Overdose di Calcio? News dalla Svezia
Sei in overdose di calcio? Assumere troppo calcio aumenta i rischi per la tua salute!
Un bicchiere di latte a colazione, uno yogurt a mezza mattina, un pezzo di formaggio a pranzo e magari anche qualche pastiglia di calcio…così le donne, ma anche gli anziani pensano di mantenere le loro ossa al sicuro.
Quella che si potrebbe definire una salutare routine, però, potrebbe mettere il vostro cuore a rischio.
E’ ciò che è venuto fuori da una nuova ricerca effettuata in Svezia.
Per quasi 20 anni un team dell’Università di Uppsala ha seguito l’apporto giornaliero di calcio e i risultati della salute di più di 60.000 donne di mezza età ed anziani.
Durante il periodo dello studio, coloro che hanno consumato più di 1.400 milligrammi di calcio al giorno avevano il 49% in più di probabilità di morire per malattie cardiovascolari e il 40% in più di probabilità di morire per qualsiasi altra causa, rispetto a coloro che ne avevano assunto una minore quantità.
La scoperta è particolarmente allarmante se consideriamo che 1.400 mg di calcio superano di poco le attuali raccomandazioni degli esperti dei diversi Ministeri/Agenzie della Salute sia europee che americane.
Tra l’altro viene suggerito, alle donne di età superiore ai 51 anni, di consumare circa 1200 mg di calcio al giorno (che equivale a circa tre bicchieri di latte intero).
E alle donne in età post-menopausale, in assenza di terapia sostitutiva con estrogeni, si consiglia un apporto di calcio che va da 1200 a 1500 mg.
L’autore dello studio, Karl Michaëlsson, MD, professore di ortopedia presso l’Università di Uppsala precisa che la presenza di troppo calcio nel sangue sembra aumentare la presenza di uno specifico tipo di proteina chiamata fattore di crescita dei fibroblasti 23, che ricerche precedenti hanno collegato all’insorgere di malattie cardiache.
La chiave, dice il Dott. Michaëlsson, è quello di trovare un delicato equilibrio.
Dopo tutto, un corpo sano ha bisogno di calcio e questo è particolarmente vero per le donne anziane, che devono affrontare un aumento del rischio di perdita di massa ossea e di fratture, anche perché i loro corpi tendono ad assorbire il calcio in modo meno efficiente.
Per questo motivo, quasi il 60% delle donne americane di mezza età e anche le persone anziane assumono un supplemento di calcio.
Quindi è il momento di buttare le compresse di calcio?
Non necessariamente.
Le donne che non sono sicure di quanto calcio assumono giornalmente dovrebbero affrontare l’argomento con il loro medico, cercando di curare particolarmente anche l’alimentazione.
Ma il dottor Michaëlsson raccomanda una assunzione giornaliera di calcio che va dai 600 ai 1.000 mg.
Questo è sufficiente per proteggere le ossa, senza aumentare i rischi per la salute.
Naturalmente, aggiungiamo noi, anche la natura con la fitoterapia può fare la sua parte.
Infatti ottime fonti di calcio vegetale sono ad esempio
- i semi di sesamo (addirittura 1000 mg per 100 gr di semi crudi)
- i semi di Salvia Hispanica, nota come Chia (600 mg per 100 gr)
- i semi di lino (250 mg per 100 gr)
- la Quinoa (erba delle Ande, fino a 100 mg per 100 gr)
Ma ne parleremo più approfonditamente in un altro post.
A presto
Ermes
Le 3 Plastiche Nocive da eliminare dalla tua vita
Mai come ora abbiamo la sensazione che la plastica sia praticamente onnipresente nella nostra vita!
Già, peccato putroppo che non sia solo una sensazione.
Infatti viene usata dal packaging alimentare allo stoccaggio di merci, dall’abbigliamento alla costruzione di pavimenti e oggetti per la casa, ma va anche a sostituire pezzi meccanici e di carrozzeria per l’industria automobilistica.
La plastica, lo sappiamo, non esiste in natura ma è una invenzione dell’uomo ed è derivata dal petrolio.
E già questo ci dice che non è un prodotto biodegradabile e che di conseguenza i suoi prodotti derivati avranno una vita lunga, molto lunga… pensa, si parla anche di migliaia di anni!
Molti di questi prodotti si perderanno nell’ ambiente, spesso imprigionando animali e piante.
Pensa che su 16 milioni di rifiuti raccolti in mare, oltre la metà sono costituiti da buste e bottiglie.
Un buon modo per eliminare o ridurre la presenza della plastica dalla nostra vita è, ovviamente, cercare di riutilizzarla in maniera intelligente.
Ad esempio usare le borse della spesa per riporre le immondizie.
Oppure evitiamo di acquistare l’acqua minerale in bottiglie di plastica.
Non tutta la plastica è stata prodotta allo stesso modo, quindi se stai raccogliendo e scegliendo delle materie plastiche da eliminare o ridurre dalla tua vita, inizia con queste.
Il PVC (cloruro di polivinile)
Questa plastica viene spesso usata per fare giocattoli per bambini, tende da doccia, pavimenti in vinile e alcuni sfondi. Però, e qui sta il problema, per avere un PVC morbido e flessibile, devono essere aggiunti degli ftalati durante il processo di fabbricazione.
Gli ftalati possono essere assorbiti dal corpo umano, dove sono stati collegati a una serie di problemi di salute, quali ad esempio:
- varie disfunzioni ormonale
- disordini riproduttivi
- cancro al fegato
- disgenesia
- cancro al seno
Gli ftalati sono stati riconosciuti come fra i distruttori endocrini più diffusi finora scoperti, poiché il loro assorbimento avviene non solo attraverso l’assunzione orale, ma come già detto, anche a fattori ambientali e questo vale soprattutto se hai bambini piccoli, i più esposti agli effetti di queste plastiche.
Consiglio:
non comprare le tende da doccia in PVC; opta piuttosto per dei tessuti naturali come cotone, lino o canapa. Cerca di non avvolgere gli alimenti nelle pellicole plastiche.
Evita di pavimentare le stanze della tua abitazine con il PVC.
Usa invece le piastrelle di sughero, sono ecologiche, sane e offrono un ottimo isolamento dal freddo.
Il Polistirene
Il Polistirene è conosciuto meglio come polistirolo.
Il Polistirene, un polimero della stirene, è fatto di sottoprodotti del petrolio e come avrai già visto, lo trovi praticamente ovunque, dagli imballaggi ai contenitori per alimenti alle posate e in molti altri oggetti presenti nella nostra vita.
E’ inerte verso molti tipi di acidi, mentre è solubile nei solventi.
Riciclare il polistirolo non è facile e dal momento che è così leggero, viene facilmente raccolto dal vento e gettato nei mari e negli oceani dove contribuisce all’inquinamento marino.
Essendo un materiale termoplastico è facilmente infiammabile e bruciando può emettere diossina.
La Stirene è considerata una neurotossina e poichè rimane nei tessuti grassi, incluso il latte materno di un organismo esposto, può mutare i cromosomi utilizzati per la riproduzione cellulare.
L’esposizione allo stirene per periodi prolungati può causare anche
- squilibrio
- difficoltà di apprendimento
- danni fetali
- cancro ai polmoni
- riduzione della fertilità femminile
Consiglio:
evita di conservare gli alimenti in contenitori di polistirolo, specialmente i cibi grassi come carne e formaggio, poichè hanno maggiori probabilità di assorbire le sostanze chimiche.
Il Policarbonato
E’ una delle plastiche che “trovi dappertutto“…e non è un eufemismo!
Le caratteristiche chimico fisiche del policarbonato lo hanno reso uno delle materie “”plastiche”" più utilizzate.
Ad oggi i settori nel quale il policarbonato trova un impiego sono quelle che comunemente vedi nel vivere e nell’ambiente quotidiano:
- nell’ottica per la costruzione delle lenti degli occhiali sia da sole sia da vista
- nell’elettronica per i computer e per i compact disc, DVD
- nel settore dell’orologeria per la produzione di cinturini e vetri d’orologio
- nel campo delle costruzioni per coperture trasparenti
- per produrre mattoni da interno utilizzati per la costruzione di pareti trasparenti
- nel settore dei trasporti per la produzione di caschi e per le coperture dei fanali
- molto, molto altro ancora
Ma devi sapere che un altro settore dove il policarbonato ha trovato largo impiego è quello medico, grazie alla possibilità di sterilizzare gli oggetti di tale materiale.
Questa caratteristica ne ha permesso l’utilizzo nelle apparecchiature per la dialisi artificiale e per la cardiochirurgia, per la prima infanzia e le cure domiciliari…e questa è una buona cosa…
Tuttavia, è bene sapere che il tipo più comune di policarbonato è quello con aggiunta di bisfenolo A (BPA), che viene usato per realizzare contenitori alimentari riutilizzabili, biberon e bottiglie di acqua.
E qui sfatiamo un mito…
Normalmente pensiamo che le plastiche siano composti stabili…ma il legame chimico tra le molecole di bisfenolo A è altamente instabile, e quindi c’è un elevato rischio che la sostanza si diffonda nell’acqua, nelle bevande o nel cibo che sono a contatto con le materie plastiche nelle quali è contenuta.
Purtroppo, quando viene riscaldato e lavato con un detergente forte, il policarbonato può rilasciare particelle di BPA.
Degli studi effettuati hanno accertato che il bisfenolo A
- interferisce con l’attività dell’apparato endocrino
- provoca ritardi nello sviluppo
- è causa di danni alla tiroide
- viene correlato a malattie cardiache, della prostata e della mammella
Molti stati europei hanno già avviato iniziative per bandire la presenza di bisfenolo A nelle plastiche, ma con una certa tolleranza per permettere (così dicono) all’industria di trovare e sperimentare adeguate alternative.
Consiglio:
Cerca di non dare ai bambini piccoli gli anelli di plastica per la dentizione o almeno prendi quelli garantiti senza Bisfenolo A, per conservare gli alimenti usa contenitori in vetro al posto di quelli di plastica.
Se invece disponi già di contenitori alimentari in plastica (anche biberon, tiralatte ecc), non conservarci dentro cibi grassi e lavali a mano, non di metterli in lavastoviglie.
Quindi…
Possiamo fare a meno della plastica?
Penso di no, e penso che anche tu sia d’accordo con me.
Ma noi siamo amanti della natura e della fitoterapia e quindi possiamo mettere in atto dei comportamenti che possono migliorare la nostra salute e salvaguardare la natura, perché è un bene comune che lasceremo in eredità ai nostri figli.
Anche questa volta spero di averti dato consigli utili alla tua salute e al tuo benessere.
A presto!
Ermes
La Vitamina D può predire il diabete?
Sembrerebbe di sì…e parliamo ancora della Vitamina D e della sua importanza, questa volta non solo per gli anziani, ma anche per i bambini
Uno studio pubblicato il 9 novembre del Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism e condotto da Micah L. Olson, MD, del Dipartimento di Pediatria, Università del Texas Southwestern Medical Center, Dallas, e colleghi, ha dimostrato che
- i bambini obesi hanno maggiori probabilità di essere carenti di vitamina D
- bassi livelli di vitamina D sono stati associati a resistenza all’insulina
I ricercatori hanno seguito circa 500 bambini obesi, in sovrappeso e non per determinare i fattori che in futuro, negli anni successivi potrebbero concorrere a sviluppare il diabete.
In particolare i ricercatori hanno misurato livelli sierici di vitamina D di 411 bambini obesi e di 87 bambini normopeso, di età compresa da 6 a 16 anni.
Dei bambini obesi, 134 (il 33%) hanno riferito
- di saltare abitualmente la colazione
- di bere abitualmente bevande gassate a base di soda (cola, aranciata ecc)
e secondo gli studiosi questi sono i due più forti predittori di diminuiti livelli di vitamina D e di una sua carenza.
Già degli studi precedenti avevano scoperto la correlazione tra obesità e carenza di vitamina D negli adulti, negli adolescenti e nei bambini, e molti (ma non tutti) gli studi hanno dimostrato che bassi livelli di vitamina D sono associati ad alterata tolleranza al glucosio o diabete di tipo 2, ma questo studio è uno dei primi a dimostrare un legame tra dieta e carenza di vitamina D.
Il dottor Olson, in un comunicato stampa ha precisato:
“Sebbene il nostro studio non possa provare un nesso di causalità, suggerisce che bassi livelli di vitamina D possono giocare un ruolo nello sviluppo del diabete di tipo 2.”
“Il nostro studio ha trovato che i bambini obesi con bassi livelli di vitamina D avevano più alti livelli di insulino-resistenza”
Il Dr Olson dice che sono in corso anche studi che stanno esaminando se la supplementazione di vitamina D possa ridurre il rischio di diabete di tipo 2 nelle persone ad alto rischio di sviluppare la malattia.
Ma la Vitamina D è proprio necessaria?
Devi sapere che contribuisce a costruire e mantenere la salute di ossa, cuore, nervi, pelle e denti, e favorisce il buon funzionamento della tiroide, una ghiandola che aiuta a mantenere un peso sano e un metabolismo equilibrato.
Altre ricerche recenti hanno trovato che la vitamina D svolge un ruolo fondamentale nell’attivazione del sistema immunitario contro le malattie infettive come l’influenza.
I ricercatori hanno osservato che una carenza di questa importante vitamina, che nel nostro corpo agisce in realtà più similmente a un ormone, può comportare un maggior rischio di contrarre virus influenzali.
Ulteriori ricerche hanno collegato basse quantità di vitamina D a
- malattie autoimmuni
- cancro
- depressione
- malattie cardiache
ma anche
- gambe storte
- costipazione
- denti fragili
- insonnia
- dolori osteoarticolari
- crampi muscolari
- miopia
- nervosismo
- osteoporosi
- frequenti raffreddori o influenze
Quindi, per quanto riguarda i bambini obesi, è bene che il pediatra prescriva loro una dieta adeguata ed eventualmente una assunzione supplementare di Vitamina D, ovviamente dopo che avrà fatto i dovuti accertamenti clinici.
Però, come vedi, la dieta è qualcosa di fondamentale per i tuoi figli, perciò è bene che al mattino facciano una buona colazione e che evitino bevande gassate e “cibo spazzatura”.
Anche se care, meglio frutta e verdura…ne guadagneremo in salute noi e i nostri figli.
A presto e Auguri di una Felice Pasqua e Pasquetta!
Ermes
Acne e brufoli? Guariscili con il Timo
L’acne é un problema che affligge e tormenta milioni di giovani, specialmente a partire dal periodo della pubertà
Ma spesso vi sono anche adulti che ne soffrono ancora.
In questo particolare periodo può creare dei problemi a livello psicologico, ma non solo!
Può lasciare il “ricordo” sulla pelle sotto forma di cicatrici, difficili e costose poi da togliere.
L’acne è provocata da un batterio, il Propionibacterium acne.
In commercio, lo sappiamo, ci sono una moltitudine di creme e prodotti per curare questo disturbo, in verità non sempre efficaci, e in ogni caso quasi tutte a base di perossido di benzoile.
Tra l’altro, spesso provocano degli effetti collaterali quali bruciore e infiammazione della pelle.
Ma la natura e la fitoterapia non ci abbandonano mai!
Questo lo dimostra uno studio fatto dal team con a capo la dottoressa Margarita Gomez-Escalada presso la Leeds Metropolitan University (GB) e presentato al Society for General Microbiology’s Spring Conference di Dublino.
I ricercatori hanno dimostrato l’efficacia di tinture di timo, mirra e calendula nei confronti del batterio responsabile dell’acne.
In particolare il timo si è distinto per la sua notevole azione antibatterica verso il Propionibacterium acnes, il batterio che con la sua azione infettiva causa la comparsa dei brufoli sulla pelle
E l’efficacia del timo è risultata maggiore rispetto anche al perossido di benzoile che come abbiamo visto, è uno dei principali ingredienti utilizzati per la preparazione di creme contro l’acne.
La dott.ssa Gomez-Escalada ha dichiarato:
“Sapevamo già che timo, calendula e mirra sono comuni alternative erboristiche ai normali lavaggi della pelle antibatterici, ma il nostro è il primo studio a dimostrare l’effetto reale che hanno sul batterio che causa l’infezione dell’acne.
Questi primi risultati aprono la strada a una ricerca più approfondita sull’uso di tinture come trattamenti per la patologia.”
Continuando…
“Non dimentichiamo che la commercializzazione di una terapia a base di erbe per l’acne sarebbe una notizia molto gradita dato che le creme che contengono perossido di benzoile si associano all’insorgere di numerosi effetti collaterali, come bruciore e irritazione della pelle“
«Abbiamo ora bisogno di eseguire ulteriori test in condizioni che mimano più da vicino l’ambiente della pelle e lavorare a livello molecolare, così come questi tinture stanno lavorando – Se tintura di timo si è dimostrata essere clinicamente efficace come i nostri risultati suggeriscono, può essere un’alternativa naturale ai trattamenti attuali».
e infine conclude
«le preparazioni erboristiche sono meno dure sulla pelle grazie alle loro proprietà antinfiammatorie, e i nostri risultati suggeriscono che possono essere altrettanto, se non di più, efficaci rispetto ai trattamenti chimici»
Di tutto questo non possiamo che essere contenti, soprattutto noi che amiamo i rimedi naturali.
Quindi ci piace l’equivalenza
- chimica +natura = molta salute in più
A presto
Ermes
Popcorn, un incredibile alimento ricco di antiossidanti!
Il Popcorn è un alimento sano e buono per la nostra salute?
Un nuovo studio rivela che la risposta è più vicina al sì di quanto si pensasse.
Almeno fintanto che non è condito con sale, zucchero, burro e caramello…e pensa… è proprio così li mangiano in tanti paesi…
Mi spiace dirlo, ma quando i popcorn servono per “veicolare” condimenti grassi, sale o zucchero, sicuramente gradevoli al palato, allora non vanno bene per te e credo per nessuno.
Ma… ecco la novità!
Secondo una nuova ricerca, presentata al meeting dell’American Chemical Society a San Diego da Joe Vinson, professore di chimica presso l’Università di Scranton (Pennsylvania) è risultato che l’involucro esterno che circonda i popcorn (la pellicina) é insolitamente ricco di polifenoli - antiossidanti che aiutano a prevenire il cancro, poiché aiutano la riparazione dei danni cellulari provocati dai radicali liberi, molecole instabili nel nostro corpo.
Vinson e il suo collaboratore, Michael Coco, Jr. hanno testato quattro diverse marche di popcorn.
Hanno scoperto che il 90 per cento dei polifenoli è presente nella pellicina esterna, piuttosto che nella polpa bianca soffice.
E, sorpresa, il contenuto di polifenoli é davvero elevato, andando da 853 mg ai 1280 mg per 100 gr di popcorn.
Pensa che ad esempio della frutta come mele e pere contengono in media poco più di 500mg di polifenoli per 100gr di prodotto.
Tra l’altro il popcorn può essere una fonte di cibo particolarmente ricca di polifenoli perché viene solo minimamente trasformata.
Mentre molti dei cereali che consumiamo sono raffinati, il popcorn non lo è.
Ed ha un basso contenuto di acqua, il che significa che ha semplicemente una quantità di antiossidante più concentrato rispetto a quello di frutta e verdura.
Ma la frutta e la verdura, così come altre fonti di polifenoli come il vino rosso e il cioccolato fondente – contengono altre vitamine e minerali che il popcorn non ha, e che rendono questi cibi particolarmente salutari.
In ogni caso il Dr. Vinson ha ribadito che:
“Io non voglio che la gente pensi che basta mangiare dei popcorn per assumere tutti i polifenoli di cui ha bisogno. Non voglio che pensino ai popcorn come alternativa alla frutta e verdura”
Infatti, le pellicine in cui sono contenuti i polifenoli, sono composte da fibre insolubili, e tendono a transitare velocemente attraverso gli organi digerenti.
Senza condurre degli esperimenti sui soggetti umani, è impossibile sapere quanti antiossidanti assorbiamo prima che vengano espulse dall’organismo.
La ricerca conferma però che quando sono preparati in modo semplice e sano con il sistema ad “aria calda”, senza grassi e senza sale, sono un cibo salutare oltre che piacevole.
A presto
Ermes
Aspirina contro il cancro? News da Oxford (GB)
La rivista scientifica The Lancet ha pubblicato importanti studi effettuati presso l’Università di Oxford sull’assunzione di aspirina per la prevenzione e la cura del cancro.
Spesso ti sarà capitato di leggere notizie positive sull’assunzione di acido acetilsalicilico, che conoscerai meglio come “aspirina”.
L’ avrai usata sicuramente anche tu in occasione di un mal di testa, di dolori ossei/muscolari, ma anche per i dolori mestruali o per abbassare la febbre.
Inoltre fluidifica anche il sangue e per questo ne viene indicata l’assunzione giornaliera, a basse dosi, a coloro che sono a rischio di infarto o ictus.
Ma da 3 studi effettuati presso l’Università di Oxford, coordinati dal Dr. M. Peter Rothwell, professore di neurologia clinica e pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet, sembra che l’aspirinetta, la dose quotidiana di aspirina usata comunemente da tante persone per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, possa ridurre significativamente il rischio di sviluppare molti tumori e di prevenirne la diffusione.
Ma la ricerca pone anche delle domande difficili per i medici, in quanto è risaputo che l’assunzione di dosi regolari di aspirina può causare sanguinamento gastrointestinale ed altri effetti collaterali non proprio trascurabili.
E già alcuni studi effettuati in precedenza hanno evidenziato che gli svantaggi dovuti ad un uso quotidiano possono superare i benefici, soprattutto nei pazienti sani.
Uno dei nuovi studi ha esaminato i dati dei pazienti provenienti da decine di grandi studi randomizzati a lungo termine e controllati che hanno coinvolto decine di migliaia di uomini e donne (35.000/77.000 soggetti).
I ricercatori dell’Università di Oxford hanno scoperto che
- l’assunzione quotidiana di aspirina per tre anni ha ridotto il rischio di sviluppare il tumore di quasi il 25 per cento, se confrontato con un gruppo di controllo che non prendeva l’aspirina
- l’assunzione per cinque anni, ha permesso di ridurre il rischio di morire di cancro del 37 per cento
Un documento proveniente sempre dalla Gran Bretagna, prendendo in considerazione l’analisi di cinque grandi studi randomizzati e controllati, ha evidenziato che l’assunzione giornaliera di aspirina per un periodo in media di oltre sei anni e mezzo
- riduce il rischio di tumore metastatico del 36 per cento
- riduce il rischio di adenocarcinomi (tumori comuni, incluso quello del colon, del polmone e del cancro alla prostata) del 46 per cento.
- l’uso quotidiano di aspirina ha ridotto il rischio di progressione della metastasi, in particolare nei pazienti colpiti dal carcinoma colon/rettale.
E su The Lancet Oncology è stato pubblicato un terzo articolo del Dr. Rothwell e dei suoi colleghi, dove ha confrontato i risultati di studi osservazionali e studi clinici randomizzati di aspirina.
Il dottor Rothwell ha detto che
“Vi è un urgente bisogno di effettuare degli studi clinici con regimi terapeutici contenenti aspirina“
…continuando
“Quello che salta davvero fuori in termini di prevenzione è la sorprendente riduzione del 75 per cento nel cancro esofageo e una riduzione che va dal 40 al 50 per cento nel tumore del colon-retto, che è il tumore più comune in questo momento”.
e ha concluso
“In termini di prevenzione, chiunque avesse alle spalle una storia familiare sarebbe opportuno che assumesse l’aspirina“.
Alcuni esperti definiscono le nuove scoperte “provocatorie” e “incoraggianti”, anche se molti medici hanno molti dubbi circa la reale prevenzione dell’ aspirina nei confronti del cancro.
Ma questo perché l’Aspirina non solo aumenta il rischio di sanguinamento gastrointestinale, ma anche di ictus emorragici.
Però, nuovi studi effettuati recentemente, hanno anche scoperto che il rischio di sanguinamento nei soggetti assuntori di aspirina è diminuita nel corso del tempo, e che in realtà, il rischio di morte per emorragia cerebrale, è risultata più bassa nei confronti del gruppo che non la assumeva.
Il Dr. Andrew T. Chan, professore associato di medicina alla Harvard Medical School e co-autore di un commento pubblicato con gli articoli di The Lancet, ha detto che gli studi, nonostante i loro limiti, “aumentano l’ entusiasmo sull’uso dell’aspirina come agente chemiopreventivo “.
e conclude…
“Se si inizia a comprendere la possibilità che l’aspirina riduce il rischio di cancro al di là del cancro al colon, il rapporto rischio-beneficio si sposta un po ‘, soprattutto per quei tumori in cui abbiamo poco da offrire in termini di screening e diagnosi precoce“.
Gli studi clinici randomizzati che i ricercatori di Oxford hanno esaminato non erano stati focalizzati sulla prevenzione del cancro, poiché inizialmente erano destinati a studiare gli effetti dell’ aspirina sulla prevenzione delle malattie cardiache.
Per questo motivo alcuni esperti hanno detto che i risultati relativi alla prevenzione del cancro possono essere invalidati.
Negli Stati Uniti, due importanti studi che esaminavano l’assunzione di basse dosi di aspirina alfine di prevenire il cancro non ne hanno riscontrato nessuna riduzione, ma tali risultati sono stati esclusi dall’analisi dei ricercatori di Oxford perché implicavano l’assunzione di aspirina non quotidianamente, ma a giorni alterni.
In conclusione…
Come sempre ci trova davanti a un dilemma: Aspirina Sì…Aspirina No!
Davanti a questi dati, senz’altro confortanti, credo che come molti auspicano, sarebbe opportuno procedere con studi più specifici e approfonditi, focalizzati su aspirina e cancro.
Resta comunque il fatto che una volta esclusi i soggetti a rischio di emorragia gastro-enterica, prendere un’aspirina a basso dosaggio al giorno sembra proprio che possa allontanare il rischio cancro.
Tra altro l’aspirina, essendo un farmaco largamente disponibile e a basso costo, potrebbe rappresentare una potente arma nella battaglia contro il cancro.
A presto
Ermes
Eucalyptus Vs Helicobacter Pylori e Ulcera
Noi usiamo generalmente l’Eucalipto (globulus) come antisettico e antinfiammatorio, per curare e alleviare i sintomi di tosse, catarro e raffreddore.
L’ Eucalipto (nome comune Eucalyptus), é un albero appartenente alla famiglia delle Myrtaceae ed è originario dell’Australia.
Ma sapevi che ve ne sono più di 500 specie?
Soffri di ulcera? O forse di gastrite?
L’ Helicobacter pylori (H. pylori) come già saprai, è il batterio responsabile della maggior parte delle ulcere e di molti casi di infiammazione dello stomaco (gastrite cronica).
Questo batterio indebolisce il rivestimento protettivo dello stomaco, permettendo ai succhi gastrici di irritare il rivestimento dello stomaco.
Come cura l’ulcera la medicina tradizionale?
L’attuale trattamento dell’infezione da H. pylori, viene definito “triplice terapia“, perché comporta di solito l’associazione di due antibiotici (CLARITROMICINA+AMOXICILLINA o METRONIDAZOLO) a un farmaco della classe PPI (inibitori della pompa protonica).
Questa terapia ha avuto successo, ma ha ovviamente anche degli effetti collaterali e cosa non trascurabile, vi sono spesso delle ricadute di infezioni da Helicobacter pylori.
Questo perché l’ Helicobacter pylori sviluppa resistenza a questi antibiotici, provocando conseguentemente delle ricadute e lo sviluppo di complicazioni da infezioni.
La resistenza al metronidazolo, uno tra gli antibiotici più comunemente usati, è stata segnalata in tutto il mondo, risultando più elevata nei paesi in via di sviluppo.
Poiché i farmaci per l’eliminazione dell’ H. pylori non sempre sono efficaci, e la resistenza agli antibiotici sta diventando un problema a livello mondiale, vi è la necessità di esplorare e scoprire nuove fonti di farmaci che potrebbero, nel caso di trattamento di casi esistenti, sia di eliminare l’H. pylori che di evitare le ricadute e il conseguente sviluppo di complicazioni.
Anche in questo caso la Fitoterapia…
Non lo so, forse stai già usando dei farmaci per l’ulcera allo stomaco.
Ma in futuro sarà possibile migliorare ulteriormente l’efficacia di questi farmaci per proteggerti e curarti dall’ulcera più rapidamente grazie all’ Eucalyptus torelliana.
Uno studio recente sull’ Eucalyptus Torelliana è stato effettuato presso il Dipartimento di Microbiologia Farmaceutica e Farmacia Clinica, College of Medicine dell’Università di Ibadan, in Nigeria.
I ricercatori hanno trovato che l’associazione degli estratti di Eucalipto torelliana con antibiotici è stata utile nel trattamento delle infezioni da H. pylori.
Lo studio sugli effetti additivi e sinergici degli estratti di foglie di Eucalyptus torelliana, in combinazione con la claritromicina, un comune antibiotico prescritto per il trattamento dell’ulcera, ha dimostrato che l’estratto di E. torelliana ha inibito la crescita dei ceppi di Helicobacter pylori.
Mentre il composto chimico estratto dalla foglia ha aumentato l’attività della claritromicina.
E questo conferma anche degli studi effettuati precedentemente sia dal Dipartimento di Microbiologia Farmaceutica dell’ Università di Ibadan (Nigeria), che dal College of Pharmacy, University of Illinois, Chicago, (Stati Uniti d’America).
Entrambi sono arrivati alla conclusione che “l’Eucalyptus camaldulensis e l’Eucalyptus torelliana possono rappresentare una nuova alternativa terapeutica per il trattamento di malattie gastrointestinali associati con infezioni da Helicobacter pylori, come ulcere gastriche e duodenali.”
Probabilmente perché l’eucalipto contiene buone quantità di tannini e saponine, che avendo un elevato potenziale antimicrobico offrono protezione contro le ulcere.
Attenzione: questa è una ricerca recente relativa alla sinergia tra farmaci e Eucalyptus torelliana con il fine di scoprire nuove fonti di farmaci contro l’ulcera.
Dell’eucalipto noi utilizziamoo l’estratto oppure l’olio essenziale in preparazioni da sciogliere in bocca, da inalare, da spalmare (come applicazione esterna di oli, creme, unguenti) o spray.
L’ olio essenziale di eucalipto è tossico anche a piccole dosi e non va ingerito.
Spero di averti fornito anche questa volta delle utili informazioni per la tua salute e il tuo benessere.
A presto.
Ermes
Vitamina D elisir di lunga vita! News dall’Austria
La Vitamina D, lo sappiamo, è importantissima per il nostro organismo.
Infatti a livello intestinale stimola l’assorbimento del calcio e del fosforo.
Favorisce la mineralizzazione della matrice ossea e partecipa a una moltitudine di azioni metaboliche importanti per il sistema immunitario, il sistema nervoso, il cuore.
Inoltre aiuta a prevenire
- l’asma
- il morbo di Chron
- la sclerosi multipla
- l’artrite reumatoide
- l’Alzheimer
- il cancro al colon
E’ infatti noto a tutti noi che le persone anziane, soprattutto se di sesso femminile, sono soggette a malattie che riguardano lo scheletro e le ossa, come l’osteoporosi.
E questa volta la Vitamina D entra in gioco a pieno titolo.
Questa preziosa vitamina aiuta le persone anziane a vivere più a lungo anche perché preserva le ossa dall’indebolimento prevenendo quindi i principali fattori di rischio per le malattie dello scheletro.
Lo conferma questa volta uno studio, pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism (JCEM) e fatto in Austria da un gruppo di ricercatori della Medical University di Graz guidati da Stefan Pilz.
In pratica, i ricercatori hanno svolto determinate analisi per accertare il livello di Vitamina D su un campione di 961 anziani la cui età media era 84 anni e tutti residenti in varie case di cura austriache.
Dopo un follow up di 27 mesi, sono morte 284 persone ed è emerso che il loro livello di Vitamina D era circa il 93% inferiore a quello raccomandato.
Stefan Pilz spiega
“I nostri risultati mostrano che la stragrande maggioranza dei residenti delle case di riposo e’ gravemente carente di vitamina D e che quelli con i piu’ bassi livelli di vitamina D sono ad alto rischio di mortalita’”
e che
“L’integrazione di vitamina d in questi pazienti può esercitare benefici significativi su risultati clinicamente rilevanti come le fratture”
Quindi conclude dicendo
” Alla luce dei risultati e sulla base di tutta la letteratura esistente sugli effetti negativi della carenza di vitamina d, si rende necessario un urgente bisogno di strategie efficaci per migliorare lo stato della vitamina d nelle pazienti più anziane”.
Ne è stato perciò dedotto che a bassi livelli di vitamina D è associata una più alta mortalità, soprattutto nelle donne anziane.
Cosa fare se abbiamo persone anziane in casa?
Beh, visto che lo studio é quasi una conferma di quello che in parte sapevamo, è bene far assumere ai nostri cari dei supplementi di Vitamina D.
Già…ma come?
Eviterei, se non consigliati e/o prescritti dal medico, integratori alimentari o terapie a base di calciferolo, poiché un loro abuso può causare sovradosaggio o intossicazione
Quindi é bene curare “in primis” l’esposizione al sole, poi l’alimentazione.
Ti ricordo che la vitamina D, per la maggior parte non ci viene fornita dall’alimentazione, ma dall’esposizione alla luce solare, perché viene sintetizzata a livello cutaneo.
E per produrne il 90% della quantità giornaliera necessaria é sufficiente esporsi alla luce solare per almeno 15 minuti.
Tra l’altro in estate il nostro organismo produce più Vitamina D che può essere accumulata e usata nei periodi meno soleggiati.
Ma curiamo anche la dieta: tenuto conto della ridotta quantità di vitamina D presente negli alimenti, possiamo dire che i più ricchi sono:
- il fegato
- l’olio di fegato di merluzzo
- l’aringa, il salmone
- la sardina
- lo sgombro
- quantità minori le troviamo in uova, formaggi, burro, latte e verdure verdi
L’importante, anche per le persone anziane, é di raggiungere una integrazione di almeno 10 µg/die di Vitamina D, sicuramente possibile .
In conclusione…
Cerchiamo di far stare i nostri cari anziani all’aria aperta, cerchiamo per quanto possibile di farli muovere e di curare anche la loro alimentazione in modo adeguato.
L’importante, soprattutto per le persone anziane, é di raggiungere una integrazione di almeno 10 µg/die di Vitamina D, sicuramente possibile con il binomio “sole + alimentazione”.
A presto
Ermes
Tumore, Vitamina B e Omega-3: News dalla Francia
E’ possibile prevenire i tumori con le Vitamine e gli Omega-3?
A dire la verità ce lo siamo sempre chiesti e negli ultimi tempi vi sono state molte conferme a cui sono seguite altrettante smentite.
Ma dalla Francia arriva l’esito di uno studio che pone un dubbio all’assunzione preventiva di questo binomio.
Una ricerca fatta presso l’Università di Parigi dalla ricercatrice Valentina ANDREEVA e pubblicato sugli Archives of Internal Medicina, ha messo in evidenza che l’assunzione di integratori a base di Vitamina B e Omega-3 non ha alcun effetto nella prevenzione del cancro, ma anzi, nel lungo periodo può avere, per le donne, degli effetti negativi.
Nello specifico sono state poste sotto osservazione oltre 2.500 persone per cinque anni, divise in quattro gruppi:
- il primo ha assunto supplementi giornalieri di vitamina B9, vitamina B6 e vitamina B12
- il secondo ha assunto due tipi di acidi grassi omega-3
- il terzo ha assunto vitamine B6/B12 insieme a omega-3
- l’ultimo ha preso un placebo
Ma i risultati della sperimentazione sono stati questi:
- 174 casi di diagnosi di tumore
- 29 i tumori riscontrati tra le donne
Analizzando e incrociando diversi fattori, i ricercatori hanno evidenziato che i supplementi di Vitamina B e Omega 3, fra gli uomini non hanno avuto alcun effetto di prevenzione.
Purtroppo è stato anche evidenziato che tra le donne che hanno assunto i supplementi degli acidi grassi Omega 3 vi è stato addirittura un aumento del tasso di incidenza del cancro e di mortalità, trovando una inaspettata correlazione statisticamente significativa in peggio riguardo il sesso femminile.
La ricercatrice ha fatto giustamente notare che 29 casi di tumore sono pochi, così come il periodo di 5 anni troppo breve per trarre conclusioni generali, però vi è perlomeno l’indicazione che anche gli integratori possano avere degli effetti collaterali.
Perciò, secondo la ricercatrice, assumere degli integratori per lungo tempo, senza il parere del medico, non è una buona idea, e qui ci trova perfettamente d’accordo.
Una riflessione…
Se ti alimenti in maniera equilibrata, con una dieta giusta e sana, non hai bisogno di assumere integratori.
Puoi magari ricorrervi per un breve periodo (e magari su consiglio del medico) se
- soffri di qualche carenza particolare
- hai avuto delle gravidanze ravvicinate
- soffri di qualche patologia
- soffri di malassorbimento
- segui una dieta rigida (sempre su consiglio medico)
- pratichi attività sportiva intensa
Ovviamente vi sono altri casi/patologie che il tuo medico saprà meglio valutare.
Ricordati però che è stato ampiamente dimostrato che le vitamine naturali, cioè quelle contenute negli alimenti sono presenti in forme diverse e importanti per il nostro organismo.
Tra l’altro sono più efficaci rispetto a quelle contenute negli integratori.
Quindi, come ci viene sempre raccomandato, largo al consumo di frutta e verdura, meglio se di stagione.
A presto
Ermes
Denosumab: contro l’osteoporosi arriva l’architetto delle ossa
L’osteoporosi, questa patologia delle ossa colpisce milioni di persone nel mondo.
Devi sapere che la medicina tradizionale cura l’osteoporosi con farmaci della famiglia dei bifosfonati
- alendronato
- risedronato
Purtroppo però presentano diversi effetti collaterali, tra i quali viene segnalato l’infiammazione dell’esofago, che porta come conseguenza un fastidioso bruciore di stomaco.
Vengono però prescritti anche
- raloxifene
- teriparatide
Mentre il raloxifene può causare trombi agli arti inferiori, il teriparatide deve essere iniettato giornalmente per un periodo compreso tra i 21 e i 24 mesi.
Ma adesso, e questa è una buona notizia, per chi soffre di osteoporosi, nelle farmacie è disponbile un farmaco a base di un principio attivo chiamato Denosumab.
Ma…cosa fa di speciale?
Il suo meccanismo d’azione consiste nell’ inibire ed arrestare l’attività della proteina all’interno degli osteoclasti.
Questa proteina fa in modo che questi osteoclasti lavorino in maniera esagerata, andando a demolire il tessuto osseo.
Il denosumab
- blocca questa anomala attività
- permette alle cellule sane di riprendere il loro lavoro di costruzione del tessuto osseo
- incrementa così la massa ossea a livello delle vertebre e del femore…
- aumentandone nel contempo la resistenza.
Per questo motivo è denominato “l’architetto delle ossa“.
Vantaggi: è molto pratico, con minimi effetti collaterali perché bastano due sole iniezioni sottocutanee all’anno.
Svantaggi: costa caro (346,58 euro a dose!)
Per questo motivo Denosumab non sostituisce le vecchie terapie e per ora il Servizio Sanitario Nazionale lo passa gratuitamente solo
- alle/agli over 70 affetti di osteoporosi
- a chi più giovane, a causa dell’osteoporosi, ha già subito fratture
- a chi ha le ossa molto fragili
Speriamo che nonostante il costo, il Servizio Sanitario Nazionale autorizzi la prescrizione di questo farmaco a una base più estesa di persone sofferenti di osteoporosi.
A presto
Ermes









