi)…il mal di denti può diventare spesso una una vera e propria tortura impossibile a volte da sopportare.

E quindi, per mettere fine al supplizio,  ci costringe a ricorrere  ad analgesici locali o  all’uso degli anti-infiammatori non steroidei (FANS), con tutti gli effetti collaterali che questi ovviamente presentano.

Come sempre, per fortuna,  la fitoterapia per mezzo delle sue favolose piante ci viene in aiuto.

E questa volta partiamo da lontano (…relativamente…).

Nel 1975 l’antropologa Francoise Freedman Barbira, dell’Università di Cambridge, stava raccogliendo informazioni per il suo dottorato nell’Amazzonia peruviana, quando sentì un dolore “insopportabile” a un suo dente del giudizio.

Vista la mancanza in loco di dentisti e di mezzi rapidi di trasporto per andare in una clinica, ha deciso di scegliere (per forza) la via della medicina naturale.

Gli indiani che la accompagnavano  le hanno raccomandato una pianta che  loro consideravano molto efficace per il mal di denti e per le affezioni della bocca:

la Spilanthes acmella  (Acmella Oleracea)

E’ una pianta che da moltissimo tempo viene usata in India, Africa e soprattutto nell’America del Sud  per lenire le affezioni dentarie e dell’apparto boccale, quali ad esempio

  • carie
  • infiammazione
  • mal di denti

Infatti, grazie allo “spilanthol“, che è uno dei suoi costituenti più importanti, esplica attività

  • anestetica locale
  • antibatterica
  • analgesica
  • antifungina
  • antivirale
  • aninfiammatoria

Lo spilanthol che è presente nelle foglie e nei fiori presenta un caratteristico sapore e provoca un certo  di pizzicore in bocca.

Chimicamente è un componente che ha una azione antibatterica, antimicotica, anestetica, antinfiammatoria ed anche immunomodulante.

Devi sapere però che nella pianta sono presenti  anche altre sostanze che hanno una struttura e una azione simile allo spilanthol.

Queste sostanze tra l’altro sono abbastanza simili ai principi attivi contenuti nell’Echinacea, famosa pianta conosciuta  per le sue importanti proprietà e molto usata in fitoterapia.

Degli esperimenti hanno infatti dimostrato che gli estratti di Spilanthes acmella, in vitro, riescono a inibire lo sviluppo di diversi agenti patogeni, tra i quali

  • Escherichia coli
  • Proteus vulgaris
  • Klebsiella pneumoniae

In commercio vi sono già preparazioni a base di Spilanthes acmella.

Devi utilizzarla ai primi sintomi di infiammazione del cavo orale, ma anche in caso di tonsillite

  • afonia
  • disfonia
  • secchezza delle fauci

Ma risulta utile per per chi è in terapia con

  • antidepressivi
  • anticolinergici
  • antistaminici
  • retinoidi
  • inibitori della pompa protonica.

E’ inoltre disponibile una formulazione in gel utile nei casi di afte, stomatiti aftose, dentizioni dolorose nei lattanti, micosi orali in età pediatrica, gengive irritate e facili al sanguinamento.

Dove la trovo?

Nelle migliori erboristerie (anche online) Esistono in commercio preparazioni a base di Spilanthes a.  e, ricordati, devi utilizzarla ai primi sintomi di infiammazione del cavo orale e delle tonsille, nei casi di afonia e disfonia.

Ma aiuta anche chi è in terapia con antidepressivi, anticolinergici, antistaminici, retinoidi e inibitori della pompa protonica.

E’ inoltre disponibile una formulazione in gel utile nei casi di afte, stomatiti aftose, dentizioni dolorose nei lattanti, micosi orali in età pediatrica, gengive irritate e facili al sanguinamento.

In futuro prossimo, diciamo verso il 2014/2015, grazie a Francoise Freedman Barbira e all’Università di Cambridge che ne detiene il contratto di licenza, sarà disponibile un nuovo tipo di gel.

Pensa che sarà in grado di competere con gli anestetici come la lidocaina e la novocaina e potrà evitare la necessità di iniezioni dolorose per il trattamento parodontale.

A presto

Ermes

 

Acne e brufoli? Guariscili con il Timo

L’acne é un problema che affligge e tormenta milioni di giovani, specialmente a partire dal periodo della pubertà

Ma spesso vi sono anche adulti che ne soffrono ancora.

In questo particolare periodo può creare dei problemi a livello psicologico, ma non solo!

Può lasciare il “ricordo” sulla pelle sotto forma di cicatrici, difficili e costose poi da togliere.

L’acne è provocata da un batterio, il Propionibacterium acne.

In commercio, lo sappiamo, ci sono una moltitudine di creme e prodotti per curare questo disturbo, in verità non sempre efficaci, e in ogni caso quasi tutte a base di perossido di benzoile.

Tra l’altro, spesso provocano degli effetti collaterali quali  bruciore e infiammazione della pelle.

Ma la natura e la fitoterapia non ci abbandonano mai!

Questo lo dimostra uno studio fatto dal team con a capo la dottoressa Margarita Gomez-Escalada  presso la Leeds Metropolitan University (GB) e presentato al Society for General Microbiology’s Spring Conference di Dublino.

I ricercatori hanno dimostrato l’efficacia di tinture di timo, mirra e calendula nei confronti del batterio responsabile dell’acne.

In particolare il timo si è distinto per la sua notevole azione antibatterica verso il Propionibacterium acnes, il batterio che con la sua azione infettiva causa la comparsa dei  brufoli sulla pelle

E l’efficacia del timo  è risultata maggiore rispetto anche al perossido di benzoile che come abbiamo visto, è uno dei principali ingredienti utilizzati per la preparazione di creme contro l’acne.

La dott.ssa Gomez-Escalada ha dichiarato:

“Sapevamo già che timo, calendula e mirra sono comuni alternative erboristiche ai normali lavaggi della pelle antibatterici, ma il nostro è il primo studio a dimostrare l’effetto reale che hanno sul batterio che causa l’infezione dell’acne.

Questi primi risultati aprono la strada a una ricerca più approfondita sull’uso di tinture come trattamenti per la patologia.”

Continuando…

“Non dimentichiamo che la commercializzazione di una terapia a base di erbe per l’acne sarebbe una notizia molto gradita dato che le creme che contengono perossido di benzoile si associano all’insorgere di numerosi effetti collaterali, come bruciore e irritazione della pelle

«Abbiamo ora bisogno di eseguire ulteriori test in condizioni che mimano più da vicino l’ambiente della pelle e lavorare a livello molecolare, così come questi tinture stanno lavorando – Se tintura di timo si è dimostrata essere clinicamente efficace come i nostri risultati suggeriscono, può essere un’alternativa naturale ai trattamenti attuali».

e infine conclude 

«le preparazioni erboristiche sono meno dure sulla pelle grazie alle loro proprietà antinfiammatorie, e i nostri risultati suggeriscono che possono essere altrettanto, se non di più, efficaci rispetto ai trattamenti chimici»

Di tutto questo non possiamo che essere contenti, soprattutto noi che amiamo i rimedi naturali.

Quindi ci piace l’equivalenza

- chimica  +natura = molta salute in più

A presto

Ermes

 

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