Hai il fegato ingrossato? Depuralo con questi rimedi
Le erbe ti possono dare una mano a depurare il fegato.
Il fegato è la più grossa ghiandola del corpo umano, situata nella parte alta e destra dell’addome, subito sotto il diaframma, ed è anche l’organo più complesso che abbiamo..
E’ costituito da numerose cellule chiamate epatociti che vivono in media centocinquanta giorni e sono fortemente irrorate, poichè si calcola infatti che in condizioni di riposo giunga al fegato circa un litro e mezzo di sangue al minuto.
Ecco alcune delle funzioni del fegato, probabilmente le più importanti, ma sicuramente non le uniche: Continue reading
Sudorazione eccessiva? Combattila con la Salvia
La sudorazione eccessiva, definita con il termine di iperidrosi, può rappresentare un vero problema per chi ne soffre.
Arriva l’estate…finalmente! Caldo e belle giornate, almeno si spera!
Per qualcuno invece, l’elevata temperatura ambientale e/o l’umidità eccessiva che si possono raggiungere nei mesi estivi possono rappresentare un problema che si chiama sudore!
Badate bene, però che sudare è una cosa perfettamente naturale, perché è un processo fisiologico che in via principale serve a
- regolare la temperatura del nostro organismo
- trasportare all’esterno i prodotti del metabolismo cutaneo
- contribuire all’idratazione della pelle e alla formazione del mantello idrolipidico superficiale
Ecco, a volte la sudorazione può essere eccessiva, allora si parla di iperidrosi.
Tutti noi lo sappiamo…é un fenomeno imbarazzante e scomodo che non conosce stagionalità…
E devi sapere che spesso non è neppure legata alla temperatura ambientale, ma purtroppo in estate peggiora in modo considerevole.
L’Iperidrosi può avere diverse cause, quali, ad esempio
- di tipo nervoso (paura, ansia…)
- di tipo endocrino (ipertiroidismo)
- obesità
- menopausa
Viene distinta principalmente in
- iperidrosi primaria > quando la sua eziologia è sconosciuta
- iperidrosi secondaria > quando è dovuta ad una patologia nota
Secondariamente viene classificata in base alla sua localizzazione, e avremo così
- iperidrosi ascellare
- iperidrosi palmare
- iperisdrosi plantare
- iperidrosi facciale
- iperidrosi del tronco
- iperidrosi diffusa
Il sudore é un liquido trasparente prodotto dalle ghiandole sudoripare.
Devi sapere che, appena secreto, è quasi inodore.
A volte raggiunge anche alcuni eccessi come un odore particolarmente intenso (osmidrosi) o particolarmente acre (bromidrosi).
Questi odori fastidiosi sono causati dalla decomposizione del sudore effettuata dai batteri normalmente presenti sulla superficie della pelle, anche se un contributo non marginale lo forniscono anche le secrezioni lipidiche e i prodotti della macerazione dei peli e delle cellule dello strato corneo.
La sudorazione eccessiva…un problema sociale?
Avere sempre gli abiti bagnati e chiazzati, con mani e piedi umidi può avere ripercussioni anche nelle relazioni interpersonali, anche perché si ha la consapevolezza di provocare nelle altre persone un certo senso di repulsione.
Ecco che anche stringere la mano a un’altra persona può diventare un problema che mina la nostra autostima, scatenando un circolo vizioso che non fa altro che peggiorare la situazione.
Vi sono dei rimedi non naturali, quali
- antitraspiranti (es cloruro di alluminio)
- farmaci ( dei sedativi e/o anticolinergici)
- la chirurgia (asportazione delle ghiandole sudoripare, chirurgia del nervo simpatico)
- ionoforesi
- tossina botulinica
- psicoterapia
Inutile dire che i rimedi che vi ho elencato sopra hanno inevitabili effetti collaterali.
Ma anche questa volta la fitoterapia e la natura ci vengono in aiuto, per limitare quanto più possibile i problemi che vi ho elencato sopra.
Una delle piante più usate ed efficaci è la Salvia (Salvia officinalis, Famiglia Labiate).
E una pianta conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà salutari.
Il suo nome deriva infatti da “salvus” che vuol dire appunto “sano”.
I Galli, in particolare, ritenevano che la salvia avesse la capacità di guarire tutte le malattie.
I Romani la consideravano addirittura una pianta sacra.
I Cinesi ritenevano che fosse in grado di “regalare” la longevità.
Ma già nel Medioevo era utilizzata come cicatrizzante sulle ferite e sulle piaghe difficili da rimarginare.
La Salvia contiene
- olio essenziale ( ricco di alfa e beta thujone)
- depsidi
- diterpeni amari
- sesquiterpeni
- flavonoidi
- canfora
- acido ursolico
- acido oleanolico
- saponosidi
- acido fumarico
- acido clorogenico, caffeico, rosmarinico e glicerico
La Salvia ha proprietà
- antiidrotiche
- ipoglicemizzanti
- antispasmodiche
- anticatarrali
- eupeptiche
- colagoghe
- stimolanti generali
è indicata come coadiuvante in caso di diabete, digestione lenta, dispepsia atonica, senso di astenia, catarri bronchiali.
Ma viste le sue proprietà antinfiammatorie è anche un ottimo rimedio come astringente, antisettico e lenitivo per le infiammazioni delle gengive e delle mucose di tutta la bocca e della gola.
Per questo scopo viene utilizzata sotto forma di infusi o collutori per sciacqui e gargarismi.
A noi interessano le sue proprietà antiidrotiche poichè aiuta a ridurre l’eccessiva sudorazione di mani e ascelle, anche in caso di sudori notturni dei convalescenti.
L’azione antisudorifera è dovuta principalmente al tujone che “addormenta” le terminazioni nervose periferiche delle ghiandole sudorifere, calmando la sudorazione e regolandone la traspirazione, qualunque sia l’origine.
Per limitare la sudorazione eccessiva la puoi utilizzare esternamente per fare dei bagni o per uso interno, sotto forma di tisana o decotto.
Per uso esterno (bagni)
Puoi benissimo usare l’olio essenziale, che si trova praticamente in tutte le erboristerie (anche online). Versane poco, 5/10 gocce nell’acqua tiepida della vasca da bagno e rimani immerso per circa 10/15 minuti.
Per uso interno
Consuma ogni giorno due tazze di infuso di salvia preparato con un cucchiaino colmo di foglie secche o due bustine di tè di salvia lasciate in infusione per circa 20 minuti.
Controindicazioni
L’olio essenziale di salvia (non la tisana!) possiede un’alta percentuale di tujoni e chetoni che possono avere una azione neurotossica, quindi puoi usarlo per via interna solo su prescrizione del medico.
Altri consigli per limitare la sudorazione eccessiva
Sembrano consigli banali, ma portano notevole beneficio
- se sei in sovrappeso, cerca di calare
- depila le zone pilifere coinvolte dal problema, i peli infatti facilitano la degradazione del sudore
- indossa indumenti di fibra naturale, ad esempio di cotone
- detergiti e lavati con prodotti naturali privi di pr0fumi (es propoli, Tea tree oil), li trovi sempre in erboristeria
- applica localmente dei deodoranti, sempre a base di erbe (es Tormentilla, l’Amamelide, Noce, Quercia, Lichene islandico, Melaleuca alternifolia)
Puoi usare inoltre il cristallo di allume di potassio, chiamato anche allume di rocca, un minerale completamente naturale proveniente dalle cave di allume trovate nei paesi asiatici.
Spero anche questa volta di averti dato delle notizie utili al tuo benessere…
A presto
Ermes
Hai mal di denti? Prova l’Acmella!
Lo sappiamo perché ci siamo passati tutti (o quasi)…il mal di denti può diventare spesso una una vera e propria tortura impossibile a volte da sopportare.
E quindi, per mettere fine al supplizio, ci costringe a ricorrere ad analgesici locali o all’uso degli anti-infiammatori non steroidei (FANS), con tutti gli effetti collaterali che questi ovviamente presentano.
Come sempre, per fortuna, la fitoterapia per mezzo delle sue favolose piante ci viene in aiuto.
E questa volta partiamo da lontano (…relativamente…).
Nel 1975 l’antropologa Francoise Freedman Barbira, dell’Università di Cambridge, stava raccogliendo informazioni per il suo dottorato nell’Amazzonia peruviana, quando sentì un dolore “insopportabile” a un suo dente del giudizio.
Vista la mancanza in loco di dentisti e di mezzi rapidi di trasporto per andare in una clinica, ha deciso di scegliere (per forza) la via della medicina naturale.
Gli indiani che la accompagnavano le hanno raccomandato una pianta che loro consideravano molto efficace per il mal di denti e per le affezioni della bocca:
la Spilanthes acmella (Acmella Oleracea)
E’ una pianta che da moltissimo tempo viene usata in India, Africa e soprattutto nell’America del Sud per lenire le affezioni dentarie e dell’apparto boccale, quali ad esempio
- carie
- infiammazione
- mal di denti
Infatti, grazie allo “spilanthol“, che è uno dei suoi costituenti più importanti, esplica attività
- anestetica locale
- antibatterica
- analgesica
- antifungina
- antivirale
- aninfiammatoria
Lo spilanthol che è presente nelle foglie e nei fiori presenta un caratteristico sapore e provoca un certo di pizzicore in bocca.
Chimicamente è un componente che ha una azione antibatterica, antimicotica, anestetica, antinfiammatoria ed anche immunomodulante.
Devi sapere però che nella pianta sono presenti anche altre sostanze che hanno una struttura e una azione simile allo spilanthol.
Queste sostanze tra l’altro sono abbastanza simili ai principi attivi contenuti nell’Echinacea, famosa pianta conosciuta per le sue importanti proprietà e molto usata in fitoterapia.
Degli esperimenti hanno infatti dimostrato che gli estratti di Spilanthes acmella, in vitro, riescono a inibire lo sviluppo di diversi agenti patogeni, tra i quali
- Escherichia coli
- Proteus vulgaris
- Klebsiella pneumoniae
In commercio vi sono già preparazioni a base di Spilanthes acmella.
Devi utilizzarla ai primi sintomi di infiammazione del cavo orale, ma anche in caso di tonsillite
- afonia
- disfonia
- secchezza delle fauci
Ma risulta utile per per chi è in terapia con
- antidepressivi
- anticolinergici
- antistaminici
- retinoidi
- inibitori della pompa protonica.
E’ inoltre disponibile una formulazione in gel utile nei casi di afte, stomatiti aftose, dentizioni dolorose nei lattanti, micosi orali in età pediatrica, gengive irritate e facili al sanguinamento.
Dove la trovo?
Nelle migliori erboristerie (anche online) Esistono in commercio preparazioni a base di Spilanthes a. e, ricordati, devi utilizzarla ai primi sintomi di infiammazione del cavo orale e delle tonsille, nei casi di afonia e disfonia.
Ma aiuta anche chi è in terapia con antidepressivi, anticolinergici, antistaminici, retinoidi e inibitori della pompa protonica.
E’ inoltre disponibile una formulazione in gel utile nei casi di afte, stomatiti aftose, dentizioni dolorose nei lattanti, micosi orali in età pediatrica, gengive irritate e facili al sanguinamento.
In futuro prossimo, diciamo verso il 2014/2015, grazie a Francoise Freedman Barbira e all’Università di Cambridge che ne detiene il contratto di licenza, sarà disponibile un nuovo tipo di gel.
Pensa che sarà in grado di competere con gli anestetici come la lidocaina e la novocaina e potrà evitare la necessità di iniezioni dolorose per il trattamento parodontale.
A presto
Ermes
La Vitamina D può predire il diabete?
Sembrerebbe di sì…e parliamo ancora della Vitamina D e della sua importanza, questa volta non solo per gli anziani, ma anche per i bambini
Uno studio pubblicato il 9 novembre del Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism e condotto da Micah L. Olson, MD, del Dipartimento di Pediatria, Università del Texas Southwestern Medical Center, Dallas, e colleghi, ha dimostrato che
- i bambini obesi hanno maggiori probabilità di essere carenti di vitamina D
- bassi livelli di vitamina D sono stati associati a resistenza all’insulina
I ricercatori hanno seguito circa 500 bambini obesi, in sovrappeso e non per determinare i fattori che in futuro, negli anni successivi potrebbero concorrere a sviluppare il diabete.
In particolare i ricercatori hanno misurato livelli sierici di vitamina D di 411 bambini obesi e di 87 bambini normopeso, di età compresa da 6 a 16 anni.
Dei bambini obesi, 134 (il 33%) hanno riferito
- di saltare abitualmente la colazione
- di bere abitualmente bevande gassate a base di soda (cola, aranciata ecc)
e secondo gli studiosi questi sono i due più forti predittori di diminuiti livelli di vitamina D e di una sua carenza.
Già degli studi precedenti avevano scoperto la correlazione tra obesità e carenza di vitamina D negli adulti, negli adolescenti e nei bambini, e molti (ma non tutti) gli studi hanno dimostrato che bassi livelli di vitamina D sono associati ad alterata tolleranza al glucosio o diabete di tipo 2, ma questo studio è uno dei primi a dimostrare un legame tra dieta e carenza di vitamina D.
Il dottor Olson, in un comunicato stampa ha precisato:
“Sebbene il nostro studio non possa provare un nesso di causalità, suggerisce che bassi livelli di vitamina D possono giocare un ruolo nello sviluppo del diabete di tipo 2.”
“Il nostro studio ha trovato che i bambini obesi con bassi livelli di vitamina D avevano più alti livelli di insulino-resistenza”
Il Dr Olson dice che sono in corso anche studi che stanno esaminando se la supplementazione di vitamina D possa ridurre il rischio di diabete di tipo 2 nelle persone ad alto rischio di sviluppare la malattia.
Ma la Vitamina D è proprio necessaria?
Devi sapere che contribuisce a costruire e mantenere la salute di ossa, cuore, nervi, pelle e denti, e favorisce il buon funzionamento della tiroide, una ghiandola che aiuta a mantenere un peso sano e un metabolismo equilibrato.
Altre ricerche recenti hanno trovato che la vitamina D svolge un ruolo fondamentale nell’attivazione del sistema immunitario contro le malattie infettive come l’influenza.
I ricercatori hanno osservato che una carenza di questa importante vitamina, che nel nostro corpo agisce in realtà più similmente a un ormone, può comportare un maggior rischio di contrarre virus influenzali.
Ulteriori ricerche hanno collegato basse quantità di vitamina D a
- malattie autoimmuni
- cancro
- depressione
- malattie cardiache
ma anche
- gambe storte
- costipazione
- denti fragili
- insonnia
- dolori osteoarticolari
- crampi muscolari
- miopia
- nervosismo
- osteoporosi
- frequenti raffreddori o influenze
Quindi, per quanto riguarda i bambini obesi, è bene che il pediatra prescriva loro una dieta adeguata ed eventualmente una assunzione supplementare di Vitamina D, ovviamente dopo che avrà fatto i dovuti accertamenti clinici.
Però, come vedi, la dieta è qualcosa di fondamentale per i tuoi figli, perciò è bene che al mattino facciano una buona colazione e che evitino bevande gassate e “cibo spazzatura”.
Anche se care, meglio frutta e verdura…ne guadagneremo in salute noi e i nostri figli.
A presto e Auguri di una Felice Pasqua e Pasquetta!
Ermes
Acne e brufoli? Guariscili con il Timo
L’acne é un problema che affligge e tormenta milioni di giovani, specialmente a partire dal periodo della pubertà
Ma spesso vi sono anche adulti che ne soffrono ancora.
In questo particolare periodo può creare dei problemi a livello psicologico, ma non solo!
Può lasciare il “ricordo” sulla pelle sotto forma di cicatrici, difficili e costose poi da togliere.
L’acne è provocata da un batterio, il Propionibacterium acne.
In commercio, lo sappiamo, ci sono una moltitudine di creme e prodotti per curare questo disturbo, in verità non sempre efficaci, e in ogni caso quasi tutte a base di perossido di benzoile.
Tra l’altro, spesso provocano degli effetti collaterali quali bruciore e infiammazione della pelle.
Ma la natura e la fitoterapia non ci abbandonano mai!
Questo lo dimostra uno studio fatto dal team con a capo la dottoressa Margarita Gomez-Escalada presso la Leeds Metropolitan University (GB) e presentato al Society for General Microbiology’s Spring Conference di Dublino.
I ricercatori hanno dimostrato l’efficacia di tinture di timo, mirra e calendula nei confronti del batterio responsabile dell’acne.
In particolare il timo si è distinto per la sua notevole azione antibatterica verso il Propionibacterium acnes, il batterio che con la sua azione infettiva causa la comparsa dei brufoli sulla pelle
E l’efficacia del timo è risultata maggiore rispetto anche al perossido di benzoile che come abbiamo visto, è uno dei principali ingredienti utilizzati per la preparazione di creme contro l’acne.
La dott.ssa Gomez-Escalada ha dichiarato:
“Sapevamo già che timo, calendula e mirra sono comuni alternative erboristiche ai normali lavaggi della pelle antibatterici, ma il nostro è il primo studio a dimostrare l’effetto reale che hanno sul batterio che causa l’infezione dell’acne.
Questi primi risultati aprono la strada a una ricerca più approfondita sull’uso di tinture come trattamenti per la patologia.”
Continuando…
“Non dimentichiamo che la commercializzazione di una terapia a base di erbe per l’acne sarebbe una notizia molto gradita dato che le creme che contengono perossido di benzoile si associano all’insorgere di numerosi effetti collaterali, come bruciore e irritazione della pelle“
«Abbiamo ora bisogno di eseguire ulteriori test in condizioni che mimano più da vicino l’ambiente della pelle e lavorare a livello molecolare, così come questi tinture stanno lavorando – Se tintura di timo si è dimostrata essere clinicamente efficace come i nostri risultati suggeriscono, può essere un’alternativa naturale ai trattamenti attuali».
e infine conclude
«le preparazioni erboristiche sono meno dure sulla pelle grazie alle loro proprietà antinfiammatorie, e i nostri risultati suggeriscono che possono essere altrettanto, se non di più, efficaci rispetto ai trattamenti chimici»
Di tutto questo non possiamo che essere contenti, soprattutto noi che amiamo i rimedi naturali.
Quindi ci piace l’equivalenza
- chimica +natura = molta salute in più
A presto
Ermes
Popcorn, un incredibile alimento ricco di antiossidanti!
Il Popcorn è un alimento sano e buono per la nostra salute?
Un nuovo studio rivela che la risposta è più vicina al sì di quanto si pensasse.
Almeno fintanto che non è condito con sale, zucchero, burro e caramello…e pensa… è proprio così li mangiano in tanti paesi…
Mi spiace dirlo, ma quando i popcorn servono per “veicolare” condimenti grassi, sale o zucchero, sicuramente gradevoli al palato, allora non vanno bene per te e credo per nessuno.
Ma… ecco la novità!
Secondo una nuova ricerca, presentata al meeting dell’American Chemical Society a San Diego da Joe Vinson, professore di chimica presso l’Università di Scranton (Pennsylvania) è risultato che l’involucro esterno che circonda i popcorn (la pellicina) é insolitamente ricco di polifenoli - antiossidanti che aiutano a prevenire il cancro, poiché aiutano la riparazione dei danni cellulari provocati dai radicali liberi, molecole instabili nel nostro corpo.
Vinson e il suo collaboratore, Michael Coco, Jr. hanno testato quattro diverse marche di popcorn.
Hanno scoperto che il 90 per cento dei polifenoli è presente nella pellicina esterna, piuttosto che nella polpa bianca soffice.
E, sorpresa, il contenuto di polifenoli é davvero elevato, andando da 853 mg ai 1280 mg per 100 gr di popcorn.
Pensa che ad esempio della frutta come mele e pere contengono in media poco più di 500mg di polifenoli per 100gr di prodotto.
Tra l’altro il popcorn può essere una fonte di cibo particolarmente ricca di polifenoli perché viene solo minimamente trasformata.
Mentre molti dei cereali che consumiamo sono raffinati, il popcorn non lo è.
Ed ha un basso contenuto di acqua, il che significa che ha semplicemente una quantità di antiossidante più concentrato rispetto a quello di frutta e verdura.
Ma la frutta e la verdura, così come altre fonti di polifenoli come il vino rosso e il cioccolato fondente – contengono altre vitamine e minerali che il popcorn non ha, e che rendono questi cibi particolarmente salutari.
In ogni caso il Dr. Vinson ha ribadito che:
“Io non voglio che la gente pensi che basta mangiare dei popcorn per assumere tutti i polifenoli di cui ha bisogno. Non voglio che pensino ai popcorn come alternativa alla frutta e verdura”
Infatti, le pellicine in cui sono contenuti i polifenoli, sono composte da fibre insolubili, e tendono a transitare velocemente attraverso gli organi digerenti.
Senza condurre degli esperimenti sui soggetti umani, è impossibile sapere quanti antiossidanti assorbiamo prima che vengano espulse dall’organismo.
La ricerca conferma però che quando sono preparati in modo semplice e sano con il sistema ad “aria calda”, senza grassi e senza sale, sono un cibo salutare oltre che piacevole.
A presto
Ermes
Aspirina contro il cancro? News da Oxford (GB)
La rivista scientifica The Lancet ha pubblicato importanti studi effettuati presso l’Università di Oxford sull’assunzione di aspirina per la prevenzione e la cura del cancro.
Spesso ti sarà capitato di leggere notizie positive sull’assunzione di acido acetilsalicilico, che conoscerai meglio come “aspirina”.
L’ avrai usata sicuramente anche tu in occasione di un mal di testa, di dolori ossei/muscolari, ma anche per i dolori mestruali o per abbassare la febbre.
Inoltre fluidifica anche il sangue e per questo ne viene indicata l’assunzione giornaliera, a basse dosi, a coloro che sono a rischio di infarto o ictus.
Ma da 3 studi effettuati presso l’Università di Oxford, coordinati dal Dr. M. Peter Rothwell, professore di neurologia clinica e pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet, sembra che l’aspirinetta, la dose quotidiana di aspirina usata comunemente da tante persone per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, possa ridurre significativamente il rischio di sviluppare molti tumori e di prevenirne la diffusione.
Ma la ricerca pone anche delle domande difficili per i medici, in quanto è risaputo che l’assunzione di dosi regolari di aspirina può causare sanguinamento gastrointestinale ed altri effetti collaterali non proprio trascurabili.
E già alcuni studi effettuati in precedenza hanno evidenziato che gli svantaggi dovuti ad un uso quotidiano possono superare i benefici, soprattutto nei pazienti sani.
Uno dei nuovi studi ha esaminato i dati dei pazienti provenienti da decine di grandi studi randomizzati a lungo termine e controllati che hanno coinvolto decine di migliaia di uomini e donne (35.000/77.000 soggetti).
I ricercatori dell’Università di Oxford hanno scoperto che
- l’assunzione quotidiana di aspirina per tre anni ha ridotto il rischio di sviluppare il tumore di quasi il 25 per cento, se confrontato con un gruppo di controllo che non prendeva l’aspirina
- l’assunzione per cinque anni, ha permesso di ridurre il rischio di morire di cancro del 37 per cento
Un documento proveniente sempre dalla Gran Bretagna, prendendo in considerazione l’analisi di cinque grandi studi randomizzati e controllati, ha evidenziato che l’assunzione giornaliera di aspirina per un periodo in media di oltre sei anni e mezzo
- riduce il rischio di tumore metastatico del 36 per cento
- riduce il rischio di adenocarcinomi (tumori comuni, incluso quello del colon, del polmone e del cancro alla prostata) del 46 per cento.
- l’uso quotidiano di aspirina ha ridotto il rischio di progressione della metastasi, in particolare nei pazienti colpiti dal carcinoma colon/rettale.
E su The Lancet Oncology è stato pubblicato un terzo articolo del Dr. Rothwell e dei suoi colleghi, dove ha confrontato i risultati di studi osservazionali e studi clinici randomizzati di aspirina.
Il dottor Rothwell ha detto che
“Vi è un urgente bisogno di effettuare degli studi clinici con regimi terapeutici contenenti aspirina“
…continuando
“Quello che salta davvero fuori in termini di prevenzione è la sorprendente riduzione del 75 per cento nel cancro esofageo e una riduzione che va dal 40 al 50 per cento nel tumore del colon-retto, che è il tumore più comune in questo momento”.
e ha concluso
“In termini di prevenzione, chiunque avesse alle spalle una storia familiare sarebbe opportuno che assumesse l’aspirina“.
Alcuni esperti definiscono le nuove scoperte “provocatorie” e “incoraggianti”, anche se molti medici hanno molti dubbi circa la reale prevenzione dell’ aspirina nei confronti del cancro.
Ma questo perché l’Aspirina non solo aumenta il rischio di sanguinamento gastrointestinale, ma anche di ictus emorragici.
Però, nuovi studi effettuati recentemente, hanno anche scoperto che il rischio di sanguinamento nei soggetti assuntori di aspirina è diminuita nel corso del tempo, e che in realtà, il rischio di morte per emorragia cerebrale, è risultata più bassa nei confronti del gruppo che non la assumeva.
Il Dr. Andrew T. Chan, professore associato di medicina alla Harvard Medical School e co-autore di un commento pubblicato con gli articoli di The Lancet, ha detto che gli studi, nonostante i loro limiti, “aumentano l’ entusiasmo sull’uso dell’aspirina come agente chemiopreventivo “.
e conclude…
“Se si inizia a comprendere la possibilità che l’aspirina riduce il rischio di cancro al di là del cancro al colon, il rapporto rischio-beneficio si sposta un po ‘, soprattutto per quei tumori in cui abbiamo poco da offrire in termini di screening e diagnosi precoce“.
Gli studi clinici randomizzati che i ricercatori di Oxford hanno esaminato non erano stati focalizzati sulla prevenzione del cancro, poiché inizialmente erano destinati a studiare gli effetti dell’ aspirina sulla prevenzione delle malattie cardiache.
Per questo motivo alcuni esperti hanno detto che i risultati relativi alla prevenzione del cancro possono essere invalidati.
Negli Stati Uniti, due importanti studi che esaminavano l’assunzione di basse dosi di aspirina alfine di prevenire il cancro non ne hanno riscontrato nessuna riduzione, ma tali risultati sono stati esclusi dall’analisi dei ricercatori di Oxford perché implicavano l’assunzione di aspirina non quotidianamente, ma a giorni alterni.
In conclusione…
Come sempre ci trova davanti a un dilemma: Aspirina Sì…Aspirina No!
Davanti a questi dati, senz’altro confortanti, credo che come molti auspicano, sarebbe opportuno procedere con studi più specifici e approfonditi, focalizzati su aspirina e cancro.
Resta comunque il fatto che una volta esclusi i soggetti a rischio di emorragia gastro-enterica, prendere un’aspirina a basso dosaggio al giorno sembra proprio che possa allontanare il rischio cancro.
Tra altro l’aspirina, essendo un farmaco largamente disponibile e a basso costo, potrebbe rappresentare una potente arma nella battaglia contro il cancro.
A presto
Ermes
Eucalyptus Vs Helicobacter Pylori e Ulcera
Noi usiamo generalmente l’Eucalipto (globulus) come antisettico e antinfiammatorio, per curare e alleviare i sintomi di tosse, catarro e raffreddore.
L’ Eucalipto (nome comune Eucalyptus), é un albero appartenente alla famiglia delle Myrtaceae ed è originario dell’Australia.
Ma sapevi che ve ne sono più di 500 specie?
Soffri di ulcera? O forse di gastrite?
L’ Helicobacter pylori (H. pylori) come già saprai, è il batterio responsabile della maggior parte delle ulcere e di molti casi di infiammazione dello stomaco (gastrite cronica).
Questo batterio indebolisce il rivestimento protettivo dello stomaco, permettendo ai succhi gastrici di irritare il rivestimento dello stomaco.
Come cura l’ulcera la medicina tradizionale?
L’attuale trattamento dell’infezione da H. pylori, viene definito “triplice terapia“, perché comporta di solito l’associazione di due antibiotici (CLARITROMICINA+AMOXICILLINA o METRONIDAZOLO) a un farmaco della classe PPI (inibitori della pompa protonica).
Questa terapia ha avuto successo, ma ha ovviamente anche degli effetti collaterali e cosa non trascurabile, vi sono spesso delle ricadute di infezioni da Helicobacter pylori.
Questo perché l’ Helicobacter pylori sviluppa resistenza a questi antibiotici, provocando conseguentemente delle ricadute e lo sviluppo di complicazioni da infezioni.
La resistenza al metronidazolo, uno tra gli antibiotici più comunemente usati, è stata segnalata in tutto il mondo, risultando più elevata nei paesi in via di sviluppo.
Poiché i farmaci per l’eliminazione dell’ H. pylori non sempre sono efficaci, e la resistenza agli antibiotici sta diventando un problema a livello mondiale, vi è la necessità di esplorare e scoprire nuove fonti di farmaci che potrebbero, nel caso di trattamento di casi esistenti, sia di eliminare l’H. pylori che di evitare le ricadute e il conseguente sviluppo di complicazioni.
Anche in questo caso la Fitoterapia…
Non lo so, forse stai già usando dei farmaci per l’ulcera allo stomaco.
Ma in futuro sarà possibile migliorare ulteriormente l’efficacia di questi farmaci per proteggerti e curarti dall’ulcera più rapidamente grazie all’ Eucalyptus torelliana.
Uno studio recente sull’ Eucalyptus Torelliana è stato effettuato presso il Dipartimento di Microbiologia Farmaceutica e Farmacia Clinica, College of Medicine dell’Università di Ibadan, in Nigeria.
I ricercatori hanno trovato che l’associazione degli estratti di Eucalipto torelliana con antibiotici è stata utile nel trattamento delle infezioni da H. pylori.
Lo studio sugli effetti additivi e sinergici degli estratti di foglie di Eucalyptus torelliana, in combinazione con la claritromicina, un comune antibiotico prescritto per il trattamento dell’ulcera, ha dimostrato che l’estratto di E. torelliana ha inibito la crescita dei ceppi di Helicobacter pylori.
Mentre il composto chimico estratto dalla foglia ha aumentato l’attività della claritromicina.
E questo conferma anche degli studi effettuati precedentemente sia dal Dipartimento di Microbiologia Farmaceutica dell’ Università di Ibadan (Nigeria), che dal College of Pharmacy, University of Illinois, Chicago, (Stati Uniti d’America).
Entrambi sono arrivati alla conclusione che “l’Eucalyptus camaldulensis e l’Eucalyptus torelliana possono rappresentare una nuova alternativa terapeutica per il trattamento di malattie gastrointestinali associati con infezioni da Helicobacter pylori, come ulcere gastriche e duodenali.”
Probabilmente perché l’eucalipto contiene buone quantità di tannini e saponine, che avendo un elevato potenziale antimicrobico offrono protezione contro le ulcere.
Attenzione: questa è una ricerca recente relativa alla sinergia tra farmaci e Eucalyptus torelliana con il fine di scoprire nuove fonti di farmaci contro l’ulcera.
Dell’eucalipto noi utilizziamoo l’estratto oppure l’olio essenziale in preparazioni da sciogliere in bocca, da inalare, da spalmare (come applicazione esterna di oli, creme, unguenti) o spray.
L’ olio essenziale di eucalipto è tossico anche a piccole dosi e non va ingerito.
Spero di averti fornito anche questa volta delle utili informazioni per la tua salute e il tuo benessere.
A presto.
Ermes
Vitamina D elisir di lunga vita! News dall’Austria
La Vitamina D, lo sappiamo, è importantissima per il nostro organismo.
Infatti a livello intestinale stimola l’assorbimento del calcio e del fosforo.
Favorisce la mineralizzazione della matrice ossea e partecipa a una moltitudine di azioni metaboliche importanti per il sistema immunitario, il sistema nervoso, il cuore.
Inoltre aiuta a prevenire
- l’asma
- il morbo di Chron
- la sclerosi multipla
- l’artrite reumatoide
- l’Alzheimer
- il cancro al colon
E’ infatti noto a tutti noi che le persone anziane, soprattutto se di sesso femminile, sono soggette a malattie che riguardano lo scheletro e le ossa, come l’osteoporosi.
E questa volta la Vitamina D entra in gioco a pieno titolo.
Questa preziosa vitamina aiuta le persone anziane a vivere più a lungo anche perché preserva le ossa dall’indebolimento prevenendo quindi i principali fattori di rischio per le malattie dello scheletro.
Lo conferma questa volta uno studio, pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism (JCEM) e fatto in Austria da un gruppo di ricercatori della Medical University di Graz guidati da Stefan Pilz.
In pratica, i ricercatori hanno svolto determinate analisi per accertare il livello di Vitamina D su un campione di 961 anziani la cui età media era 84 anni e tutti residenti in varie case di cura austriache.
Dopo un follow up di 27 mesi, sono morte 284 persone ed è emerso che il loro livello di Vitamina D era circa il 93% inferiore a quello raccomandato.
Stefan Pilz spiega
“I nostri risultati mostrano che la stragrande maggioranza dei residenti delle case di riposo e’ gravemente carente di vitamina D e che quelli con i piu’ bassi livelli di vitamina D sono ad alto rischio di mortalita’”
e che
“L’integrazione di vitamina d in questi pazienti può esercitare benefici significativi su risultati clinicamente rilevanti come le fratture”
Quindi conclude dicendo
” Alla luce dei risultati e sulla base di tutta la letteratura esistente sugli effetti negativi della carenza di vitamina d, si rende necessario un urgente bisogno di strategie efficaci per migliorare lo stato della vitamina d nelle pazienti più anziane”.
Ne è stato perciò dedotto che a bassi livelli di vitamina D è associata una più alta mortalità, soprattutto nelle donne anziane.
Cosa fare se abbiamo persone anziane in casa?
Beh, visto che lo studio é quasi una conferma di quello che in parte sapevamo, è bene far assumere ai nostri cari dei supplementi di Vitamina D.
Già…ma come?
Eviterei, se non consigliati e/o prescritti dal medico, integratori alimentari o terapie a base di calciferolo, poiché un loro abuso può causare sovradosaggio o intossicazione
Quindi é bene curare “in primis” l’esposizione al sole, poi l’alimentazione.
Ti ricordo che la vitamina D, per la maggior parte non ci viene fornita dall’alimentazione, ma dall’esposizione alla luce solare, perché viene sintetizzata a livello cutaneo.
E per produrne il 90% della quantità giornaliera necessaria é sufficiente esporsi alla luce solare per almeno 15 minuti.
Tra l’altro in estate il nostro organismo produce più Vitamina D che può essere accumulata e usata nei periodi meno soleggiati.
Ma curiamo anche la dieta: tenuto conto della ridotta quantità di vitamina D presente negli alimenti, possiamo dire che i più ricchi sono:
- il fegato
- l’olio di fegato di merluzzo
- l’aringa, il salmone
- la sardina
- lo sgombro
- quantità minori le troviamo in uova, formaggi, burro, latte e verdure verdi
L’importante, anche per le persone anziane, é di raggiungere una integrazione di almeno 10 µg/die di Vitamina D, sicuramente possibile .
In conclusione…
Cerchiamo di far stare i nostri cari anziani all’aria aperta, cerchiamo per quanto possibile di farli muovere e di curare anche la loro alimentazione in modo adeguato.
L’importante, soprattutto per le persone anziane, é di raggiungere una integrazione di almeno 10 µg/die di Vitamina D, sicuramente possibile con il binomio “sole + alimentazione”.
A presto
Ermes
Tumore, Vitamina B e Omega-3: News dalla Francia
E’ possibile prevenire i tumori con le Vitamine e gli Omega-3?
A dire la verità ce lo siamo sempre chiesti e negli ultimi tempi vi sono state molte conferme a cui sono seguite altrettante smentite.
Ma dalla Francia arriva l’esito di uno studio che pone un dubbio all’assunzione preventiva di questo binomio.
Una ricerca fatta presso l’Università di Parigi dalla ricercatrice Valentina ANDREEVA e pubblicato sugli Archives of Internal Medicina, ha messo in evidenza che l’assunzione di integratori a base di Vitamina B e Omega-3 non ha alcun effetto nella prevenzione del cancro, ma anzi, nel lungo periodo può avere, per le donne, degli effetti negativi.
Nello specifico sono state poste sotto osservazione oltre 2.500 persone per cinque anni, divise in quattro gruppi:
- il primo ha assunto supplementi giornalieri di vitamina B9, vitamina B6 e vitamina B12
- il secondo ha assunto due tipi di acidi grassi omega-3
- il terzo ha assunto vitamine B6/B12 insieme a omega-3
- l’ultimo ha preso un placebo
Ma i risultati della sperimentazione sono stati questi:
- 174 casi di diagnosi di tumore
- 29 i tumori riscontrati tra le donne
Analizzando e incrociando diversi fattori, i ricercatori hanno evidenziato che i supplementi di Vitamina B e Omega 3, fra gli uomini non hanno avuto alcun effetto di prevenzione.
Purtroppo è stato anche evidenziato che tra le donne che hanno assunto i supplementi degli acidi grassi Omega 3 vi è stato addirittura un aumento del tasso di incidenza del cancro e di mortalità, trovando una inaspettata correlazione statisticamente significativa in peggio riguardo il sesso femminile.
La ricercatrice ha fatto giustamente notare che 29 casi di tumore sono pochi, così come il periodo di 5 anni troppo breve per trarre conclusioni generali, però vi è perlomeno l’indicazione che anche gli integratori possano avere degli effetti collaterali.
Perciò, secondo la ricercatrice, assumere degli integratori per lungo tempo, senza il parere del medico, non è una buona idea, e qui ci trova perfettamente d’accordo.
Una riflessione…
Se ti alimenti in maniera equilibrata, con una dieta giusta e sana, non hai bisogno di assumere integratori.
Puoi magari ricorrervi per un breve periodo (e magari su consiglio del medico) se
- soffri di qualche carenza particolare
- hai avuto delle gravidanze ravvicinate
- soffri di qualche patologia
- soffri di malassorbimento
- segui una dieta rigida (sempre su consiglio medico)
- pratichi attività sportiva intensa
Ovviamente vi sono altri casi/patologie che il tuo medico saprà meglio valutare.
Ricordati però che è stato ampiamente dimostrato che le vitamine naturali, cioè quelle contenute negli alimenti sono presenti in forme diverse e importanti per il nostro organismo.
Tra l’altro sono più efficaci rispetto a quelle contenute negli integratori.
Quindi, come ci viene sempre raccomandato, largo al consumo di frutta e verdura, meglio se di stagione.
A presto
Ermes
Equiseto, un efficace rimedio naturale contro l’osteoporosi
L’Osteoporosi compromette l’integrità delle nostre ossa e del nostro scheletro. Cerchiamo di conoscere meglio questa patologia e vediamo come possiamo prevenirla.
La parola “Osteoporosi” deriva dalla lingua greca e significa “ossa porose”.
Per completezza ti riporto la definizione che ha formulato di questa patologia l’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS):
“una malattia caratterizzata da diminuzione della massa ossea e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo tale da indurre aumentata fragilità con conseguente aumento del rischio di frattura”.
Devi sapere che lo scheletro di una persona è costituito da più di 200 ossa, piatte, lunghe e corte.
Quindi possiamo senza dubbio ben affermare che
- costituisce l’impalcatura del corpo e ne mantiene la forma
- protegge i nostri organi vitali
- è fondamentale per la locomozione
- produce costituenti del sangue
- è una riserva di minerali
Ma come è formato l’osso?
L’ osso é fondamentalmente costituito da
- osteoblasti
- osteociti
- osteoclasti
tutte cellule che ne rappresentano la parte metabolicamente vitale.
E come abbiamo già detto sopra, è anche una riserva di minerali.
Pensa che le ossa contengono il 99% del calcio di tutto il corpo.
Ma vi sono anche altri minerali come
- fosforo
- fluoro
- magnesio
- silicio
inglobati in una matrice proteica costituita in maggior parte da collagene.
Perciò possiamo paragonare l’ osso come ad una struttura in cemento armato:
- la parte minerale svolge la funzione del ferro
- la parte proteica quella del cemento.
Ed è proprio questa composizione che gli conferisce durezza ed elasticità.
Ma cos’é l’osteoporosi?
In parole povere vi è una perdita di
- calcio contenuto nelle ossa
- tessuto osseo
Lo scheletro diventa fragile e predisposto alle fratture, anche spontanee.
Si sviluppa in maniera lenta, ma progressiva. E purtroppo asintomatica!
Purtroppo ci accorgiamo di averla solo dopo aver fatto una radiografia per una frattura oppure per un altro motivo.
Colpisce in maggior modo le donne (1 su 3), soprattutto in menopausa, poiché si verifica una diminuzione degli ormoni estrogeni, che hanno effetto protettivo sulle ossa.
Come cura l’osteoporosi la medicina tradizionale?
Beh…vi esorto a leggere il mio post su News & Curiosità intitolato
Denosumab: contro l’osteoporosi arriva l’architetto delle ossa
E adesso una domanda… Cosa può fare la fitoterapia?
Come sempre la natura viene in nostro aiuto.
Un’erba che direi comune si è dimostrata preziosa per la salute delle nostra ossa.
Si tratta dell’equiseto (Equisetum arvense)
E’ conosciuta anche con il nome di Coda Cavallina, ed è una pianta che si trova in Europa, in Nord America, ma anche in Asia ed in Medio Oriente.
Appartiene alla famiglia delle Equisetaceae, di cui ve ne sono secondo varie interpretazioni, dalle 20 alle 30 specie.
Noi però parleremo della specie più diffusa in Europa e chiamata anche equiseto dei campi.
E’ particolarmente ricca di
- silicio
- carbonato di calcio
- solfato di potassio
- magnesio
- ferro
- manganese
Come abbiamo già visto, il metabolismo del calcio che costituisce le ossa e lo scheletro umano è un processo complesso, che però avviene in stretta sinergia con quello di altri minerali, tra cui
- fosforo
- manganese
- silicio
Ma si è visto ad esempio, che chi ha unghie, capelli e ossa fragili evidenzia una carenza media di silicio pari al 50%.
E anche se il meccanismo non è ancora chiaro, devi sapere che calcio e silicio sono strettamente correlati, cioé il silicio può far aumentare il calcio.
E l’equiseto è la pianta con la più alta concentrazione di silicio, più tutti gli altri minerali che ti ho elencato.
Addirittura, da studi recenti effettuati, i benefici dell’equiseto sembrano superiori anche a quelli del calcio assunto con i latticini.
Vedrai benefici per le tue unghie e i tuoi capelli, ma soprattutto ti sarà utile nel caso di fratture e funziona come ottima prevenzione per l’osteoporosi.
E non finisce qui: l’equiseto non è conosciuto solo per il suo alto contenuto di silice che ne fa un ottimo rimineralizzante, ma
- migliora la resistenza di cartilagini e tendini
- ridona elasticità e resistenza alle articolazioni (in caso di affezioni reumatiche articolari)
- esplica una interessante ‘azione diuretica, utile a ridurre edemi e fenomeni di ritenzione idrica
Lo trovi nelle erboristerie (anche online) principalmente in capsule, tintura madre (TM) e in forma di erba sfusa.
Per quanto riguarda le capsule (di solito da 400 mg), ti consiglio di assumerne 1 a pranzo e 1 a cena.
Per quanto riguarda la tintura madre, assumine 50 gocce 3 volte giorno in poca acqua, ma lontano dai pasti.
Per quanto rigurda l’erba sfusa: fai bollire 1/2 litro acqua e poi chiudi il gas.
Metti 2 cucchiai da minestra di erba e lasciala in infusione per circa 15/20 minuti con un coperchio.
Filtra il tutto e bevine 2/3 tazze al giorno, meglio lontano dai pasti.
Altri consigli per l’osteoporosi
Beh…anche in questo caso devi muoverti!
Proprio così… per prevenire e rallentare l’osteoporosi è necessario il movimento.
Aiuta ad aumentare la densità ossea e serve per prevenire le cadute, responsabili della maggior parte delle fratture da osteoporosi.
Questo perche’ le sollecitazioni causate dall’esercizio stimolano il metabolismo osseo, favorendo quindi un maggior sviluppo della massa scheletrica.
Ma bada bene! Non devi sottoporre l’organismo a sollecitazioni eccessive (che tra l’altro potrebbero avere un effetto controproducente).
Ma puoi, ad esempio
- salire e scendere le scale
- passeggiare a passo svelto
- fare delle escursioni in montagna
- e altre attività piacevoli come il ballo
Spero di averti dato anche questa volta dei consigli utili per il tuo benessere e la tua salute.
Per qualsiasi chiarimento o domanda…scrivimi!
A presto
Ermes








