adenocarcinomi

Aspirina contro il cancro? News da Oxford (GB)

La rivista scientifica The Lancet ha pubblicato importanti studi effettuati presso l’Università di Oxford sull’assunzione di aspirina per la prevenzione e la cura del cancro.

Spesso ti sarà capitato di leggere notizie positive sull’assunzione di acido acetilsalicilico, che conoscerai meglio come “aspirina”.

L’ avrai usata sicuramente anche tu  in occasione di un mal di testa,  di dolori ossei/muscolari, ma anche per i dolori mestruali o per abbassare la febbre.

Inoltre fluidifica anche il sangue e per questo ne viene indicata l’assunzione giornaliera, a basse dosi, a coloro che sono a rischio di infarto o ictus.

Ma da 3 studi effettuati presso l’Università di Oxford, coordinati dal Dr. M.  Peter Rothwell, professore di neurologia clinica e pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet, sembra che l’aspirinetta,  la dose quotidiana di aspirina usata comunemente da tante persone per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, possa ridurre significativamente il rischio di sviluppare molti tumori e di prevenirne la diffusione.

Ma la ricerca pone anche delle domande difficili per i medici,  in quanto è risaputo che l’assunzione di dosi regolari di aspirina può causare sanguinamento gastrointestinale ed altri effetti collaterali non proprio trascurabili.

E già alcuni studi effettuati in precedenza hanno evidenziato che gli svantaggi dovuti ad un uso quotidiano possono superare i benefici, soprattutto nei pazienti sani.

Uno dei nuovi studi ha esaminato i dati dei pazienti provenienti da decine di grandi studi randomizzati a lungo termine e controllati che hanno coinvolto decine di migliaia di uomini e donne (35.000/77.000 soggetti).

I ricercatori dell’Università di Oxford hanno scoperto che

  • l’assunzione quotidiana di aspirina per tre anni ha ridotto il rischio di sviluppare il tumore di quasi il 25 per cento,  se confrontato con un gruppo di controllo che  non prendeva l’aspirina
  • l’assunzione per  cinque anni, ha permesso di ridurre il rischio di morire di cancro  del 37 per cento

Un documento proveniente sempre dalla Gran Bretagna, prendendo in considerazione l’analisi di cinque grandi studi randomizzati e controllati, ha evidenziato che l’assunzione giornaliera di aspirina per un periodo in media di oltre sei anni e mezzo

  • riduce il rischio di tumore metastatico del 36 per cento
  • riduce il rischio di adenocarcinomi  (tumori comuni,  incluso quello del colon,  del polmone e del cancro alla prostata) del 46 per cento.
  • l’uso quotidiano di aspirina  ha ridotto il rischio di progressione della metastasi, in particolare nei pazienti colpiti dal carcinoma colon/rettale.

E su The Lancet Oncology è stato pubblicato un terzo articolo del Dr. Rothwell e dei suoi colleghi, dove ha confrontato i risultati di studi osservazionali e studi clinici randomizzati di aspirina.

Il dottor Rothwell ha detto che

“Vi è un urgente bisogno di effettuare degli studi clinici con regimi terapeutici contenenti aspirina

…continuando

“Quello che salta davvero fuori  in termini di prevenzione è la sorprendente riduzione del 75 per cento nel cancro esofageo e una riduzione che va dal 40 al 50 per cento nel tumore del colon-retto, che è il tumore più comune in questo momento”.

e ha concluso

“In termini di prevenzione, chiunque avesse alle spalle una storia familiare sarebbe opportuno che assumesse l’aspirina“.

Alcuni esperti definiscono le nuove scoperte “provocatorie” e “incoraggianti”, anche se molti medici hanno molti dubbi  circa la reale prevenzione dell’ aspirina nei confronti del cancro.

Ma questo  perché l’Aspirina non solo aumenta il rischio di  sanguinamento gastrointestinale, ma anche di ictus emorragici.

Però,  nuovi studi effettuati recentemente, hanno anche scoperto che il rischio di sanguinamento nei soggetti assuntori di aspirina è diminuita nel corso del tempo, e che in realtà,  il rischio di morte per emorragia cerebrale, è risultata più bassa nei confronti del gruppo che non la assumeva.

Il Dr. Andrew T. Chan, professore associato di medicina alla Harvard Medical School e co-autore di un commento pubblicato con gli articoli di  The Lancet, ha detto che gli studi, nonostante i loro limiti, “aumentano l’ entusiasmo sull’uso dell’aspirina come agente chemiopreventivo “.

e conclude…

Se si inizia a comprendere la possibilità che l’aspirina riduce il rischio di cancro al di là del cancro al colon, il rapporto rischio-beneficio si sposta un po ‘, soprattutto per quei tumori in cui abbiamo poco da offrire in termini di screening e diagnosi precoce“.       

Gli studi clinici randomizzati che i ricercatori di Oxford hanno esaminato non erano stati focalizzati sulla prevenzione del cancro, poiché inizialmente erano destinati a studiare gli effetti dell’ aspirina sulla prevenzione delle malattie cardiache.

Per questo motivo alcuni esperti hanno detto che i risultati relativi alla prevenzione del cancro possono essere invalidati.

Negli Stati Uniti, due importanti studi che esaminavano l’assunzione di basse dosi di aspirina alfine di prevenire il cancro non ne hanno riscontrato nessuna riduzione, ma tali risultati sono stati esclusi dall’analisi dei ricercatori di Oxford perché implicavano l’assunzione di aspirina non quotidianamente, ma a giorni alterni.

In conclusione…

Come sempre ci trova davanti a un dilemma: Aspirina Sì…Aspirina No!

Davanti a questi dati, senz’altro confortanti, credo che come molti auspicano, sarebbe opportuno procedere  con  studi più specifici e approfonditi, focalizzati su aspirina e cancro.

Resta comunque il fatto che una volta esclusi i soggetti a rischio di emorragia gastro-enterica, prendere un’aspirina a basso dosaggio al giorno sembra proprio che possa allontanare il rischio cancro.

Tra altro l’aspirina, essendo un farmaco largamente disponibile e a basso costo, potrebbe rappresentare una potente arma nella battaglia contro il cancro.

A presto

Ermes

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