Hai il fegato ingrossato? Depuralo con questi rimedi
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Posted 3 years ago

Le erbe ti possono dare una mano a depurare il fegato.

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Lo stomaco non ti dà pace? Calmalo con la Fitoterapia!
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Posted 6 months ago

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Coda di Tacchino, un fungo che combatte
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Posted 7 months ago

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Cancro al Colon? Previenilo con la Fitot
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Benessere al massimo con la Calaminta!
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Posted 8 months ago

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Fitoterapia, erbe e...interazioni perico
Fitoterapia, erbe e…interazioni pericolose!
Posted 12 months ago

Lo sai e lo sappiamo...le erbe possono aiutare la nostra salute e possono aiutarci a stare meglio.
Ma, come ti ho sempre ribadito in questo blog, se prendi dei farmaci per…

Fitoterapia, erbe e…interazioni pericolose!
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Hai il fegato ingrossato? Depuralo con questi rimedi

Le erbe ti possono dare una mano a depurare il fegato.

il fegato

Il fegato è la più grossa ghiandola del corpo umano, situata nella parte alta e destra dell’addome, subito sotto il diaframma, ed è anche l’organo più complesso che abbiamo..

E’ costituito da numerose cellule chiamate epatociti che vivono in media centocinquanta giorni e sono fortemente irrorate, poichè si calcola infatti che in condizioni di riposo giunga al fegato circa un litro e mezzo di sangue al minuto.

Ecco alcune delle funzioni del fegato, probabilmente le più importanti, ma sicuramente non le uniche: Continue reading

Lo stomaco non ti dà pace? Calmalo con la Fitoterapia!

Abbiamo provato tutti, almeno una volta nella vita, quello che viene definito “mal di stomaco”, anche se questo termine viene spesso usato per indicare disturbi diversi…

Lo stomaco-fitoterapiablog

…come ad esempio

  • il bruciore di stomaco
  • il dolore di stomaco
  • la sensazione di pancia piena durante o dopo il pasto

E avrai già provato che hanno in comune la loro localizzazione nella parte superiore dell’addome.

Se sei fortunato sono disturbi di cui soffrirai occasionalmente e in questo caso, con la fitoterapia e con i consigli che ti darò non avrai più problemi.

Se invece persistono o ne soffri già da tempo, ti consiglio di rivolgerti al tuo medico per degli accertamenti…ne va della tua salute!

Prima di tutto cura la tua dieta, quindi…

  • fai pasti leggeri, soprattutto di sera
  • mangia con calma
  • mastica bene il cibo
  • evita gli alimenti speziati
  • evita gli alimenti grassi
  • evita le bevande gassate
  • evita le bevande alcoliche
  • riduci il consumo di cioccolato
  • riduci il consumo di caffè, specialmente di sera

Naturalmente causano problemi allo stomaco anche

  • il nervosismo
  • il fumo
  • l’assunzione di farmaci come come l’aspirina, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) o gli antibiotici

Ma anche delle patologie da non sottovalutare come

  • i calcoli biliari
  • l’ulcera peptica
  • la gastrite
  • la pancreatite
  • il tumore allo stomaco

In che modo ci aiuta la natura…

Ti dico subito che vi sono, in realtà, delle  cure naturali che aiutano ad alleviare quasi tutti i tipi di disturbi allo stomaco, ma se il dolore  è persistente da qualche tempo, ti ribadisco che è necessario l’aiuto di un medico.

camomilla-fitoterapiablog

Ecco una serie di rimedi naturali che possono aiutare a lenire i tuoi problemi di stomaco :

1. Lo zenzero
Lo
Zenzero è noto per possedere ottime proprietà anti – infiammatorie più altri vantaggi. Ti aiuterà ad alleviare i dolori di stomaco.  Puoi prepararti un tè di zenzero fresco, farà bene anche alla tua digestione.

2. Il Finocchio o la Liquirizia
S
ono simili nel gusto anche se provengono da piante diverse, anche se  hanno un gusto che non piace a tutte le persone. Comunque il Finocchio e la Liquirizia si trovano in un sacco di tisane, così come negli integratori . Se ti piace il gusto, puoi masticarne una fetta o mordere un bastocino per  alleviare il tuo dolore di stomaco .

3. La Camomilla
La
Camomilla, lo sai già,  non solo distende e calma i nervi, ma  lenisce anche il dolore di stomaco. Per un miglior sapore, puoi aggiungere  limone e un po’ di miele.

4. La Menta piperita
La
Menta, simile allo zenzero, dovrebbe essere presa fresca al fine di alleviare il mal di stomaco. Prendine qualche foglia,  mettila in una tazza di acqua calda e dopo bevi il tutto. Anche masticare le foglie stesse può aiutare.

5. Acqua con Succo di Limone
Se in casa non hai
zenzero, liquirizia, menta o finocchio a casa, spremi  metà limone in una tazza di acqua calda e bevi a piccoli sorsi. Ti può aiutare in caso di pasti abbondanti e/o pesanti da digerire.

6. Aceto di Sidro di Mele
Questo aceto ha delle favolose proprietà benefiche note dal tempo degli antichi Greci e Babilonesi. Un paio di cucchiaini mescolati in un bicchiere di acqua tiepida allevieranno il tuo mal di stomaco…ne riparleremo!

7. Succo di Aloe Vera
Molte p
ersone che hanno problemi di stomaco e/o intestinali hanno riferito che questo succo è risultato molto utile per sbarazzarsi di crampi, gas,  diarrea e gonfiore.

 Altri semplici rimedi efficaci…

Il  bicarbonato di sodio
Gli antiacidi che vengono venduti sul mercato in genere sono a base di bicarbonato di sodio. Puoi semplicemente metterne un cucchiaino in una tazza di acqua calda, mescolare e poi bere. Questo è un buon rimedio per sbarazzarsi di una indigestione o del bruciore di stomaco.

Acqua salata tiepida
L’acqua salata è un toccasana sia per il mal di gola che per  lo sconvolgimento di stomaco. Mescola un cucchiaino di sale in una tazza di acqua calda e bevilo più velocemente che puoi…dopo starai sicuramente meglio!

 Spero anche questa volta di averti fornito notizie utili alla tua salute e al tuo benessere…

A presto!

Ermes

Coda di Tacchino, un fungo che combatte il cancro!

La potenza della natura e della fitoterapia al servizio dell’uomo!

Come un fungo, comune nei paesi asiatici, può aiutarci nella lotta contro il cancro.

La “coda di tacchino”   conosciuto meglio come

  • Trametes versicolor
  • Coriolus versicolor 
  • Polyporus versicolor

è un fungo commestibile, chiamato così per le sue strisce ondulate e colorate,  usato da secoli nei  paesi asiatici, ma soprattutto in Cina per le sue qualita’ medicinali.

Coriolus versicolor fitoterapiablogE’ ben  noto per le sue proprietà

  • fortemente antivirali
  • antimicrobiche
  • antitumorali 

Queste favolose proprietà sono state attribuite a due polisaccaridi

  • il polisaccaride – K (PSK), noto anche come Krestin 
  • il polisaccaride – P (PSP)

Esperimenti di laboratorio…

Studi effettuati  presso l’Universita’ di Tecnologia del Queensland, in Australia, hanno dimostrato che il Psp estratto dal fungo è stato capace di sopprimere del 100%  lo sviluppo del cancro alla prostata nei topi di laboratorio, in particolar modo colpendo le cellule staminali del tumore stesso.

Cio’ che gli scienziati volevano dimostrare era se quel composto poteva arrestare sin dall’inizio lo sviluppo dei tumori alla prostata…

Direi che l’esito è stato più che positivo.

In passato, infatti,  altri inibitori hanno evidenziato di avere al massimo un’efficacia del 70%, mentre con il Psp è stata dimostrata un’efficacia del 100%, tra l’altro senza avere alcun effetto collaterale.

 …e nell’uomo invece…

Il governo giapponese ha approvato l’uso del PSK già dal 1980 per il trattamento di vari tipi di tumori, ed è attualmente utilizzato insieme con la chirurgia , la chemioterapia e la radioterapia.

Il PSK ha dimostrato di poter prolungare significativamente la sopravvivenza a cinque anni o oltre nei tumori che riguardano 

  • stomaco 
  • colon 
  • retto 
  • esofago
  • rinofaringe
  • polmoni


P
ensa che il polisaccaride – P ( PSP ) è stato scoperto solo recentemente ed è stato studiato principalmente in Cina.

Negli studi effettuati in doppio cieco, il PSP ha esteso significativamente la sopravvivenza a cinque anni anche ai pazienti affetti da cancro esofageo .

Il PSP migliora la qualità della vita, riduce il dolore  e rinforza il sistema  immunitario in una percentuale che va dal  70 al 97 per cento dei pazienti affetti da tumore allo stomaco, all’ esofago, ai  polmoni, alle ovaie e alla cervice .

Questo perchè devi sapere che sia lo PSK che il PSP stimolano la produzione di cellule immunitarie e alleviano in modo apprezzabile  gli effetti collaterali delle terapie anticancro quali la Chemio e Radioterapia, migliorando le funzioni dell’organismo e la qualità della vita. 

La ricerca indica anche che il PSP può rallentare in modo significativo la crescita di alcuni tumori.

Anche negli  Stati Uniti sono recentemente iniziate le ricerche sugli effetti benefici di questo potente fungo. 

Vengono condotte presso la Bastyr University, l’Università di Washington e in altri centri ed è finanziato dal National Institutes of Health (NIH) .

Tra l’altro devi sapere che uno studio durato sette anni,  finanziato dal National Institutes of Health e riportato nel novembre 2010,  ha riscontrato che l’uso del fungo Coriolus versicolor  ha incrementato notevolmente l’immunità nelle donne che erano state precedentemente trattate per il cancro al seno.

I ricercatori dell’Università del Minnesota e della Bastyr University hanno condotto lo studio in donne con cancro al seno con evoluzione dallo stadio I° al III°  che avevano già completato la radioterapia o la chemioterapia.

I risultati hanno mostrato che la funzione immunitaria è stata migliorata nelle donne che hanno assunto dosi quotidiane del fungo in forma di pillola e che nessuno dei soggetti ha avuto effetti negativi.

Spero anche questa volta di averti fornito infomazioni utili alla tua salute e al tuo benessere.

A presto!

Ermes

Cancro al Colon? Previenilo con la Fitoterapia!

Viene definito anche carcinoma del colon-retto (CRC) ed è il tumore maligno che occupa il secondo posto per mortalità tumorale nell’uomo e il terzo nella donna, causando  più di 600.000 morti all’anno

cancol fitoterapiablog

Anche se la componente genetica sembra essere preponderante, devi sapere che il cancro del colon è considerato un cancro prevenibile.  Perché?

Il perché è abbastanza semplice, ma spesso lo sottovalutiamo… cambiando la nostra dieta ne possiamo ridurre drasticamente il rischio.

E, visto che la sua evoluzione è relativamente lenta,  effettuando dei controlli regolari (colonscopie),   possiamo facilmente diagnosticarlo  solo con le cellule precancerose o fase precoce del cancro che possono essere facilmente rimossi e trattati.

Il cancro colonrettale è un cancro “food-related“, cioè correlato all’assunzione del cibo.

Tutto quello che mangiamo passa sopra il rivestimento del tratto digestivo.

Il rivestimento del colon e del retto all’estremità inferiore del tubo digerente contiene

  • rifiuti
  • fluidi digestivi
  • acidi biliari
  • fibre

Questo rivestimento è bagnato da

  • sostanze chimiche presenti negli alimenti
  • ormoni
  • le proprie secrezioni
  • da batteri utili
  • da batteri dannosi

Le sostanze contenute nel tuo intestino hanno un impatto diretto sulla salute delle cellule che lo rivestono.  Perciò il cancro colonrettale è direttamente influenzato dalla dieta.

Quindi, per prevenire questa patologia posso darti 2 consigli…

…mangia meno carne rossa

Gli studi dimostrano che mangiare spesso carne rossa  aumenta l’incidenza di cancro al colon. Mangiare carne rossa tutti i giorni e soprattutto più di una porzione al giorno causa  un apprezzabile aumento del rischio.

Questo aumento del rischio è causato da una maggiore infiammazione associata con le sostanze chimiche rilasciate dalla digestione della carne rossa.

Questi prodotti chimici aumentano il danno al DNA e ne inibiscono la riparazione (del materiale genetico) nelle cellule che rivestono l’intestino. E il danno al DNA è una delle cause principali di tutti i tumori.

…includi nella dieta gli oli omega-3

Una dieta ricca di oli omega-3 (EPA e DHA), riduce l’incidenza di cancro al colon.

Oli omega-3 li trovi nei pesci d’acqua fredda come il salmone, le sardine,  gli sgombri e i merluzzi

Gli oli omega-3 diminuiscono  i livelli di molecole pro-infiammatorie che promuovono il cancro.

 Ma anche la fitoterapia e la natura ci danno un grande aiuto…

…e quindi…

…devi mangiare più aglio

Degli studi effettuati suggeriscono che il consumo di aglio può ridurre il rischio di sviluppare diversi tipi di tumori, ma specialmente quelli relativi al tratto gastrointestinale …

Gli effetti protettivi dell’ aglio possono derivare

  • dalle sue proprietà antibatteriche
  • dalla sua capacità di bloccare la formazione di sostanze cancerogene
  • dalla sua capacità di fermare l’attivazione di sostanze cancerogene
  • dalla sua capacità di migliorare la riparazione del DNA
  • dalla capacità di ridurre la proliferazione cellulare o indurre la morte cellulare delle cellule cancerose

L’aglio è ricco di zolfo e selenio, nonché di allicilina e flavonoidi, tutti noti per essere benefici per la salute.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nelle linee guida per la promozione della salute in generale,  raccomanda per gli adulti l’assunzione di una dose giornaliera che va dai 2 ai 5 g di aglio fresco (circa uno spicchio) al giorno.

Altre piante alimentari di questa famiglia con proprietà simili includono le cipolle, i porri, lo scalogno e l’erba cipollina.

…mangia un arcobaleno di antiossidanti vegetali

I colori vivaci e profondi della frutta, della verdura, delle erbe e delle spezie contribuiscono con una grande varietà di antiossidanti nella dieta. Ad esempio sono di ricchi di antiossidanti i cibi profondamente pigmentati quali

  • mirtilli
  • mirtilli rossi
  • melograni
  • carote
  • albicocche
  • meloni
  • cavoli
  • broccoli
  • spinaci
  • avocado
  • pomodori
  • mele
  • cavolo rosso
  • uva rossa e viola
  • pompelmo rosa

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Devi sapere che è proprio il colore che segnala la presenza di sostanze chimiche antiossidanti vegetali.

Queste sostanze benefiche  attivano i geni soppressori delle cellule tumorali e spengono i geni promotori del cancro.

Gli studi dimostrano un apprezzabile aumento dei livelli di infiammazione e stress ossidativo nel colon, soprattutto quando nella nostra alimentazione vi è scarsità di cibi ricchi di antiossidanti vegetali.

Quindi sappi che una maggiore infiammazione e bassi livelli di antiossidanti purtroppo sono fattori che favoriscono il cancro al colon.

Perciò mangia dalle 5 alle 10 porzioni di frutta/verdura al giorno.

…cambia l’olio…usa olio di oliva

L’olio d’oliva contiene molte sostanze chimiche vegetali che hanno delle proprietà anti-cancerogene.

Infatti  riduce l’acido biliare e aumenta gli enzimi che regolano il turnover cellulare nel rivestimento dell’intestino, promuovendo la formazione di tessuto sano.

Composti vegetali chiamati fenoli presenti in quantità apprezzabile nell’olio d’oliva, esercitano anche un effetto antiossidante cancro-protettivo.

…includi nella tua dieta alimenti ricchi di selenio

Gli studi dimostrano che il selenio non solo inibisce la forazione del cancro al colon, ma può anche migliorare o lavorare con alcuni farmaci contro il cancro, potenziandone l’effetto.

Il selenio non solo protegge le cellule sane del colon, ma inibisce anche la crescita e favorisce la morte delle cellule tumorali del colon.

Gli alimenti ricchi di selenio sono (…guarda un po’…) l’aglio e cipolla, semi di girasole, funghi, cereali integrali (riso, avena, germe di grano), noci del Brasile, pesce (tonno, halibut, sardine, salmone). Anche certe erbe cinesi sono una buona fonte di selenio.

…usa di più spezie ed erbe aromatiche

Gli studi dimostrano che oltre all’aglio, anche

  • zenzero
  • curcuma
  • timo
  • rosmarino
  • salvia
  • menta
  • menta piperita

inibiscono la crescita di cellule tumorali del colon.

…bevi più tè verde

Il tè verde è ricco di polifenoli, sostanze antiossidanti molto utili per proteggere l’organismo sia contro il cancro sia contro le malattie cardiache.

Naturalmente devi anche controllare il tuo peso e fare attività fisica, anche moderata ma costante.

Una camminata di mezz’ora può essere sufficiente per mantenerti in salute.

Spero anche questa volta di averti dato informazioni e consigli utili per la tua salute e il tuo benessere.

A presto…

Ermes

 

Benessere al massimo con la Calaminta!

La Calaminta…una pianta che possiamo considerare “comune”…eppure le sue proprietà e la sua efficacia sono di primissimo livello…

Ad esempio…

….ti sarà sicuramente capitato durante o dopo i pasti di avere un improvviso singhiozzo o un dolore allo sterno, dovuti  molto probabilmente al fatto che, forse

  • non hai masticato bene il cibo
  • oppure l’hai  ingerito frettolosamente

Cosa che ovviamente non si deve fare, perché come ci hanno insegnato sin da piccoli, quando ti  siedi a tavola per mangiare

  • devi (dovresti!)  farlo in assoluta tranquillità
  • devi (dovresti!) prenderti tutto il tempo che ti serve
  • devi masticare bene  il cibo
  • devi (dovresti!) mangiare dei bocconi piccoli

Questo ultimo fattore è importante perché la prima digestione avviene in bocca.

Purtroppo la vita frenetica e la cronica mancanza di tempo fa venire meno quello che una volta era considerato addirittura  un “rito”.

Per questi disturbi la fitoterapia  puo’ venirti  in aiuto con la Calaminta (Calamintha officinalis), un’erba officinale nota anche come Nepetella, Nepitella o Mentuccia e fa parte della famiglia delle Labiatae.

calaminta-fitoterapiablog_it

Possiamo dire che è abbastanza comune.

La troviamo frequentemente sia in pianura che in montagna (1500 m), per lo più nei luoghi freschi e ombrosi, nei terreni incolti, nei boschi e tra i ruderi dell’Europa e Asia occidentale.

Se ne usano sia i fiori che le foglie anche se, a dire il vero,  tutta la pianta è comunque piuttosto aromatica.

Le caratteristiche terapeutiche della Calaminta, infatti, sono simili a quelle della menta e quindi utili per

  • alleviare i dolori al ventre
  • favorire la digestione
  • evitare la sonnolenza dopo i pasti

Ma questa pianta e’ consigliata dalla fitoterapia anche per diversi disturbi dell’udito,  quali

  • ronzii
  • sibili
  • tintinnii

…ma anche per

  • disturbi nervosi
  • coliche e flatulenze infantili
  • dolori mestruali
  •  raffreddori e colpi di freddo
  •  crampi

E tra l’altro è molto efficace per contrastare le emicranie.

acufeni-fitoterapiablog_it

Come già sai, tra le sostanze naturali è piuttosto difficile trovare rimedi efficaci per le emicranie, anche perché spesso sono causate da fattori molto diversi.

Perciò ad ogni cefalea corrisponde una pianta, o combinazioni di piante diverse, di cui non ne è  sempre è facile l’individuazione.

La Calaminta, anche se è poco nota in letteratura ed anche poco utilizzata, si rivela molto spesso il rimedio risolutivo alle emicranie non sensibili a qualunque altro trattamento. Inoltre viene indicata come coadiuvante nelle tossi secche e possiede proprietà espettoranti.

I componenti di questa pianta sono

  • mentolo
  • pinene
  • mucillagine
  • tannino
  • resina
  • amaro
  • olio essenziale complesso

Quindi è una pianta dalle molteplici proprietà.

La trovi in erboristeria, o puoi raccoglierla direttamente tu.

La pianta si utilizza in tutto il suo insieme, ma devi escludere le radici.

Uso e controindicazioni

Per ronzii e sibili: poni in infusione per 10 minuti 40/50 grammi di gambi e fiori secchi in un litro d’ acqua bollente. Ne berrai una tazza dopo la cena.

Per il singhiozzo: poni in infusione per 10 minuti 2 punte di cucchiaino  di pianta fiorita secca in una tazza d’ acqua bollente. La berrai dopo i pasti e all’occorrenza.

Infuso di nepetella: poni circa 1 cucchiaio di nepetella essiccata a riposare per 5 minuti in 25 cl  d’acqua bollente. Quindi la filtrerai con cura.

Ne consumerai 2 tazze mezz’ora dopo i pasti principali per combattere l’aerofagia e le digestioni difficili.

Se soffri di disturbi bronchiali e asma, potrai usare lo stesso infuso, ma in questo caso ne consumerai due tazze al giorno lontano dai pasti principali.

Come olio essenziale: se soffri di emicrania o disturbi d’ansia.

Controindicazioni

Al momento non se ne conoscono.

Spero anche questa volta di averti dato informazioni utili al tuo benessere.

A presto.

Ermes

Fitoterapia, erbe e…interazioni pericolose!

Lo sai e lo sappiamo…le erbe possono aiutare la nostra salute e possono aiutarci a stare meglio.

Ma, come ti ho sempre ribadito in questo blog, se prendi dei farmaci per alcune particolari patologie, prima di assumere delle erbe o dei composti da loro derivati per qualche altro problema o disturbo, non ti costa nulla consultare  il tuo medico per un parere qualificato.

Anche perchè la potenza e l’efficacia di alcuni prodotti a base di erbe possono rivaleggiare con quella di alcuni farmaci da prescrizione, ma non sono soggetti agli stessi controlli a cui sono sottoposti i farmaci.

medicinali-fitoterapiablogSe ad esempio prendi dei farmaci per il cuore, è meglio che eviti di assumere degli integratori a base di queste erbe

  • ginseng
  • ginkgo
  • aglio
  • erba di San Giovanni
  • biancospino
  • Saw Palmetto
  • echinacea

“Questi prodotti non sono di per sé pericolosi”,

dice l’autore principale di uno specifico studio, Arshad Jahangir, MD, un cardiologo e professore di medicina presso la Mayo Clinic di Scottsdale, in Arizona

“Ma se assunti con i farmaci per le malattie cardiovascolari, dei composti relativamente sicuri possono diventare pericolosi. “

Il rapporto infatti dice che possono

  • diluire
  • intensificare
  • aggravare

gli effetti collaterali dei farmaci prescritti per il cuore.

Qualche esempio?

Infatti devi sapere che gli integratori a base di erbe come l’aglio e ginkgo, nello stesso momento, possono interferire con i fluidificanti del sangue (in particolare warfarin) e aumentare il rischio di sanguinamento associato a questi farmaci.

“Stare lontano dalle quattro G: aglio, ginkgo, ginseng e ginger (zenzero in italiano)”, dice Elsa-Grazia Giardina,  una cardiologa presso la Columbia University, a New York, che ha studiato i rimedi a base di erbe e farmaci cardiaci, ma non ha partecipato al report corrente. “Tutti hanno effetti sul sanguinamento.”

Alcuni integratori possono anche aumentare la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, causando possibili complicanze in pazienti cardiopatici.

ginseng-fitoterapiablog

L’ erba di San Giovanni, che è spesso usata nel trattamento della depressione e dell’ansia, interferisce nell’assorbimento, da parte dell’organismo di alcune decine di farmaci da prescrizione e può diminuire l’efficacia di statine e beta-bloccanti, una classe di farmaci usati per trattare l’ipertensione e disturbi del ritmo cardiaco.

E cosa possiamo dire del succo di pompelmo, che spesso le persone bevono per  perdere  peso e la salute del cuore?

Esso può aumentare la concentrazione nel sangue di statine, aumentando il rischio di danni al fegato e dolori muscolari, osserva il rapporto.

Il Dr. Arshad Jahangir dice anche che le persone anziane dovrebbero essere particolarmente consapevoli delle interazioni di questo tipo, dal momento che hanno molte più probabilità, rispetto alle persone più giovani, di avere problemi di cuore e a volte a loro viene prescritta l’assunzione di una mezza dozzina o più di farmaci…

…e aggiuge che…

molti pazienti e persino alcuni  medici non sono consapevoli dei pericoli provocati dall’assunzione contemporanea di prodotti  a base di erbe insieme ai medicinali.

Tra l’altro i medici raramente chiedono un elenco dettagliato dei rimedi alternativi che i loro pazienti assumono, e raramente i pazienti volontariamente danno tali informazioni.

“I pazienti in genere discutono dei medicinali soggetti a prescrizione, ma nella loro mente questi  composti (a base di erbe) non sono farmaci,” dice il Dott. Jahangir.

Conclusioni

Proprio perchè, come già detto

  1. molte erbe rivaleggiano per potenza ed efficacia con i farmaci
  2. molti farmaci sono derivati dalle erbe

è bene, se soffri di qualche problema importante, prima di assumere erbe o integratori da esse derivati, parlarne con una persona competente, che può essere in primis lo specialista che ti ha preso in cura, ma anche il tuo medico di fuducia oppure il farmacista.

Credo che questo, ma immagino che anche tu la pensi come me, non inficia l’usabilità delle erbe e l’efficacia della fitoterapia a scopo terapeutico e curativo, anzi ne dà proprio conferma…

Spero anche questa volta di averti dato notizie utili al tuo benessere e alla tua salute.

A presto

Ermes

 

 

 

Fast Food = Depressione?

Forse potevamo immaginarlo, ma adesso vi sono delle conferme scientifiche!

Chi di noi non ha mai avuto il desiderio di mangiare quelle dorate  patate fritte, quelle cialde aromatizzate e quei succosi hamburger a base di carne, come pure quei dolci cremosi ed altri cibi che stuzzicano il nostro appetito?

Attenzione!  Il fast food non solo ti alza il colesterolo, ma è legato anche alla depressione, dice uno studio.

fast food fitoterapiablog.it

I risultati ottenuti hanno aperto gli occhi al mondo medico/scientifico,  mettendolo altresì in allarme.

Secondo uno recente studio guidato da scienziati dell’Università di Las Palmas de Gran Canaria e l’Università di Granada, i risultati hanno evidenziato che i consumatori di fast food, rispetto a coloro che ne mangiano poco o niente, hanno il 51 % in più di probabilità di sviluppare la depressione .

Il consumo di acidi grassi trans-insaturi (TFA o trans-grassi) infatti è stato collegato a un aumento significativo del rischio di sviluppare la depressione.

D’altro canto, la ricerca suggerisce che  l’ olio d’oliva,  gli acidi grassi monoinsaturi (MUFA) e gli acidi grassi polinsaturi (PUFA) sembrano avere un effetto protettivo a questo riguardo.

Questi risultati, dicono i ricercatori, suggeriscono che le malattie cardiovascolari e la depressione “possono condividere alcuni determinati elementi nutrizionali comuni relativi all’assunzione di certi sottotipi  di grassi.

Ciò significa che più velocemente si consuma il cibo, maggiore è il rischio di depressione,  ha spiegato Almudena Sanchez-Villegas, autrice principale dello studio, e…

“La depressione colpisce più di 150 milioni di persone in tutto il mondo. Tuttavia, relativamente pochi  studi hanno analizzato l’effetto della dieta su questa malattia”.

Lo studio

I ricercatori hanno valutato i dati su 12.059 laureati (età media, 37,5 anni, 58% donne) dal progetto del Seguimiento Universidad de Navarra (SUN), uno studio in corso iniziato nel 1999 per valutare l’effetto di diversi fattori dietetici e le variabili dello stile di vita sulle malattie croniche, tra cui

  • le malattie cardiovascolari
  • l’ipertensione
  • l’obesità
  • la depressione.

I partecipanti sono stati interrogati circa l’assunzione di grassi-acidi, PUFA, TFA, acidi grassi monoinsaturi, l’olio d’oliva, oli di semi, burro e margarina.

Naturalmente sono state tenute in considerazione pure

  • le variabili mediche
  • socio-demografiche
  • gli stili di vita

A nessuno dei partecipanti era stata diagnosticata la depressione prima dell’ingresso nel percorso di studio.

L’effetto dannoso

I risultati hanno mostrato che 657 nuovi casi di depressione sono stati individuati nel corso di un follow-up medio di tempo di 6,1 anni.

“I risultati non sono stati sorprendenti.  Penso che il messaggio sia chiaro: ‘cercare di mangiare sano’”,  ha ribadito a Medscape Medical News l’autrice dello studio Almudena Sánchez-Villegas,

….consigliando poi di

  • evitare  alcuni tipi di grassi come ad esempio gli acidi grassi trans e saturi,
  • aumentare l’assunzione di grassi polinsaturi e monoinsaturi
  • preferire  l’olio d’oliva alla  margarina o al burro
  • meglio usare latte e/o latticini a basso contenuto di grassi
  • meglio mangiare pesce rispetto alla  carne o prodotti a base di carne
  • evitare di consumare cibi veloci e trasformati
  • evitare di consumare prodotti da forno commerciali
  • aumentare il consumo di frutta, verdura e noci

Seguendo questi consigli, ha aggiunto, non solo aumenta la protezione contro le malattie cardiovascolari, ma, come suggerito da questa e da altre ricerche recenti, anche contro la malattia mentale.

Devi comunque sapere che ancora poco si sa che ruolo gioca la dieta  nello sviluppo dei disturbi depressivi.

Ma dei precedenti studi hanno evidenziato che alcuni nutrienti hanno un ruolo preventivo, tra i quali

  • le vitamine del gruppo B
  • gli acidi grassi omega-3
  • l’olio d’oliva

Inoltre, ma noi lo sappiamo già, ma una dieta sana come quella Mediterranea aiuta a prevenire  lo sviluppo non solo della depressione, ma anche delle malattie cardiocircolatorie.

Sei single? E’ forse colpa del cibo?

Devi sapere che lo studio ha evidenziato che coloro che mangiano spesso fast food  hanno più probabilità di essere single, perchè

  • sono meno attivi
  • hanno cattive abitudini alimentari
  • soffrono di repentini sbalzi di umore nel corso della giornata
  • spesso sono fumatori
  • lavorano più di 45 ore a settimana…

Naturalmente, come vedi,  questo lascia poco spazio affinchè una persona sia sana e perciò anche attraente.

Ma noi amanti della natura e delle erbe che questa ci dona, abbiamo nella fitoterapia un asso nella manica, anche se qualche volta per curiosità, per praticità o per comodità consumiamo del cibo fast food.

Spero anche questa volta di averti dato notizie interessanti per il tuo benessere e soprattutto per la tua salute.

A presto

Ermes

 

 

Lecitina di Soia, tanti benefici a buon prezzo!

Questa volta la fitoterapia ci magnifica con un prodotto di derivazione vegetale. Vediamone pregi (molti) e difetti (pochi)…

Devi sapere che la Lecitina di Soia si estrae essenzialmente dall’olio di semi di soia ed è una miscela di fosfolipidi quali:

  • la fosfatidilcolina
  • la fosfatidiletanolammina
  • il fosfatidilinositolo

lecitina fitoterapiablog

Ma essendo un ottimo emulsionante, viene usata anche nell’industria alimentare poichè è un addensante ideale per margarine, creme,  farciture e per legare insieme alcuni ingredienti di dolci e gelati (sigla E322)

La lecitina è una formidabile fonte di colina, una molecola essenziale per tutte le cellule.

La colina è uno dei componenti  che compongono la membrana cellulare.

Se non vi fosse le cellule si irrigidirebbero impedendo ai nutrienti di entrare o uscire da queste ultime.

La colina è indispensabile  per la trasmissione degli impulsi nervosi e coadiuva alcune reazioni metaboliche.

Ma quali sono in concreto i benefici della lecitina?

Molti…sappi che da studi effettuati,  la lecitina e la colina

  • migliorano la memoria
  • aiutano le funzioni cognitive
  • migliorano la salute cardiovascolare generale
  • abbassano il colesterolo
  • migliorano il funzionamento del fegato
  • riducono i livelli di omocisteina, considerata un fattore di rischio cardiovascolare
  • migliorano le funzioni riproduttive,
  • aiutano lo sviluppo del feto
  • migliorano  le performance fisiche e atletiche
  • rinforzano l’azione antiossidante delle vitamine A ed E

I componenti della lecitina sono essenziali per il funzionamento di tutti i muscoli, compreso il cuore e partecipano alla formazione del rivestimento dei nervi e delle cellule muscolari.

Dal momento che l’organismo usa la colina per produrre acetilcolina, che è essenzialmente un neurotrasmettitore deputato alla trasmissione degli impulsi nervosi, degli studi scientifici effettuati dicono che potrebbe rappresentare un aiuto efficace per problemi associati al morbo di  Alzheimer.

Ma grazie alla fosfatidilcolina, il suo componente principale, la lecitina aiuta anche a contrastare la demenza senile e la perdita di memoria.

Inoltre emulsiona i grassi tra i quali il colesterolo, permettendo di essere disperso meglio nei fluidi corporei e quindi di venire eliminato più facilmente, contrastando così  l’aterosclerosi.

I suoi fosfolipidi polinsaturi infatti contribuiscono ad elevare il livello delle lipoproteine benefiche del sangue (HDL).

Dal momento che la lecitina è un’importante componente della bile e può aiutare nella prevenzione dei calcoli alla cistifellea.

E’ un aiuto per la prevenzione della cirrosi epatica indotta dall’alcol e contrasta l’accumulo di grassi nel fegato, fenomeno più noto come “steatosi epatica”.

Abbiamo visto i molteplici benefici portati dall’assunzione di lecitina di soia.

Ma ha anche controindicazioni?

Se sei  allergico, come per ogni cosa del resto, non dovresti assumerla.

Infatti la soia e i suoi derivati possono causare allergie che  si possono manifestare con crampi, edema facciale, nausea  e a volte vomito.

O chi ha problemi con la tiroide. Questo perché la soia e i suoi derivati contengono isoflavoni, che essendo dei fitoestrogeni possono interferire con la sintesi degli ormoni tiroidei.

La soia e i suoi derivati consumati in eccesso portano all’accumulo di purine che possono portare all’insorgenza della gotta.

Ma la soia e i suoi derivati fanno venire il cancro?

Vi sono dei pareri contrastanti. Alcuni studi dicono che assumere elevati quantitativi di soia e suoi derivati  possono al lungo termine portare ad una proliferazione di cellule maligne generando forme di cancro.

Ma degli studi più recenti invece, dimostrano che nei paesi asiatici (Cina, Giappone e altri) dove la soia ed i suoi derivati sono più consumati, vi è una minore incidenza di tumori alla prostata e alla mammella.

Devi sapere che secondo degli studi effettuati dall’Università dello Utah (USA) un adulto non dovrebbe assumere più di 3,5 grammi di lecitina al giorno, eccezion fatta per le persone che soffrono di problemi cognitivi, che, dietro parere medico, potrebbero richiederne una dose quotidiana di 35 grammi.

A parte questo, la lecitina di soia è un prodotto di derivazione naturale semplicemente favoloso che puoi trovare ad un prezzo ridotto anche nei supermercati, sia in forma granulare che in perle.

Tra l’altro le migliori marche garantiscono un ottimo prodotto derivato da soia non OGM.

L’importante è ovviamente quella di non esagerare e  di attenersi alle dosi consigliate (2/3 cucchiaini o perle al giorno), per un periodo minimo di 30 giorni.

I benefici non tarderanno a venire e il tuo benessere generale aumenterà in modo apprezzabile.

Spero anche questa volta di averti fornito notizie utili alla tua salute e al tuo benessere…

Se hai domande…chiedi…sono a tua disposizione…

A presto

Ermes

Previeni e cura il diabete di tipo 2 con la Cannella!

Con la Fitoterapia e dei corretti comportamenti è possibile avere la meglio sul Diabete Mellito!

diabete fitoterapiablogCos’è il diabete?

Il diabete è una malattia cronica contraddistinta essenzialmente da un elevato livello di glucosio nel sangue detto iperglicemia.

L’iperglicemia è causata  da  un’alterata quantità o funzione dell’insulina, che non è altro che un ormone, prodotto dal pancreas, che consente l’ingresso nelle cellule al glucosio e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica.

Quando questo meccanismo si altera, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno.

 

Il Diabete può essere di tipo 1 o di tipo 2

Il diabete di tipo 1 riguarda circa il 10% delle persone

Di solito insorge nell’infanzia o anche nell’adolescenza.

In questo tipo di diabete il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule ß che producono questo ormone.

E’ necessario perciò iniettare l’insulina ogni giorno e per tutta la vita.

Il diabete di tipo 2, chiamato anche mellito o non insulino dipendente, è la forma più comune di diabete, tant’è vero che riguarda il 90% delle persone colpite da questa malattia.

Il diabete di tipo 2, chiamato anche mellito o non insulino dipendente, è la forma più comune di diabete

Tradizionalmente considerata una malattia degli adulti, diabete di tipo 2 è in aumento e sempre più diagnosticata anche nei bambini, perché, purtroppo vi è un incremento dei tassi di obesità infantile e sono peggiorate le abitudini alimentari e gli  stili di vita durante l’infanzia.

Il diabete mellito di tipo 2 si può prevenire o addirittura curare da soli, seguendo una corretta alimentazione e con la fitoterapia, soprattutto quando la malattia è allo stadio iniziale, ma anche successivamente.

ll diabete di tipo 2 è causato da:

  • produzione insufficiente di insulina nel pancreas
  • una resistenza all’azione dell’insulina nelle cellule del corpo specialmente nei muscoli, grasso e cellule del fegato

Anche in questo caso la fitoterapia ci dà una mano con la Cannella.

cannella fitoterapiablog

 La cannella è un sempre verde appartenente alla famiglia delle Lauraceae

Le due specie più note sono

  • la Cinnamomum zeylanicum o cannella propriamente detta
  • la Cinnamomum cassia o cannella cinese

E’ originaria dello Sri Lanka, ma è stata introdotta anche in altri paesi, dal Nord ovest dell’India al Madagascar, ma viene prodotta anche in Cina, Bangladesh, Vietnam e Indonesia.

Viene principalmente ricavata dalla parte interna della corteccia dopo che la stessa è stata   liberata sia dal sughero esterno che dal parenchima sottostante.

Poi viene frammentata, arrotolata in cilindri multistrato ed essiccata.

La migliore,  però, la più fine e anche tra l’altro la più costosa, viene  ricavata dalla Cinnamomum zeylanicum, denominata anche Cinnamomum Vera, proprio quella originaria dello Sri Lanka (prima nota come Ceylon).

Oggi lo Sri Lanka è  ancora il più importante produttore a livello mondiale di cannella.

La cannella dello Sri Lanka si distingue dalle altre per

  • il colore chiaro
  • un sapore dolce
  • si presenta in “cannelli”  (sono dei cilindri) lunghi fino a 80 cm di lunghezza e 10 mm di diametro

 La cannella cinese (Cinnamomum cassia o Cinnamomum Aromaticum), coltivata anche negli altri paesi prima citati,  invece si distingue per

  • il colore rosso vivo
  • una consistenza più legnosa
  • aroma e sapori meno delicati
  • costituita da cannelli più  spessi e corti

A noi interessa però, per le sue più marcate proprietà,  la cannella vera, quella dello Sri Lanka.

Quali sono i principi attivi della cannella dello Sri Lanka?

Sono molti, tra i principali

  • l’olio essenziale di cannella che contiene acetato di eugenolo, pinene,  aldeide cinnamica e altri principi
  • zuccheri
  • tannini
  • magnesio
  • selenio
  • ferro
  • zinco
  • calcio
  • manganese
  • vitamina A
  • vitamine B1, B2, B3, B5, B6,
  • vitamina C
 

La cannella ha proprietà

  • antispasmodiche
  • digestive
  • antidiarroiche
  • antibatteriche
  • antifungine
  • digestive
  • antiossidanti
  • antipiretiche
  • carminative

 Contro il Diabete di tipo 2…

Dei ricercatori tedeschi hanno scoperto che l’assunzione di 1 grammo di cannella al giorno ha permesso agli adulti con diabete di tipo 2 di ridurre il loro zucchero nel sangue di almeno il 10%.

Questo perché i composti della cannella possono attivare gli enzimi che stimolano i recettori dell’insulina.

Posologia

E’ economica e la trovi nelle erboristerie (anche online) sia in cannelli da sbriciolare al momento dell’uso, sia in polvere. Pesane la quantità di circa  2  grammi e aggiungila, per esempio ad uno youghurt.

Assumila per almeno 30 giorni consecutivi e segui anche i consigli che ti riporto sotto…provare non ti costerà quasi nulla!

Altri consigli per ridurre il Diabete di Tipo 2

La fitoterapia ci dà sicuramente una mano, ma se seguirai anche questi consigli i tuoi sforzi verranno certamente premiati

Come sempre è indispensabile

perdere peso, perché studi effettuati su persone in sovrappeso hanno dimostrato che se perdi anche solo il 5% del tuo peso corporeo, hai il 70% di probabilità in meno di sviluppare il Diabete di Tipo 2…(ne vale la pena, vero?)

 fai esercizio fisico regolare, perché durante il famoso ‘The Nurses’ Health Study’ effettuato presso il Channing Laboratory, Harvard University, è stato scoperto che le donne che fanno esercizio fisico più di una volta la settimana, riducono il rischio di sviluppare il diabete del 30%.

Gli studi hanno infatti dimostrato che l’esercizio fisico regolare aiuta il corpo ad utilizzare l’ormone insulina in modo più efficiente, perché ne aumenta sia la produzione, sia il numero di recettori insulinici sulle cellule.

L’insulina infatti aiuta il glucosio nel sangue a portare energia e nutrizione alle cellule dei muscoli che si muovono.

cerca di rilassarti. Yoga,  trainig autogeno,  ascolto di musica rilassante, in riva al mare o in montagna non importa, va bene qualsiasi cosa ti possa rilassare.

Quando sei stressato, il tuo corpo è reattivo, pronto ad entrare in azione.  Ma provoca anche un forte innalzamento dei livelli di zucchero nel sangue.

concediti un buon caffè, se non ti dà problemi, ovviamente! Questo perché i ricercatori della Harvard School of Public Health hanno scoperto, durante uno studio durato 18 anni,  che che coloro che avevano bevuto più di 6 tazzine di caffè al giorno, hanno  avuto un rischio che va dal 29-54% più basso di sviluppare il diabete di tipo 2.

Si sa che la caffeina può stimolare il metabolismo, ma il caffè contiene anche potassio, magnesio, anche antiossidanti che aiutano  le cellule ad assorbire il glucosio.

 stai in buona compagnia,   perché secondo uno studio pubblicato su Diabetes Care, le donne che vivono da sole hanno 2,5 volte più probabilità di sviluppare il diabete rispetto alle donne che vivono con un partner, altri adulti, o bambini.

Anche questa volta spero di averti dato informazioni utili alla tua salute e al tuo benessere.

A presto.

Ermes

Overdose di Calcio? News dalla Svezia

Sei in overdose di calcio? Assumere troppo calcio aumenta i rischi per la tua salute!

Un bicchiere di latte a colazione, uno yogurt a mezza mattina, un pezzo di formaggio a pranzo e magari anche qualche pastiglia di calcio…così le donne, ma anche gli anziani pensano di mantenere le loro ossa al sicuro.

calcio fitoterapiablog.it

Quella che si potrebbe definire una salutare routine, però, potrebbe mettere il vostro cuore a rischio.

E’ ciò che è venuto fuori da una nuova ricerca effettuata in Svezia.

Per quasi 20 anni un team dell’Università di Uppsala ha seguito l’apporto giornaliero di calcio e i risultati della salute di più di 60.000 donne di mezza età ed anziani.

Durante il periodo dello studio, coloro che hanno consumato più di 1.400 milligrammi di calcio al giorno avevano il 49% in più di probabilità di morire per malattie cardiovascolari e il 40% in più di probabilità di morire per qualsiasi altra causa, rispetto a coloro che ne avevano assunto una minore quantità.

La scoperta è particolarmente allarmante se consideriamo che 1.400 mg di calcio superano di poco le attuali raccomandazioni degli esperti dei diversi Ministeri/Agenzie  della Salute sia europee che americane.

Tra l’altro viene suggerito,  alle donne di età superiore ai 51 anni, di  consumare circa 1200 mg di calcio al giorno (che equivale a circa tre bicchieri di latte intero).

E alle donne in età post-menopausale,  in assenza di terapia sostitutiva con estrogeni, si consiglia un apporto di calcio che va da 1200 a 1500 mg.

L’autore dello studio, Karl Michaëlsson, MD, professore di ortopedia presso l’Università di Uppsala precisa che la presenza di troppo calcio nel sangue sembra aumentare la presenza di uno specifico tipo di proteina chiamata fattore di crescita dei fibroblasti 23, che ricerche precedenti hanno collegato all’insorgere di malattie cardiache.

La chiave, dice il Dott. Michaëlsson,  è quello di trovare un delicato equilibrio.

Dopo tutto, un corpo sano ha bisogno di calcio e questo è particolarmente vero per le donne anziane, che devono affrontare un aumento del rischio di perdita di massa ossea e di fratture, anche  perché i loro corpi tendono ad assorbire il calcio in modo meno efficiente.

Per questo motivo, quasi il 60% delle donne americane di mezza età e anche le persone  anziane assumono un supplemento di calcio.

Quindi è il momento di buttare le compresse di calcio?

Non necessariamente.

Le donne che non sono sicure di quanto calcio assumono giornalmente dovrebbero affrontare l’argomento con il loro medico, cercando di curare particolarmente anche l’alimentazione.

Ma il dottor Michaëlsson raccomanda una assunzione giornaliera di calcio che va dai  600 ai 1.000 mg.

Questo è sufficiente per proteggere le ossa, senza aumentare i rischi per la salute.

Naturalmente, aggiungiamo noi, anche la natura con la fitoterapia può fare la sua parte.

Infatti ottime fonti di calcio vegetale sono ad esempio

  • i semi di sesamo (addirittura 1000 mg per 100 gr di semi crudi)
  • i semi di Salvia Hispanica, nota come Chia (600 mg per 100 gr)
  • i semi di lino (250 mg per 100 gr)
  • la Quinoa (erba delle Ande, fino a 100 mg per 100 gr)

Ma ne parleremo più approfonditamente in un altro post.

A presto

Ermes

 

Le 3 Plastiche Nocive da eliminare dalla tua vita

Mai come ora abbiamo la sensazione che la plastica sia praticamente onnipresente nella nostra vita!

Già, peccato putroppo che non sia solo una sensazione.

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Infatti viene usata  dal packaging alimentare allo stoccaggio di merci, dall’abbigliamento alla costruzione di  pavimenti e oggetti per la casa, ma va anche a sostituire pezzi meccanici e di carrozzeria per l’industria automobilistica.

La plastica, lo sappiamo, non esiste in natura ma è una invenzione dell’uomo ed è derivata dal petrolio.

E già questo ci dice che non è un prodotto biodegradabile e che di conseguenza i suoi prodotti derivati avranno una vita lunga, molto lunga… pensa, si parla anche di migliaia di anni!

Molti di questi prodotti  si perderanno nell’ ambiente, spesso imprigionando animali e piante.

Pensa che su 16 milioni di rifiuti raccolti in mare, oltre la metà sono costituiti da buste e bottiglie.

Un buon modo per eliminare o ridurre la presenza della plastica dalla nostra vita è, ovviamente, cercare di riutilizzarla in maniera intelligente.

Ad esempio usare le borse della spesa per riporre le immondizie.

Oppure evitiamo di acquistare l’acqua minerale in bottiglie di plastica.

Non tutta la plastica è stata prodotta allo stesso modo, quindi se stai raccogliendo e scegliendo delle materie plastiche da eliminare o ridurre dalla tua vita, inizia con queste.

Il  PVC (cloruro di polivinile)

Questa plastica viene spesso usata per fare giocattoli per bambini, tende da doccia, pavimenti in vinile e alcuni sfondi. Però, e qui sta il problema, per avere un  PVC morbido e flessibile, devono essere aggiunti degli ftalati  durante il processo di fabbricazione.

Gli ftalati possono essere assorbiti dal corpo umano, dove sono stati collegati a una serie di problemi di salute, quali ad esempio:

  • varie disfunzioni ormonale
  • disordini riproduttivi
  • cancro al fegato
  • disgenesia
  • cancro al seno

Gli ftalati sono stati riconosciuti come fra i distruttori endocrini più diffusi finora scoperti, poiché il loro assorbimento avviene non solo attraverso l’assunzione orale, ma come già detto, anche a fattori ambientali e questo vale soprattutto se hai bambini piccoli, i più esposti agli effetti di queste plastiche.

Consiglio:
non comprare le tende da doccia in PVC; opta piuttosto per dei tessuti naturali come cotone, lino o canapa.  Cerca di non avvolgere gli alimenti nelle pellicole plastiche.

Evita di pavimentare le stanze della tua abitazine con il PVC.

Usa invece le piastrelle di sughero, sono ecologiche, sane e offrono un ottimo isolamento dal freddo.

 Il Polistirene

Il Polistirene è conosciuto meglio come polistirolo.

Il Polistirene, un polimero della stirene,  è fatto di sottoprodotti del petrolio e come avrai già visto, lo trovi praticamente ovunque, dagli imballaggi ai contenitori per alimenti alle posate e in molti altri oggetti presenti nella nostra vita.

E’ inerte verso molti tipi di acidi, mentre è solubile nei solventi.

Riciclare il polistirolo non è facile e dal momento che è così leggero, viene  facilmente raccolto dal vento e gettato nei mari e negli oceani dove contribuisce all’inquinamento marino.

Essendo un materiale termoplastico è facilmente infiammabile e bruciando può emettere diossina.

La Stirene è considerata una neurotossina e poichè  rimane nei tessuti grassi, incluso il latte materno  di un organismo esposto,  può mutare i cromosomi  utilizzati per  la riproduzione cellulare.

L’esposizione allo  stirene per periodi prolungati può causare anche

  •  squilibrio
  • difficoltà di apprendimento
  • danni fetali
  • cancro ai polmoni
  • riduzione della fertilità femminile

Consiglio:

evita di conservare gli alimenti in contenitori di polistirolo, specialmente i cibi grassi come carne e formaggio, poichè  hanno maggiori probabilità di assorbire le sostanze chimiche.

Il Policarbonato

E’ una delle plastiche che “trovi dappertutto“…e non è un eufemismo!

Le caratteristiche chimico fisiche del policarbonato lo hanno reso uno delle materie “”plastiche”” più utilizzate.

Ad oggi i settori nel quale il policarbonato trova un impiego sono quelle che comunemente vedi nel vivere e nell’ambiente quotidiano:

  • nell’ottica per la costruzione delle lenti degli occhiali sia da sole sia da vista
  • nell’elettronica per i computer e per i compact disc, DVD
  • nel settore dell’orologeria per la produzione di cinturini e vetri d’orologio
  • nel campo delle costruzioni per coperture trasparenti
  • per produrre mattoni da interno utilizzati per la costruzione di pareti trasparenti
  • nel settore dei trasporti per la produzione di caschi e per le coperture dei fanali
  • molto, molto altro ancora

Ma devi sapere che un altro settore dove il policarbonato ha trovato largo impiego è quello medico, grazie alla possibilità di sterilizzare gli oggetti di tale materiale.

Questa caratteristica ne ha permesso l’utilizzo nelle apparecchiature per la dialisi artificiale e per la cardiochirurgia, per la prima infanzia e le cure domiciliari…e questa è una buona cosa…

Tuttavia, è bene sapere che il tipo più comune di policarbonato è quello con aggiunta di bisfenolo A (BPA), che viene usato per realizzare contenitori alimentari riutilizzabili, biberon e bottiglie di acqua.

E qui sfatiamo un mito…

Normalmente  pensiamo che le plastiche siano composti stabili…ma il legame chimico tra le molecole di bisfenolo A è altamente instabile, e quindi c’è un elevato rischio che la sostanza si diffonda nell’acqua, nelle bevande o nel cibo che sono a contatto con le materie plastiche nelle quali è contenuta.

Purtroppo, quando viene riscaldato e lavato con un detergente forte, il policarbonato può rilasciare particelle di BPA.

Degli studi effettuati hanno accertato che il bisfenolo A

  • interferisce con l’attività dell’apparato endocrino
  • provoca ritardi nello sviluppo
  • è causa di danni alla tiroide
  • viene correlato a malattie cardiache, della prostata e della mammella

Molti stati europei hanno già avviato iniziative per bandire la presenza di bisfenolo A nelle plastiche, ma con una certa tolleranza per permettere (così dicono) all’industria di trovare e sperimentare  adeguate alternative.

Consiglio:

Cerca di non dare ai bambini piccoli gli anelli di plastica per la dentizione o almeno prendi quelli garantiti senza Bisfenolo A,  per  conservare gli alimenti usa contenitori in vetro al posto di quelli di plastica.

Se invece disponi già di contenitori alimentari in plastica (anche biberon, tiralatte ecc), non conservarci dentro cibi grassi  e lavali a mano, non di metterli in lavastoviglie.

Quindi…

Possiamo fare a meno della plastica?

Penso di no, e penso che anche tu sia d’accordo con me.

Ma noi siamo amanti della natura e della fitoterapia e quindi possiamo mettere in atto dei comportamenti che possono migliorare la nostra salute e salvaguardare la natura, perché è un bene comune che lasceremo in eredità ai nostri figli.

Anche questa volta spero di averti dato consigli utili alla tua salute e al tuo benessere.

A presto!

Ermes

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