Digerisci male e con difficoltà? Prova la Genziana
Conosciuta come ingrediente di liquori o digestivi, la genziana è una pianta tutta da scoprire…
Fa parte delle Genzianacee, un gruppo di piante erbacee annuali, cresce spontaneamente ed è diffusa perlopiù nell’arco alpino e negli Appenini, anche se normalmente la si trova negli ambienti alpini di quasi tutti i continenti.
La più “famosa” e utilizzata è quella denominata “maior” ( o anche Gentiana Lutea), alta e di colore giallo e nota anche come pianta medicinale.
Seguono la genzianella e la genziana dai fiori turchini.
Quest’ultima, chiamata anche Genziana di Koch (Gentiana Kochiana) è la più ammirata, visti i suoi bellissimi fiori dalla corolla a calice e dal caratteristico colore azzurro.
Devo dirti anche che è una pianta officinale, ma è una specie protetta e quindi in molte regioni ne è vietata la raccolta.
La conosciamo già poiché sicuramente avremo bevuto dei liquori o digestivi a base di genziana e come sappiamo, ha un sapore un po’ amaro.
In passato, specialmente in Europa, veniva usata come febbrifugo
Le parti utilizzate sono le radici e le parti aeree, meglio se provenienti da piante adulte.
Ma cosa contiene la genziana?
Ha molti principi attivi, ma i più importanti sono
- amarogentina o amarogenzina
- gentiacaulina
- genziopicrina
- gentianina (alcaloide)
- mucillagini
- acido ascorbico
- glucidi
- enulina
- tiamina
- flavonoidi
- oli essenziali
Devi sapere che l’amarogentina è la sostanza più amara che si conosca e mantiene il suo sapore anche se diluita in rapporto di 1 a 50000.
Le sue proprietà
Le sostanze amare sono ricavate dalla radice e vengono utilizzate in diverse preparazioni, soprattutto per aiutare la digestione, poiché
- aumentano la motilità gastrica
- aumentano la secrezione cloridropeptica dello stomaco, sia direttamente che per meccanismo riflesso (il c.d. stimolo vagale)
Ho detto soprattutto, ma non solo…perché serve anche per
- combattere la costipazione
- combattere la diarrea
- combattere il vizio del fumo
- combattere l’anoressia
- ridurre i gonfiori addominali
- stimolare l’appetito
- come vermifuga
- contrastare la gotta
- in caso di tosse
Inoltre, poichè attiva i linfociti “T” e stimola la produzione di globuli bianchi, aiuta il sistema immunitario, ma è utile anche in caso di anemia e di affaticamento generale dell’organismo.
Per uso esterno, il suo infuso può essere utilizzato come disinfettante della cute e per la pulizia delle pelli grasse.
Perché si usa la Genziana
Di solito, e dico di solito perché come abbiamo visto sopra è molto riduttivo, viene utilizzata quando abbiamo “ingurgitato” pasti molto abbondanti e/o ricchi di grassi, perchè, come abbiamo detto stimola la produzione dei succhi gastrici e come amaro tonico.
Per questo motivo viene spesso utilizzata in molti liquori amari da assumere in genere come digestivi a fine pasto, ma anche in numerosi preparati farmaceutici per stimolare la funzione intestinale.
Uso e posologia
Della Genziana generalmente si utilizza la radice essicata (in infusione) o l’estratto secco, la tintura madre o l’estratto idroalcolico.
Consiglio l’infuso, utilizzando la radice essiccata e triturata, che possiamo trovare nelle erboristerie (anche online).
In caso di digestione difficile possiamo fare l’infuso mettendone circa 30 gr in 1 litro di acqua. La facciamo bollire per 3/4 minuti e lo lasciamo in infusione per 6/8 ore.
Ne possiamo bere una tazza abbondante prima di pasti grassi e/o abbondanti oppure anche occasionalmente o dopo un pasto abbondante che si fa fatica a smaltire.
Per rinforzare l’organismo mettiamo 7 gr di genziana in 200 ml di acqua e la facciamo bollire per circa 3 minuti. Lasciamo il tutto in infusione per 20 minuti. Dopo aver filtrato il tutto, lo possiamo dolcificare e bere prima di ogni pasto.
Per detergere le pelli grasse, metti 100 gr in 1 litro di acqua. Fai bollire a fuoco basso per 10 minuti. Poi filtra il tutto e lo puoi usare per detergere le pelli grasse, ma anche per attenuare le lentiggini, applicandolo con un dischetto.
Controindicazioni e effetti indesiderati
E’ meglio che ne eviti l’assunzione se sei in stato interessante o allatti.
Sconsigliata anche per chi è iperteso , chi soffre di ulcere, gastriti o altri disturbi gastrointestinali.
A volte, in dose eccessiva può provocare delle cefalee e inoltre il leggero effetto antinfiammatorio può sovrapporsi a quello dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) che eventualmente stai già assumendo.
Anche questa volta spero di averti fornito delle informazioni utili alla tua salute e al tuo benessere.
Naturalmente per qualsiasi domanda e/o curiosità potrai contattarmi con l’apposito form.
Ti risponderò nel più breve tempo possibile.
A presto
Ermes
Cura l’anemia con l’acerola e l’ortica
L’anemia è una patologia del sangue.
La sua diagnosi non si basa sul numero dei globuli rossi, quanto sul valore di emoglobina e sulla dimensione dei globuli stessi.
L’emoglobina non è altro che una proteina globulare contenente ferro, in grado di legare l’ossigeno ai globuli rossi (eritrociti) che a sua volta lo trasporteranno dai polmoni a tutte le cellule del corpo.
Si parla di anemia quando i livelli di emoglobina scendono sotto i 13g/dl nell’uomo e i 12g/dl nella donna.
I globuli rossi vengono prodotti nel midollo osseo (eritropoiesi) e una volta maturi entrano nel circolo sanguigno dove rimangono per circa 120 giorni.
Dopo verranno distrutti ed eliminati soprattutto dalla milza.
I principali sintomi dell’anemia sono:
- senso di debolezza generale
- mancanza di appetito
- senso di nausea
- cefalea
- insonnia
- irritabilità
- mancanza di concentrazione
- tachicardia a seguito di uno sforzo anche minimo
- cute e mucose pallide
- a volte perdita di capelli
- a volte svenimenti
- a volte abbassamento della temperatura corporea
- a volte rigonfiamento della milza
Devi sapere che ci sono diversi tipi di anemia
- anemia perniciosa dovuta a carenza di vitamine (B12 soprattutto)
- anemia emolitica dovuta alla distruzione troppo rapida dei globuli rossi che non riescono a essere rimpiazzati
- anemia aplastica dovuta al fatto che il midollo non riesce a produrre a sufficienza globuli rossi, bianchi e piastrine
- anemia mediterranea chiamata anche talassemia, che può essere genetica, cronica, passeggera e altro.
- anemia sideropenica, legata alla carenza di ferro
E’ importante sapere da che cosa dipende la tua anemia (te lo dirà il tuo medico), anche se la più comune al mondo è proprio l’anemia sideropenica, dovuta alla carenza ferro ed è questa dove la fitoterapia, con l’aiuto delle erbe, può darci una mano importante.
La medicina tradizionale cura questo tipo di anemia con farmaci che contengono acido folico, vitamina B12 e ferro.
Il ferro, anche se nel corpo umano è presente in una quantità minima, è, come abbiamo visto un elemento fondamentale che partecipa alla formazione dei globuli rossi.
Non sempre è bene però usarne dosi massicce perché può portare a gravi complicazioni epatiche.
Per curare l’anemia, nella fitoterapia vengono utilizzate diverse erbe in sinergia tra loro, come fieno greco, angelica, equiseto, genziana, fumaria e altre, anche se le più efficaci sembrano essere l’acerola e l’ortica.
Le ciliegie di Acerola contengono mediamente tra le 30 e le 50 volte la Vitamina C delle arance.
I frutti dell’acerola contengono anche
- Vitamine B1, B2, B3, B5, B6,
- vari sali minerali tra cui ferro e calcio
- magnesio e acido pantotenico in quantità doppia rispetto alle arance
- quasi la stessa quantità di provitamina A delle carote.
Studi effettuati scientificamente hanno ampiamente dimostrato che:
- facilita l’ assorbimento di ferro
- cura l anemia dovuta a carenza di ferro
- contribuisce alla produzione dell’ emoglobina e dei globuli rossi
ed inoltre
- facilita la guarigione delle ferite e delle ossa fratturate
- coopera alla formazione del collagene nei tessuti connettivi
- mantiene sani vasi capillari, gengive e denti
Vi sono anche altri effetti benefici che sono stati rilevati, ma non dimostrati, quali:
- previene il raffreddore
- riduce il colesterolo
- protegge dalle malattie cardiache
- mitiga le infezioni degli occhi
- cicatrizza le piaghe da decubito
- riduce i polipi rettali
- ritarda l invecchiamento
Uso e controindicazioni
Si può assumere in capsule o tavolette, e si trova nelle migliori erboristerie (anche online).
La dose consigliata è 1 o 2 capsule al giorno per complessivi 500 mg e per un periodo di almeno 60 giorni. Per la cura dell’anemia andrà assunta insieme all’ortica, di cui vedremo dopo le modalità di impiego e curando l’alimentazione.
L‘acerola non ha effetti collaterali riscontrati.
L’Ortica
L’ortica è una delle piante con il maggior numero di proprietà medicinali.
Le foglie contengono abbondante clorofilla, che altro non è che il colorante verde del mondo vegetale.
La composizione chimica della clorofilla è molto simile a quella dell’emoglobina e questo conferisce alla pianta una spiccata proprietà antianemica.
L’ortica infatti si usa
- nell’anemia causate da mancanza di ferro
- nell’anemia da perdite di sangue
- nel caso di flusso mestruale abbondante
- nei casi di emorragie nasali
Questo perché il ferro e l’acido folico, in essa contenuti, stimolano la produzione dei globuli rossi.
In più ha anche una spiccata proprietà emostatica (ferma le emorragie).
Ma è consigliata anche in caso di
- convalescenza
- denutrizione
- esaurimento
Questo perché le sue foglie sono ricchissime di
- fosforo
- magnesio
- calcio
- silicio
- manganese
- potassio
- vitamine A, C e K, che la rendono remineralizzante, ricostituente e tonificante.
Per la sua azione depurativa e diuretica viene consigliata anche in caso di
- affezioni reumatiche
- artrite
- gotta
- calcoli renali
- renella
- iperglicemia
- cistite
L’ortica ha inoltre una grande capacità di alcalinizzare il sangue, facilitando così l’eliminazione dei residui acidi del metabolismo, strettamente correlati a tutte queste malattie.
Inoltre facilita la digestione e migliora la capacità di assimilare i cibi poichè stimola la secrezione del succo pancreatico e la motilità dello stomaco e della cistifellea:
La presenza di tannini le conferisce anche proprietà astringenti e per questo viene usata con successo per fermare la diarrea, in caso di colite o di dissenteria.
Per la cura dell’anemia è’ bene assumerne 2 capsule o compresse per circa 250 mg al giorno e per un periodo di almeno 60 giorni insieme all’acerola.
Volendo si può fare un infuso mettendo 20/25 gr di foglie fresche in 1/2 litro di acqua bollente. Si lascia riposare per circa 10-15 minuti. Se ne assumerà una tazza la mattina e una la sera, preferibilmente lontano dai pasti.
Anemia e cura dell’alimentazione
Pensate che la percentuale di ferro che viene assorbita dalla frutta e verdura è solitamente molto bassa e va dal 2 al 10% di quella contenuta. Il ferro contenuto nelle proteine animali viene assorbito meglio di quello di origine vegetale.
Devi sapere che esistono due tipi di ferro
- il ferro eme
- il ferro non eme.
Il ferro eme si trova
- nelle carni rosse magre
- nel pesce (tonno, salmone, merluzzo)
- nei crostacei come i gamberi
- molluschi (ostriche, vongole)
- nelle carni bianche (tacchino, pollo)
Il ferro eme viene assorbito facilmente e può potenziare l’assunzione di ferro non eme contenuto nei cereali, nelle insalate e nelle verdure che normalmente vengono servite con un pasto.
Purtroppo il ferro non eme viene assorbito più difficilmente, ma il suo assorbimento viene favorito se assumi contemporaneamente vitamina C.
Per questo motivo devi mangiare carne insieme a verdure che contengano vitamina C e carne con verdure che contengano ferro non eme per favorirne l’assorbimento.
Puoi condire l’insalata e le verdure con succo di limone, oppure durante il pasto ti bevi una bella spremuta d’arancia.
Evita caffè e tè, perchè ostacolano l’assorbimento del ferro, oppure prendili distanti dai pasti.
Ricorda che la cura dell’anemia richiede pazienza e costanza, perché solo alimentandoci nel modo corretto e con l’aiuto della fitoterapia possiamo ottenere buoni risultati nel medio periodo.
Spero anche questa volta di averti fornito notizie utili al tuo benessere e alla tua salute.
A presto
Ermes






