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Hai mal di denti? Prova l’Acmella!

Lo sappiamo perché ci siamo passati tutti (o quasi)…il mal di denti può diventare spesso una una vera e propria tortura impossibile a volte da sopportare.

E quindi, per mettere fine al supplizio,  ci costringe a ricorrere  ad analgesici locali o  all’uso degli anti-infiammatori non steroidei (FANS), con tutti gli effetti collaterali che questi ovviamente presentano.

Come sempre, per fortuna,  la fitoterapia per mezzo delle sue favolose piante ci viene in aiuto.

E questa volta partiamo da lontano (…relativamente…).

Nel 1975 l’antropologa Francoise Freedman Barbira, dell’Università di Cambridge, stava raccogliendo informazioni per il suo dottorato nell’Amazzonia peruviana, quando sentì un dolore “insopportabile” a un suo dente del giudizio.

Vista la mancanza in loco di dentisti e di mezzi rapidi di trasporto per andare in una clinica, ha deciso di scegliere (per forza) la via della medicina naturale.

Gli indiani che la accompagnavano  le hanno raccomandato una pianta che  loro consideravano molto efficace per il mal di denti e per le affezioni della bocca:

la Spilanthes acmella  (Acmella Oleracea)

E’ una pianta che da moltissimo tempo viene usata in India, Africa e soprattutto nell’America del Sud  per lenire le affezioni dentarie e dell’apparto boccale, quali ad esempio

  • carie
  • infiammazione
  • mal di denti

Infatti, grazie allo “spilanthol“, che è uno dei suoi costituenti più importanti, esplica attività

  • anestetica locale
  • antibatterica
  • analgesica
  • antifungina
  • antivirale
  • aninfiammatoria

Lo spilanthol che è presente nelle foglie e nei fiori presenta un caratteristico sapore e provoca un certo  di pizzicore in bocca.

Chimicamente è un componente che ha una azione antibatterica, antimicotica, anestetica, antinfiammatoria ed anche immunomodulante.

Devi sapere però che nella pianta sono presenti  anche altre sostanze che hanno una struttura e una azione simile allo spilanthol.

Queste sostanze tra l’altro sono abbastanza simili ai principi attivi contenuti nell’Echinacea, famosa pianta conosciuta  per le sue importanti proprietà e molto usata in fitoterapia.

Degli esperimenti hanno infatti dimostrato che gli estratti di Spilanthes acmella, in vitro, riescono a inibire lo sviluppo di diversi agenti patogeni, tra i quali

  • Escherichia coli
  • Proteus vulgaris
  • Klebsiella pneumoniae

In commercio vi sono già preparazioni a base di Spilanthes acmella.

Devi utilizzarla ai primi sintomi di infiammazione del cavo orale, ma anche in caso di tonsillite

  • afonia
  • disfonia
  • secchezza delle fauci

Ma risulta utile per per chi è in terapia con

  • antidepressivi
  • anticolinergici
  • antistaminici
  • retinoidi
  • inibitori della pompa protonica.

E’ inoltre disponibile una formulazione in gel utile nei casi di afte, stomatiti aftose, dentizioni dolorose nei lattanti, micosi orali in età pediatrica, gengive irritate e facili al sanguinamento.

Dove la trovo?

Nelle migliori erboristerie (anche online) Esistono in commercio preparazioni a base di Spilanthes a.  e, ricordati, devi utilizzarla ai primi sintomi di infiammazione del cavo orale e delle tonsille, nei casi di afonia e disfonia.

Ma aiuta anche chi è in terapia con antidepressivi, anticolinergici, antistaminici, retinoidi e inibitori della pompa protonica.

E’ inoltre disponibile una formulazione in gel utile nei casi di afte, stomatiti aftose, dentizioni dolorose nei lattanti, micosi orali in età pediatrica, gengive irritate e facili al sanguinamento.

In futuro prossimo, diciamo verso il 2014/2015, grazie a Francoise Freedman Barbira e all’Università di Cambridge che ne detiene il contratto di licenza, sarà disponibile un nuovo tipo di gel.

Pensa che sarà in grado di competere con gli anestetici come la lidocaina e la novocaina e potrà evitare la necessità di iniezioni dolorose per il trattamento parodontale.

A presto

Ermes

 

Allevia i dolori della tua artrite con L’Artiglio del Diavolo

Attento! L’artrite è una infiammazione articolare che può colpire qualsiasi fascia d’età.

Ne esistono oltre 100 tipologie, anche se quella più diffusa risulta essere  senz’altro l’artrite reumatoide che  interessa più spesso le donne tra i 40 e i 60 anni di età, ma che può anche colpire i bambini (artrite giovanile).

Da delle recenti indagini, in Italia sono circa 5 milioni le persone che ne soffrono, circa il 10 %  della popolazione.

Tutti i tipi di artrite hanno in comune lo stesso fenomeno infiammatorio a carico del tessuto sinoviale, ovvero il rivestimento delle articolazioni deputato a fornire il liquido indispensabile alla lubrificazione delle giunture ossee.

Le cause dell’artrite  possono essere molteplici, tra le principali

  • traumatica
  • metabolica
  • infettiva
  • autoimmune
  • idiopatica

Fra i vari sintomi che caratterizzano l’artrite ritroviamo i più comuni quali

  • calore
  • tumefazione
  • rigidità
  • dolore
  • arrossamento

Però la sintomatologia più classica è che sentirai un dolore vivo,  accompagnato quasi sempre  a gonfiore e tumefazione delle articolazioni.

Spesso ti mancherà l’appetito,  perderai peso, avrai un malessere generale con febbre,  dolori muscolari e muoverti sarà un vero problema.

E purtroppo quando l’artrite interesserà le tue articolazioni per lungo tempo, queste tenderanno a deformarsi.

Ma se hai un’artrite grave, quando si verificherà  una  perdita anche parziale di cartilagine in un’articolazione come l’anca o il ginocchio, avrai dei sintomi molto più evidenti, quali

  • un rumore simile ad un crepitìo, assomigliante a quello che si produce calpestando un vetro
  • questo perché senza la copertura protettiva di cartilagine le tue ossa sfregheranno l’una sull’altra…e questo ti causerà…
  • …un dolore molto fastidioso, anche a riposo, che però peggiorerà se muoverai l’arto

Per questo tipo di disturbo, la fitoterapia si avvale di diverse piante,  tra le quali

  • il salice (Salix Alba, Fam. Salicacee)
  • la Spirea Olmaria (Spirea Ulmaria,  Fam. Rosacee)
  • l’Artiglio del Diavolo (Harpagophytum Procumbens, Fam. Pedaliacee)

Parleremo di quest’ultimo, perché devi sapere che è il più indicato per le terapia che durano nel tempo, sia affiancando la terapia farmacologica, che in sostituzione ad essa,  con  la stessa efficacia, ma  meno effetti collaterali.


L' Artiglio del Diavolo

L’artiglio del diavolo (Fam. Pedaliacee) è una pianta originaria del Sud Africa, anche se la maggior parte proviene dalla Namibia e dal Botswana.

La Namibia fu occupata dai tedeschi nei primi del ’900, successivamente l’artiglio del diavolo fu importato in Europa.

L’artiglio del diavolo è stato utilizzato per secoli in Africa per curare la febbre, il’artrite reumatoide, pancreas, problemi a  stomaco e intestino.

Il suo nome  particolare deriva dai piccoli uncini presenti sul frutto della pianta.

Contiene  importanti principi attivi, quali

  • l’arpagoside, che ha dimostrato un’azione antinfiammatoria pari al fenilbutazone, una sostanza farmacologica usata nelle affezioni reumatiche
  • l’arpagenina, che sperimentalmente eserciterebbe un’azione antinfiammatoria paragonabile a quella di molti FANS

Tradizionalmente viene  utilizzato per

  • mal di schiena
  • dolori al collo
  • artrite reumatoide
  • artrite ossea
  • tendinite
  • migliorare la digestione.

Pensa che l’artiglio del diavolo in Germania rappresenta il 74% delle prescrizioni mediche per reumatismi.

E devi sapere che sono state fatte diverse ricerche su questa pianta,   mettendo a confronto:

  • chi assumeva placebo e artiglio del diavolo: e c’é stato una significativa riduzione del dolore in chi assumeva l’artiglio del diavolo
  • chi assumeva antinfiammatori noti e l’artiglio del diavolo. Si è avuto la conferma che quest’ultimo spesso è più efficace dell’antinfiammatorio nella riduzione del dolore

Anche se ti sembra difficile da credere (ma è dimostrato dalle ricerche!), l’artiglio del diavolo sembra pertanto avere gli stessi effetti dei farmaci anti-infiammatori, inducendo dei cambiamenti anche nelle leucotrine, un gruppo di molecole coinvolte nei dolori infiammatori

Posologia

L’artiglio del diavolo lo troverai nelle erboristerie (anche online) in capsule, tintura madre (TM) e in bustine da te.

Se devi usarlo per le infiammazioni e i dolori sarà  meglio  assumerlo in forma di capsule.

E da ricerche effettuate, la dose giornaliera  deve fornire almeno dai 25 mg  ai  50 mg di arpagosidi al giorno.  Nell’estratto secco lo  troverai  indicato sulle confezioni.

Controindicazioni

Non devi essere utilizzarlo se

  • soffri di ulcere gastriche o duodenali
  • hai il diabete
  • stai assumendo medicinali che interferiscono con gli zuccheri nel sangue. In questo caso devi usare l’artiglio del diavolo solo sotto la supervisione di un medico specializzato
  • sei in gravidanza accertata o  sospetta, poichè potrebbe darti contrazioni uterine

Per il momento non sono note possibili interazioni con medicinali.

Effetti collaterali

L’artiglio del diavolo potrebbe dare reazioni allergiche Alcuni studi hanno riportato nausea, sensazione di pienezza, aritmia e glucosio nel sangue.

 Spero anche questa volta di averti dato informazioni utili alla tua salute  e al tuo benessere.

A presto

Ermes

 

 

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