Hai il fegato ingrossato? Depuralo con questi rimedi

Le erbe ti possono dare una mano a depurare il fegato.

il fegato

Il fegato è la più grossa ghiandola del corpo umano, situata nella parte alta e destra dell’addome, subito sotto il diaframma, ed è anche l’organo più complesso che abbiamo..

E’ costituito da numerose cellule chiamate epatociti che vivono in media centocinquanta giorni e sono fortemente irrorate, poichè si calcola infatti che in condizioni di riposo giunga al fegato circa un litro e mezzo di sangue al minuto.

Ecco alcune delle funzioni del fegato, probabilmente le più importanti, ma sicuramente non le uniche:

  • produce la bile (necessaria per emulsionare i grassi e rendere quindi possibile il loro assorbimento nell’intestino).
  • effettua la sintesi del colesterolo, sostanza che spesso viene comunemente definita cattiva, ma che in realtà, nelle quantità prodotte da un fegato sano, è essenziale per la vita delle cellule del corpo.
  • effettua la sintesi dei trigliceridi,  che rappresentano una fondamentale fonte di energia per la vita delle cellule.
  • È responsabile della gluconeogenesi, cioè la formazione del glucosio che è indispensabile per nutrire le cellule del corpo umano.
  • Funziona quale deposito di emergenza per la vitamina B12, il ferro e il rame.
  • distrugge le sostanze che non servono più una volta che queste hanno esaurito la loro funzione e sono state rimpiazzate da altre, ad esempio l’emoglobina e l’ammoniaca, che viene trasformata in urea, sostanza più tollerabile per l’organismo.
  • cattura  e demolisce le sostanze tossiche che il nostro corpo può assumere più o meno accidentalmente.
  • Un’altra funzione fondamentale del fegato, ma poco conosciuta, consiste, nei primi tre mesi di gestazione, di produrre i globuli rossi nel feto, in attesa che il midollo osseo si sviluppi compiutamente.

Non esiste uno strumento capace di sostituire il fegato nelle sue funzioni.

Ed è proprio grazie alla funzione depuratrice e disintossicante del fegato, associata a quella dei reni e dell’intestino, che il nostro organismo riesce a mantenersi in perfetta salute anche quando esposto ad una motitudine di sostanze tossiche.

Un fegato grasso, che ha bisogno di disintossicazione, si fa sentire con questi sintomi:

  • intestino sensibilmente più pigro
  • addome dilatato
  • alito cattivo e pesante al risveglio la mattina con
  • lingua biancastra
  • spesso si aumenta i peso
  • digestione lenta che comporta
  • sonnolenza dopo i pasti

Per fortuna la fitoterapia, con le erbe ci dà una mano a depurare il fegato ingrossato.

Le più usate e efficaci sono:

  • cardo mariano
  • tarassaco
  • carciofo
Il cardo mariano

Il cardo mariano contiene dei complessi di bioflavonoidi (fitoestrogeni) chiamati flavonolignani. i cui estratti purificati contengono principalmente silimarina, che è una miscela di silibinina,, silicristina e silidianina.

La silimarina è uno degli estratti vegetali più accuratamente ricercati e studiati con meccanismi di azione conosciuti e rappresenta la miglior sostanza documentata per depurare il fegato.

Il cardo mariano rigenera i tessuti del fegato danneggiati dalla cirrosi, dall’epatite, dal’abuso di alcol e droghe, dalle tossine ambientali e dall’esposizione a veleni industriali.

Previene il danno dei radicali liberi alle cellule del fegato e viene usato anche come antidoto all’avvelenamento – soprattutto da un fungo velenoso quale è l’Amanita falloide.

Infatti la silimarina si lega alle cellule del fegato impedendo quindi ai veleni del fungo di legarsi tra loro stessi,  bloccando perciò il loro effetto velenoso. Inoltre neutralizza direttamente anche il veleno stesso, e questo la rende efficace anche se assunta dopo che il veleno del fungo è stato ingerito.

La silibina aumenta l’azione di un enzima, chiamato “Super Oxide Dismutase” (SOD), che agisce come spazzino dei radicali liberi molto più potente della Vitamina E .

E’ noto anche perchè è  galattogeno (stimola la produzione di latte materno nelle puerpere) e colagogo (stimola lo svuotamento della cistifellea e il flusso di bile nel duodeno)

E’ sia cibo che medicina, infatti sia le foglie che i gambi possono essere mangiati in insalata. oltre che le capsule che si possono acquistare in erboristeria.

Controindicazioni e interazioni: meglio non assumerlo in caso di ipertensione.

I fiori del tarassaco

Il tarassaco è noto anche come dente di leone e con le sue proprietà disintossica il fegato in modo naturale.

I suoi estratti hanno proprietà colagoghe e coleretiche (aumenta il deflusso della bile dal fegato all’intestino) e vengono pertanto utilizzati come purificanti, decongestionanti e disintossicanti epatici. Al tarassaco vengono attribuite anche proprietà antinfiammatorie, ipoglicemiche.

Stimola inoltre l’attività pancreatica , facilita l’eliminazione biliare del colesterolo in eccesso e ne riduce l’assorbimento grazie alla ricchezza in fitosteroli e fibre solubili.

La radice di tarassaco è ricchissima di inulina, una fibra solubile con effetti prebiotici, Vi è la presenza inoltre di flavonoidi, acido ascorbico, provitamina A e calcio.

Come assumerlo

Il decotto è consigliato per massimizzare gli effetti purificanti e diuretici del tarassaco

(si prepara portando ad ebollizione e facendo bollire per 5 minuti in 100 ml di acqua, 5  grammi di radici essiccate, lasciandole poi macerare per 5 minuti; filtrare prima di servire).

Controindicazioni e interazioni

Anche se il tarassaco è generalmente ben tollerato; può causare acidità gastrica , quindi meglio non assumerlo in presenza di gastrite, reflusso gastroesofageo ed ulcera peptica. E’ controindicato anche in caso di calcolosi od occlusione delle vie biliari.

Il carciofo

Le proprietà medicinali  del carciofo sono conosciute da tempo antichissimo,già apprezzato dai Greci e dagli Egizi.

Contiene molto ferro, le attività farmacologiche più note sono:

Coleretica, perché la Cinarina contenuta nel carciofo stimola un aumento del flusso biliare e della diuresi.

Epato-protettrice, che tra l’altro è l’azione più conosciuta e utilizzata. .

Ipocolesterolemizzante,  che allo stato attuale è l’azione più importante e anche quella più studiata.

La Cinarina è contenuta nel carciofo in una buona quantità e da studi scientifici effettuati  è risultata avere un importante ruolo nell’abbassare il livello del colesterolo.

La dose terapeutica di Cinarina varia da  circa 50 mg a 1,5 g che si possono assumere come pillole/capsule da acquistare in erboristeria, o meglio fresco in una quantità pari a circa 100/300 gr al giorno, evitando però le tradizionali ricette, che seppure gustose e succulente, ne degradano sensibilmente i benefici (es  sott’olio, fritti, alla giudea, etc).

Lo puoi gustare meglio cotto al vapore, o tagliato in fettine sottili e lessato in poca acqua o anche crudo in pinzimonio.

Le sostanze contenute nel carciofo sono assolutamente prive di tossicità e in sinergia con il cardo mariano o con il carciofo sono un valido rimedio naturale contro il fegato ingrossato e quello steatosico (il fegato grasso, dove vi è una degenerazione grassa degli epatociti).

Continua a leggere questo blog. Troverai sempre preziose notizie per la cura della tua salute.

A presto

Ermes

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