Hai il fegato ingrossato? Depuralo con questi rimedi
Le erbe ti possono dare una mano a depurare il fegato.
Il fegato è la più grossa ghiandola del corpo umano, situata nella parte alta e destra dell’addome, subito sotto il diaframma, ed è anche l’organo più complesso che abbiamo..
E’ costituito da numerose cellule chiamate epatociti che vivono in media centocinquanta giorni e sono fortemente irrorate, poichè si calcola infatti che in condizioni di riposo giunga al fegato circa un litro e mezzo di sangue al minuto.
Ecco alcune delle funzioni del fegato, probabilmente le più importanti, ma sicuramente non le uniche: Continue reading
Previeni e cura il diabete di tipo 2 con la Cannella!
Con la Fitoterapia e dei corretti comportamenti è possibile avere la meglio sul Diabete Mellito!
Il diabete è una malattia cronica contraddistinta essenzialmente da un elevato livello di glucosio nel sangue detto iperglicemia.
L’iperglicemia è causata da un’alterata quantità o funzione dell’insulina, che non è altro che un ormone, prodotto dal pancreas, che consente l’ingresso nelle cellule al glucosio e il suo conseguente utilizzo come fonte energetica.
Quando questo meccanismo si altera, il glucosio si accumula nel circolo sanguigno.
Il Diabete può essere di tipo 1 o di tipo 2
Il diabete di tipo 1 riguarda circa il 10% delle persone
Di solito insorge nell’infanzia o anche nell’adolescenza.
In questo tipo di diabete il pancreas non produce insulina a causa della distruzione delle cellule ß che producono questo ormone.
E’ necessario perciò iniettare l’insulina ogni giorno e per tutta la vita.
Il diabete di tipo 2, chiamato anche mellito o non insulino dipendente, è la forma più comune di diabete, tant’è vero che riguarda il 90% delle persone colpite da questa malattia.
Il diabete di tipo 2, chiamato anche mellito o non insulino dipendente, è la forma più comune di diabete
Tradizionalmente considerata una malattia degli adulti, diabete di tipo 2 è in aumento e sempre più diagnosticata anche nei bambini, perché, purtroppo vi è un incremento dei tassi di obesità infantile e sono peggiorate le abitudini alimentari e gli stili di vita durante l’infanzia.
Il diabete mellito di tipo 2 si può prevenire o addirittura curare da soli, seguendo una corretta alimentazione e con la fitoterapia, soprattutto quando la malattia è allo stadio iniziale, ma anche successivamente.
ll diabete di tipo 2 è causato da:
- produzione insufficiente di insulina nel pancreas
- una resistenza all’azione dell’insulina nelle cellule del corpo specialmente nei muscoli, grasso e cellule del fegato
Anche in questo caso la fitoterapia ci dà una mano con la Cannella.
La cannella è un sempre verde appartenente alla famiglia delle Lauraceae
Le due specie più note sono
- la Cinnamomum zeylanicum o cannella propriamente detta
- la Cinnamomum cassia o cannella cinese
E’ originaria dello Sri Lanka, ma è stata introdotta anche in altri paesi, dal Nord ovest dell’India al Madagascar, ma viene prodotta anche in Cina, Bangladesh, Vietnam e Indonesia.
Viene principalmente ricavata dalla parte interna della corteccia dopo che la stessa è stata liberata sia dal sughero esterno che dal parenchima sottostante.
Poi viene frammentata, arrotolata in cilindri multistrato ed essiccata.
La migliore, però, la più fine e anche tra l’altro la più costosa, viene ricavata dalla Cinnamomum zeylanicum, denominata anche Cinnamomum Vera, proprio quella originaria dello Sri Lanka (prima nota come Ceylon).
Oggi lo Sri Lanka è ancora il più importante produttore a livello mondiale di cannella.
La cannella dello Sri Lanka si distingue dalle altre per
- il colore chiaro
- un sapore dolce
- si presenta in “cannelli” (sono dei cilindri) lunghi fino a 80 cm di lunghezza e 10 mm di diametro
La cannella cinese (Cinnamomum cassia o Cinnamomum Aromaticum), coltivata anche negli altri paesi prima citati, invece si distingue per
- il colore rosso vivo
- una consistenza più legnosa
- aroma e sapori meno delicati
- costituita da cannelli più spessi e corti
A noi interessa però, per le sue più marcate proprietà, la cannella vera, quella dello Sri Lanka.
Quali sono i principi attivi della cannella dello Sri Lanka?
Sono molti, tra i principali
- l’olio essenziale di cannella che contiene acetato di eugenolo, pinene, aldeide cinnamica e altri principi
- zuccheri
- tannini
- magnesio
- selenio
- ferro
- zinco
- calcio
- manganese
- vitamina A
- vitamine B1, B2, B3, B5, B6,
- vitamina C
La cannella ha proprietà
- antispasmodiche
- digestive
- antidiarroiche
- antibatteriche
- antifungine
- digestive
- antiossidanti
- antipiretiche
- carminative
Contro il Diabete di tipo 2…
Dei ricercatori tedeschi hanno scoperto che l’assunzione di 1 grammo di cannella al giorno ha permesso agli adulti con diabete di tipo 2 di ridurre il loro zucchero nel sangue di almeno il 10%.
Questo perché i composti della cannella possono attivare gli enzimi che stimolano i recettori dell’insulina.
Posologia
E’ economica e la trovi nelle erboristerie (anche online) sia in cannelli da sbriciolare al momento dell’uso, sia in polvere. Pesane la quantità di circa 2 grammi e aggiungila, per esempio ad uno youghurt.
Assumila per almeno 30 giorni consecutivi e segui anche i consigli che ti riporto sotto…provare non ti costerà quasi nulla!
Altri consigli per ridurre il Diabete di Tipo 2
La fitoterapia ci dà sicuramente una mano, ma se seguirai anche questi consigli i tuoi sforzi verranno certamente premiati
Come sempre è indispensabile
perdere peso, perché studi effettuati su persone in sovrappeso hanno dimostrato che se perdi anche solo il 5% del tuo peso corporeo, hai il 70% di probabilità in meno di sviluppare il Diabete di Tipo 2…(ne vale la pena, vero?)
fai esercizio fisico regolare, perché durante il famoso ‘The Nurses’ Health Study’ effettuato presso il Channing Laboratory, Harvard University, è stato scoperto che le donne che fanno esercizio fisico più di una volta la settimana, riducono il rischio di sviluppare il diabete del 30%.
Gli studi hanno infatti dimostrato che l’esercizio fisico regolare aiuta il corpo ad utilizzare l’ormone insulina in modo più efficiente, perché ne aumenta sia la produzione, sia il numero di recettori insulinici sulle cellule.
L’insulina infatti aiuta il glucosio nel sangue a portare energia e nutrizione alle cellule dei muscoli che si muovono.
cerca di rilassarti. Yoga, trainig autogeno, ascolto di musica rilassante, in riva al mare o in montagna non importa, va bene qualsiasi cosa ti possa rilassare.
Quando sei stressato, il tuo corpo è reattivo, pronto ad entrare in azione. Ma provoca anche un forte innalzamento dei livelli di zucchero nel sangue.
concediti un buon caffè, se non ti dà problemi, ovviamente! Questo perché i ricercatori della Harvard School of Public Health hanno scoperto, durante uno studio durato 18 anni, che che coloro che avevano bevuto più di 6 tazzine di caffè al giorno, hanno avuto un rischio che va dal 29-54% più basso di sviluppare il diabete di tipo 2.
Si sa che la caffeina può stimolare il metabolismo, ma il caffè contiene anche potassio, magnesio, anche antiossidanti che aiutano le cellule ad assorbire il glucosio.
stai in buona compagnia, perché secondo uno studio pubblicato su Diabetes Care, le donne che vivono da sole hanno 2,5 volte più probabilità di sviluppare il diabete rispetto alle donne che vivono con un partner, altri adulti, o bambini.
Anche questa volta spero di averti dato informazioni utili alla tua salute e al tuo benessere.
A presto.
Ermes
Overdose di Calcio? News dalla Svezia
Sei in overdose di calcio? Assumere troppo calcio aumenta i rischi per la tua salute!
Un bicchiere di latte a colazione, uno yogurt a mezza mattina, un pezzo di formaggio a pranzo e magari anche qualche pastiglia di calcio…così le donne, ma anche gli anziani pensano di mantenere le loro ossa al sicuro.
Quella che si potrebbe definire una salutare routine, però, potrebbe mettere il vostro cuore a rischio.
E’ ciò che è venuto fuori da una nuova ricerca effettuata in Svezia.
Per quasi 20 anni un team dell’Università di Uppsala ha seguito l’apporto giornaliero di calcio e i risultati della salute di più di 60.000 donne di mezza età ed anziani.
Durante il periodo dello studio, coloro che hanno consumato più di 1.400 milligrammi di calcio al giorno avevano il 49% in più di probabilità di morire per malattie cardiovascolari e il 40% in più di probabilità di morire per qualsiasi altra causa, rispetto a coloro che ne avevano assunto una minore quantità.
La scoperta è particolarmente allarmante se consideriamo che 1.400 mg di calcio superano di poco le attuali raccomandazioni degli esperti dei diversi Ministeri/Agenzie della Salute sia europee che americane.
Tra l’altro viene suggerito, alle donne di età superiore ai 51 anni, di consumare circa 1200 mg di calcio al giorno (che equivale a circa tre bicchieri di latte intero).
E alle donne in età post-menopausale, in assenza di terapia sostitutiva con estrogeni, si consiglia un apporto di calcio che va da 1200 a 1500 mg.
L’autore dello studio, Karl Michaëlsson, MD, professore di ortopedia presso l’Università di Uppsala precisa che la presenza di troppo calcio nel sangue sembra aumentare la presenza di uno specifico tipo di proteina chiamata fattore di crescita dei fibroblasti 23, che ricerche precedenti hanno collegato all’insorgere di malattie cardiache.
La chiave, dice il Dott. Michaëlsson, è quello di trovare un delicato equilibrio.
Dopo tutto, un corpo sano ha bisogno di calcio e questo è particolarmente vero per le donne anziane, che devono affrontare un aumento del rischio di perdita di massa ossea e di fratture, anche perché i loro corpi tendono ad assorbire il calcio in modo meno efficiente.
Per questo motivo, quasi il 60% delle donne americane di mezza età e anche le persone anziane assumono un supplemento di calcio.
Quindi è il momento di buttare le compresse di calcio?
Non necessariamente.
Le donne che non sono sicure di quanto calcio assumono giornalmente dovrebbero affrontare l’argomento con il loro medico, cercando di curare particolarmente anche l’alimentazione.
Ma il dottor Michaëlsson raccomanda una assunzione giornaliera di calcio che va dai 600 ai 1.000 mg.
Questo è sufficiente per proteggere le ossa, senza aumentare i rischi per la salute.
Naturalmente, aggiungiamo noi, anche la natura con la fitoterapia può fare la sua parte.
Infatti ottime fonti di calcio vegetale sono ad esempio
- i semi di sesamo (addirittura 1000 mg per 100 gr di semi crudi)
- i semi di Salvia Hispanica, nota come Chia (600 mg per 100 gr)
- i semi di lino (250 mg per 100 gr)
- la Quinoa (erba delle Ande, fino a 100 mg per 100 gr)
Ma ne parleremo più approfonditamente in un altro post.
A presto
Ermes
Le 3 Plastiche Nocive da eliminare dalla tua vita
Mai come ora abbiamo la sensazione che la plastica sia praticamente onnipresente nella nostra vita!
Già, peccato putroppo che non sia solo una sensazione.
Infatti viene usata dal packaging alimentare allo stoccaggio di merci, dall’abbigliamento alla costruzione di pavimenti e oggetti per la casa, ma va anche a sostituire pezzi meccanici e di carrozzeria per l’industria automobilistica.
La plastica, lo sappiamo, non esiste in natura ma è una invenzione dell’uomo ed è derivata dal petrolio.
E già questo ci dice che non è un prodotto biodegradabile e che di conseguenza i suoi prodotti derivati avranno una vita lunga, molto lunga… pensa, si parla anche di migliaia di anni!
Molti di questi prodotti si perderanno nell’ ambiente, spesso imprigionando animali e piante.
Pensa che su 16 milioni di rifiuti raccolti in mare, oltre la metà sono costituiti da buste e bottiglie.
Un buon modo per eliminare o ridurre la presenza della plastica dalla nostra vita è, ovviamente, cercare di riutilizzarla in maniera intelligente.
Ad esempio usare le borse della spesa per riporre le immondizie.
Oppure evitiamo di acquistare l’acqua minerale in bottiglie di plastica.
Non tutta la plastica è stata prodotta allo stesso modo, quindi se stai raccogliendo e scegliendo delle materie plastiche da eliminare o ridurre dalla tua vita, inizia con queste.
Il PVC (cloruro di polivinile)
Questa plastica viene spesso usata per fare giocattoli per bambini, tende da doccia, pavimenti in vinile e alcuni sfondi. Però, e qui sta il problema, per avere un PVC morbido e flessibile, devono essere aggiunti degli ftalati durante il processo di fabbricazione.
Gli ftalati possono essere assorbiti dal corpo umano, dove sono stati collegati a una serie di problemi di salute, quali ad esempio:
- varie disfunzioni ormonale
- disordini riproduttivi
- cancro al fegato
- disgenesia
- cancro al seno
Gli ftalati sono stati riconosciuti come fra i distruttori endocrini più diffusi finora scoperti, poiché il loro assorbimento avviene non solo attraverso l’assunzione orale, ma come già detto, anche a fattori ambientali e questo vale soprattutto se hai bambini piccoli, i più esposti agli effetti di queste plastiche.
Consiglio:
non comprare le tende da doccia in PVC; opta piuttosto per dei tessuti naturali come cotone, lino o canapa. Cerca di non avvolgere gli alimenti nelle pellicole plastiche.
Evita di pavimentare le stanze della tua abitazine con il PVC.
Usa invece le piastrelle di sughero, sono ecologiche, sane e offrono un ottimo isolamento dal freddo.
Il Polistirene
Il Polistirene è conosciuto meglio come polistirolo.
Il Polistirene, un polimero della stirene, è fatto di sottoprodotti del petrolio e come avrai già visto, lo trovi praticamente ovunque, dagli imballaggi ai contenitori per alimenti alle posate e in molti altri oggetti presenti nella nostra vita.
E’ inerte verso molti tipi di acidi, mentre è solubile nei solventi.
Riciclare il polistirolo non è facile e dal momento che è così leggero, viene facilmente raccolto dal vento e gettato nei mari e negli oceani dove contribuisce all’inquinamento marino.
Essendo un materiale termoplastico è facilmente infiammabile e bruciando può emettere diossina.
La Stirene è considerata una neurotossina e poichè rimane nei tessuti grassi, incluso il latte materno di un organismo esposto, può mutare i cromosomi utilizzati per la riproduzione cellulare.
L’esposizione allo stirene per periodi prolungati può causare anche
- squilibrio
- difficoltà di apprendimento
- danni fetali
- cancro ai polmoni
- riduzione della fertilità femminile
Consiglio:
evita di conservare gli alimenti in contenitori di polistirolo, specialmente i cibi grassi come carne e formaggio, poichè hanno maggiori probabilità di assorbire le sostanze chimiche.
Il Policarbonato
E’ una delle plastiche che “trovi dappertutto“…e non è un eufemismo!
Le caratteristiche chimico fisiche del policarbonato lo hanno reso uno delle materie “”plastiche”" più utilizzate.
Ad oggi i settori nel quale il policarbonato trova un impiego sono quelle che comunemente vedi nel vivere e nell’ambiente quotidiano:
- nell’ottica per la costruzione delle lenti degli occhiali sia da sole sia da vista
- nell’elettronica per i computer e per i compact disc, DVD
- nel settore dell’orologeria per la produzione di cinturini e vetri d’orologio
- nel campo delle costruzioni per coperture trasparenti
- per produrre mattoni da interno utilizzati per la costruzione di pareti trasparenti
- nel settore dei trasporti per la produzione di caschi e per le coperture dei fanali
- molto, molto altro ancora
Ma devi sapere che un altro settore dove il policarbonato ha trovato largo impiego è quello medico, grazie alla possibilità di sterilizzare gli oggetti di tale materiale.
Questa caratteristica ne ha permesso l’utilizzo nelle apparecchiature per la dialisi artificiale e per la cardiochirurgia, per la prima infanzia e le cure domiciliari…e questa è una buona cosa…
Tuttavia, è bene sapere che il tipo più comune di policarbonato è quello con aggiunta di bisfenolo A (BPA), che viene usato per realizzare contenitori alimentari riutilizzabili, biberon e bottiglie di acqua.
E qui sfatiamo un mito…
Normalmente pensiamo che le plastiche siano composti stabili…ma il legame chimico tra le molecole di bisfenolo A è altamente instabile, e quindi c’è un elevato rischio che la sostanza si diffonda nell’acqua, nelle bevande o nel cibo che sono a contatto con le materie plastiche nelle quali è contenuta.
Purtroppo, quando viene riscaldato e lavato con un detergente forte, il policarbonato può rilasciare particelle di BPA.
Degli studi effettuati hanno accertato che il bisfenolo A
- interferisce con l’attività dell’apparato endocrino
- provoca ritardi nello sviluppo
- è causa di danni alla tiroide
- viene correlato a malattie cardiache, della prostata e della mammella
Molti stati europei hanno già avviato iniziative per bandire la presenza di bisfenolo A nelle plastiche, ma con una certa tolleranza per permettere (così dicono) all’industria di trovare e sperimentare adeguate alternative.
Consiglio:
Cerca di non dare ai bambini piccoli gli anelli di plastica per la dentizione o almeno prendi quelli garantiti senza Bisfenolo A, per conservare gli alimenti usa contenitori in vetro al posto di quelli di plastica.
Se invece disponi già di contenitori alimentari in plastica (anche biberon, tiralatte ecc), non conservarci dentro cibi grassi e lavali a mano, non di metterli in lavastoviglie.
Quindi…
Possiamo fare a meno della plastica?
Penso di no, e penso che anche tu sia d’accordo con me.
Ma noi siamo amanti della natura e della fitoterapia e quindi possiamo mettere in atto dei comportamenti che possono migliorare la nostra salute e salvaguardare la natura, perché è un bene comune che lasceremo in eredità ai nostri figli.
Anche questa volta spero di averti dato consigli utili alla tua salute e al tuo benessere.
A presto!
Ermes
Soffri di emorroidi? La Vite Rossa ti potrà aiutare!
Le emorroidi, ma forse lo sai già…sono fastidiose e spesso dolorose e rappresentano un problema molto diffuso
Si è stimato che ne soffre almeno il 50% della popolazione adulta, specialmente la fascia di età compresa tra i 40 e i 65 anni, in eguale modo tra i due sessi.
Anche se non rappresentano, almeno all’inizio, un problema grave, possono rendere veramente difficile la vita quotidiana.
Ma cosa sono le emorroidi?
Sono delle strutture vascolari presenti nella zona rettale e anale, o meglio sono dei piccoli cuscinetti di tessuto vascolarizzato che servono a
- contenere le feci
- contenere i gas e
- far evacuare le feci e i gas in maniera fisiologica
Quindi devi sapere che proprio per questo motivo, piuttosto è meglio parlare di malattia emorroidaria.
Bisogna dire, però, che nelle donne la malattia emorroidaria aumenta nel periodo legato alla gravidanza. E questo per ovvii motivi, tra i quali l’ingombro del feto che fa aumentare la pressione intraddominale piuttosto che le alterazioni ormonali tipiche di questa fase.
Ma come molte di voi sapranno, sono frequenti anche i casi di emorroidi post partum, un fenomeno che potremo definire addirittura “meccanico” e che sono dovute alle intense spinte che si verificano durante il parto naturale.
Molte di voi le avranno senz’altro avute, anche se, più che vere emorroidi, non sono che un prolasso che dopo il parto dovrebbe regredire in modo spontaneo.
Quali sono i sintomi?
Normalmente, all’inizio soprattutto sono
- prurito
- fastidio
- dolore
- piccole perdite di sangue “fresco”
E questi sintomi poi aumentano se si sta seduti a lungo, poiché la pressione si concentra proprio in quella particolare area.
Ma a parte il caso della gravidanza e del parto, qual’é la causa che le provoca?
Beh…sarai sorpreso, ma non vi è ancora una certezza che si può definire “scientifica”.
Vi sono più teorie, ma le più accreditate sono due:
- quella dell’iperplasia vascolare che le considera come delle varici venose
- quella dell’ origine meccanica, per la quale un indebolimento del tessuto sottomucoso provocherebbe lo scivolamento della mucosa rettale
E in base alla loro localizzazione vengono definite come
- interne
- esterne
Devi sapere che le ultime, cioè le esterne vengono a loro volta classificate in quattro stadi di gravità (dal 1° al 4°, più grave) in base alla loro tendenza a fuoriuscire all’esterno (prolasso).
Ma devi sapere che se la causa delle emorroidi non è certa, vi sono però diversi fattori che in maniera quasi certa la predispongono, tra i quali i più importanti
- l’obesità
- il consumo smodato di alcool
- il fumo
- uno stile di vita scorretto
- delle abitudini alimentari disordinate
- l’età
- la familiarità
- alcuni disturbi come stipsi e diarrea
- alcune malattie e patologie
E una delle cose che non devi fare se vuoi ridurre il rischio di avere in futuro le emorroidi è quella di trattenerti di defecare quando hai lo stimolo.
Lo so, non sempre è possibile obbedire allo stimolo per i più vari, importanti e giustificabili motivi, ma devi sapere che alla lunga è una causa scatenante.
Anche in questo caso la fitoterapia può darti efficacemente una mano, soprattutto se il fenomeno è all’inizio…ma se segui questo blog può essere solo così…
Per le emorroidi (ma non solo), uno dei più validi rimedi che la natura ci offre è la Vite Rossa.
Conosciuta come Vite comune, la Vite rossa, (Vitis vinifera, famiglia Vitaceae), è un arbusto rampicante con delle foglie a lobi, le quali alla fine del loro ciclo di vita, prima di staccarsi e poi cadere, perdono la normale colorazione verde e acquisiscono una caratteristica colorazione rossa.
Naturalmente saprai già che il frutto della vite è quella bacca o acino, che riunita in grappoli viene chiamata Uva.
L’uva, con cui si produce il vino, bevanda nota sin dai tempi più remoti e usata dagli antichi anche per curare molte malattie.
Le qualità dell’uva ormai sono scientificamente provate, perchè ha proprietà rinfrescanti, diuretiche e anche lassative, ma essendo molto ricca di zuccheri è controindicata ai soggetti diabetici.
A noi però interessa quello che si può ricavare dalle foglie, dai semi e dalle bucce degli acini.
Le foglie sono straordinarie e contengono
- flavonoidi
- glucosidi
- proantocianidine
- tannini antocianici
che essendo in grado di svolgere un’azione definita ” vitaminica P” tonificano le pareti venose e i capillari.
Anche i semi e la buccia degli acini della Vite rossa sono eccezionali poichè anche da loro viene estratto un fitocomplesso che
- è molto ricco di flavonoidi
- vitamine
- resveratrolo
- antocianine
- acidi grassi polinsaturi
Devi sapere che diversi studi hanno ampiamente dimostrato che questo fitocomplesso
- esercita una forte azione endotelioprotettrice
- esercita una decisa azione antiossidante
Questo significa che
- rende le vene più elastiche
- ne riduce la permeabilità
Nel complesso quindi la Vite Rossa è indicata in caso di
- emorroidi
- vene varicose
- insufficienza venosa, anche cronica
- flebiti
- patologie cardio-vascolari
- stasi e ritenzione idrica
Uso e posologia per alleviare le emorroidi
Il modo migliore, più semplice ed efficace per assumere la Vite rossa è in infuso o in opercoli.
Sia le foglie essiccate che gli opercoli li potrai acquistare nelle migliori erboristerie (anche online).
L’infuso lo otterrai facendo bollire un cucchiaio di foglie essicate in una tazza d’acqua (200 ml), che terrai in infusione per circa 10 minuti. Ne dovrai bere da due a quattro tazze al giorno meglio fra i pasti.
Gli opercoli/tavolette si trovano normalmente da 250/300 mg. Ne dovrai assumere 2 al giorno, sempre tra i pasti.
Alle dosi normali non presenta controindicazioni, ma è meglio che non la assumi se sei in stato di gravidanza.
Altri consigli per curare le emorroidi
Naturalmente se continuerai a mangiare male e a fare una vita sedentaria, poco potrà fare per le emorroidi, qualsiasi sia il rimedio naturale o il farmaco che sarai costretto ad assumere.
Quindi, per quanto riguarda l’alimentazione, i cibi che ti sconsiglio sono
- bibite gassate
- caffè e tè
- alcolici e superalcolici
- spezie piccanti
- cibi fritti
- insaaccati
- formaggi
- cibi troppo salati
Meglio una dieta ricca di fibre, yoghurt, frutta in genere ma con una preferenza per castagne, melone e mirtilli.
Ti consiglio anche di bere tanta acqua, che insieme alle fibre rende le feci più morbide, agevolandone il transito e l’evacuazione senza aumentare la pressione intraddominale, lo sforzo e la dilatazione dello sfintere.
Cura anche l’igiene locale, detergendoti delicatamente anche solo con acqua tiepida, senza strofinare, possibilmente dopo ogni evacuazione.
Naturalmente è indispensabile muoversi…anche se la pigrizia ti salta addosso, una semplice camminata che non comporta molti sforzi o fatica, insieme alla dieta e alla Vite rossa, può aiutarti veramente a guarire.
Spero anche questa volta di averti dato dei consigli utili per la tua salute e il tuo benessere.
A presto
Ermes
Il singhiozzo non ti dà pace? L’erba dei gatti farà bene anche a te!
Sapevi che la Cataria, meglio conosciuta come “erba dei gatti”, a volte può esserti utile?
Denominata anche Nepeta cataria è una pianta perenne della famiglia delle Lamiaceae presente in tutto il mondo e abbastanza comune nei campi dell’Italia settentrionale.
Viene utilizzata sia come pianta ornamentale che come rimedio erboristico naturale per l’uomo.
Perché viene detta “erba dei gatti”?
Da degli studi effettuati è stato dimostrato che quando i gatti semplicemente la annusano, possono migliorare il proprio umore.
Questo grazie ad uno dei principi attivi presente nelle foglie, il nepetalattone, che sul vostro micio ha un forizzante e ringiovanente, oltre che afrodisiaco.
E questo vale anche se il vostro gatto è un pigrone, oppure ha già la sua età.
Quindi se vuoi salvare le tue tende, il tuo divano e il tuo tappeto, strofina un po’ di erba sul suo tronchetto affilaunghie.
Ma puoi spargerne un po’ sul cibo…se inappetente, sarà un invito a mangiare la pappa!
Curiosità…altre “erbe dei gatti”
Vi sono altre piante hanno effetti simili e possono fregiarsi del titolo di “erbe dei gatti” come
- la Valeriana (Valeriana officinalis)
- il Maro (Teucrium marum)
Magari ci chiediamo se queste sostanze euforizzanti, che agiscono sul sistema nevoso del nostro micio, siano dannose alla sua salute.
Ebbene, possiamo stare tranquilli.
Infatti degli studi effettuati hanno dimostrato che non solo non sono nocive, ma altresì non creano alcuna dipendenza.
E poi sappiamo che i gatti, come tutti gli animali, hanno la capacità istintiva di riconoscere ciò che per loro è nocivo ed inoltre non esagerano mai nelle quantità, evitando, così, spiacevoli conseguenze.
Ma parliamo un po’ del singhiozzo
Il singhiozzo è un fenomeno fastidioso causato dale contrazioni ripetute e involontarie del diaframma, il muscolo da cui dipende il meccanismo della respirazione e che si contrae durante l’inspirazione e si distende durante l’espirazione.
Se il nervo frenico, a cui è deputato il controllo delle contrazioni diaframmatiche, viene irritato in un punto qualsiasi, si scatena il singhiozzo.
Il famoso”hic” è il tipico suono che provoca il singhiozzo.
Come avrai già provato, si ripete in modo continuo, quasi ritmico, normalmente per alcuni minuti.
E’ dovuto al fatto che ogni contrazione del diaframma provoca una brusca chiusura della glottide, la valvola che separa il sistema respiratorio dall’apparato digerente.
Ma vengono coinvolte anche alcune parti del nostro sistema nervoso, come i centri di controllo della respirazione e l’ipotalamo.
Devi sapere che l’ipotalamo è una parte del cervello che non puoi controllare con la volontà.
E questo è il motivo per cui il singhiozzo si manifesta all’improvviso.
Cosa scatena di solito l’attacco di singhiozzo?
Beh…queste sono alcune delle cause non patologiche che frequentemente scatenanano il singhiozzo
- bevi troppe bevande gassate
- abusi di bevande alcoliche
- fai spesso dei pasti troppo abbondanti,
- oppure mangi troppo velocemente,
- sei stressato o molto eccitato
Quando ti devi preoccupare
Vai dal medico se il singhiozzo dura da più di 48 ore oppure se
- ti rende difficoltoso respirare
- ti impedisce di mangiare
- ti rende difficile parlare
- non ti lascia dormire
- se hai subito un intervento chirurgico (interferisce con la guarigione delle ferite)
La medicina tradizionale tratta il singhiozzo principalmente con farmaci antipsicotici, antinausea o miorilassanti quali
- Metoclopramide
- Clorpromazina
- Baclofene
- Acido Valproico
- Gabapentina
- Nifedipina
- Nimodipina
Anche il singhiozzo occasionale e transitorio può essere persistente (ribelle) e allora la natura, grazie all’uso delle piante e per mezzo della fitoterapia, come sempre, ci fornisce sempre un valido rimedio.
Da questo punto di vista, la Cataria ha delle interessanti proprietà curative con azione
- amarotonica
- antispasmodica
- sedativa
I suoi componenti principali sono
- nepetalattone
- acido nepetalico
- timolo
- carvacrolo
- olio essenziale
- flavonoidi
- tannini
- saponine
La sua efficacia è paragonabile a quella della Valeriana e infatti viene usata con discreta efficacia per trattare
- alcune forme di singhiozzo ribelle
- accessi pertussoidi
- spasmi gastrointestinali
- dispepsia
Uso, posologia e controindicazioni
La puoi trovare nelle erboristerie (anche online) in estratto secco, bustine (normalmente da 1,5 gr) o in tintura madre.
Per il singhiozzo fastidioso ti consiglio di fare il decotto (non l’infuso), mettendo 20 gr di estratto secco in 1 litro d’acqua.
Filtra il tutto e bevine una tazza tre volte al giorno. Se vuoi, il decotto può essere dolcificato, meglio con del miele.
Alle dosi normali, non vi sono controindicazioni all’assunzione.
Anche questa volta spero di averti fornito informazioni utili al tuo benessere.
A presto
Ermes
Digerisci male e con difficoltà? Prova la Genziana
Conosciuta come ingrediente di liquori o digestivi, la genziana è una pianta tutta da scoprire…
Fa parte delle Genzianacee, un gruppo di piante erbacee annuali, cresce spontaneamente ed è diffusa perlopiù nell’arco alpino e negli Appenini, anche se normalmente la si trova negli ambienti alpini di quasi tutti i continenti.
La più “famosa” e utilizzata è quella denominata “maior” ( o anche Gentiana Lutea), alta e di colore giallo e nota anche come pianta medicinale.
Seguono la genzianella e la genziana dai fiori turchini.
Quest’ultima, chiamata anche Genziana di Koch (Gentiana Kochiana) è la più ammirata, visti i suoi bellissimi fiori dalla corolla a calice e dal caratteristico colore azzurro.
Devo dirti anche che è una pianta officinale, ma è una specie protetta e quindi in molte regioni ne è vietata la raccolta.
La conosciamo già poiché sicuramente avremo bevuto dei liquori o digestivi a base di genziana e come sappiamo, ha un sapore un po’ amaro.
In passato, specialmente in Europa, veniva usata come febbrifugo
Le parti utilizzate sono le radici e le parti aeree, meglio se provenienti da piante adulte.
Ma cosa contiene la genziana?
Ha molti principi attivi, ma i più importanti sono
- amarogentina o amarogenzina
- gentiacaulina
- genziopicrina
- gentianina (alcaloide)
- mucillagini
- acido ascorbico
- glucidi
- enulina
- tiamina
- flavonoidi
- oli essenziali
Devi sapere che l’amarogentina è la sostanza più amara che si conosca e mantiene il suo sapore anche se diluita in rapporto di 1 a 50000.
Le sue proprietà
Le sostanze amare sono ricavate dalla radice e vengono utilizzate in diverse preparazioni, soprattutto per aiutare la digestione, poiché
- aumentano la motilità gastrica
- aumentano la secrezione cloridropeptica dello stomaco, sia direttamente che per meccanismo riflesso (il c.d. stimolo vagale)
Ho detto soprattutto, ma non solo…perché serve anche per
- combattere la costipazione
- combattere la diarrea
- combattere il vizio del fumo
- combattere l’anoressia
- ridurre i gonfiori addominali
- stimolare l’appetito
- come vermifuga
- contrastare la gotta
- in caso di tosse
Inoltre, poichè attiva i linfociti “T” e stimola la produzione di globuli bianchi, aiuta il sistema immunitario, ma è utile anche in caso di anemia e di affaticamento generale dell’organismo.
Per uso esterno, il suo infuso può essere utilizzato come disinfettante della cute e per la pulizia delle pelli grasse.
Perché si usa la Genziana
Di solito, e dico di solito perché come abbiamo visto sopra è molto riduttivo, viene utilizzata quando abbiamo “ingurgitato” pasti molto abbondanti e/o ricchi di grassi, perchè, come abbiamo detto stimola la produzione dei succhi gastrici e come amaro tonico.
Per questo motivo viene spesso utilizzata in molti liquori amari da assumere in genere come digestivi a fine pasto, ma anche in numerosi preparati farmaceutici per stimolare la funzione intestinale.
Uso e posologia
Della Genziana generalmente si utilizza la radice essicata (in infusione) o l’estratto secco, la tintura madre o l’estratto idroalcolico.
Consiglio l’infuso, utilizzando la radice essiccata e triturata, che possiamo trovare nelle erboristerie (anche online).
In caso di digestione difficile possiamo fare l’infuso mettendone circa 30 gr in 1 litro di acqua. La facciamo bollire per 3/4 minuti e lo lasciamo in infusione per 6/8 ore.
Ne possiamo bere una tazza abbondante prima di pasti grassi e/o abbondanti oppure anche occasionalmente o dopo un pasto abbondante che si fa fatica a smaltire.
Per rinforzare l’organismo mettiamo 7 gr di genziana in 200 ml di acqua e la facciamo bollire per circa 3 minuti. Lasciamo il tutto in infusione per 20 minuti. Dopo aver filtrato il tutto, lo possiamo dolcificare e bere prima di ogni pasto.
Per detergere le pelli grasse, metti 100 gr in 1 litro di acqua. Fai bollire a fuoco basso per 10 minuti. Poi filtra il tutto e lo puoi usare per detergere le pelli grasse, ma anche per attenuare le lentiggini, applicandolo con un dischetto.
Controindicazioni e effetti indesiderati
E’ meglio che ne eviti l’assunzione se sei in stato interessante o allatti.
Sconsigliata anche per chi è iperteso , chi soffre di ulcere, gastriti o altri disturbi gastrointestinali.
A volte, in dose eccessiva può provocare delle cefalee e inoltre il leggero effetto antinfiammatorio può sovrapporsi a quello dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) che eventualmente stai già assumendo.
Anche questa volta spero di averti fornito delle informazioni utili alla tua salute e al tuo benessere.
Naturalmente per qualsiasi domanda e/o curiosità potrai contattarmi con l’apposito form.
Ti risponderò nel più breve tempo possibile.
A presto
Ermes
Lapacho, un miracolo della natura!
Scopriamo le favolose proprietà di questo albero sacro degli Incas!
Gli indigeni sudamericani e gli Incas lo usavano da migliaia di anni, considerandolo una vera e propria panacea per trattare una grande varietà di patologie, che andavano dalla dissenterie, alla febbre, ai morsi di serpente e anche per curare certi tipi di tumore.
E quindi possiamo dire che già conoscevano bene la fitoterapia e la forza e l’efficacia dei rimedi naturali…
Curiosità…
Il Tabebuia Lapacho (Tabebuia avellanedae Lorenz, pianta della famiglia delle Bignoniaceae) è un albero che cresce principalmente nelle foreste amazzoniche e nelle montagne del Paraguay, ma si trova anche in Brasile, Argentina, Bolivia e Perù.
Gli indigeni, già da tempi remoti ne raccolgono la parte interna della corteccia, che ha la particolarità di riformarsi e ricrescere molto velocemente, senza che alcun danno venga arrecato alla pianta stessa.
Gli Incas la consideravano addirittura una pianta sacra.
Ne estraevano il principio attivo mettendo la corteccia ridotta in strisce sottili in acqua calda, e somministrandone poi il decotto.
Una delle straordinarie caratteristiche del Lapacho è che contiene anche una speciale combinazione di sali minerali o elementi in tracce abbastanza rari quali:
- magnesio
- calcio
- cromo
- fosforo
- zinco
- ferro
- silicio
- manganese
- potassio
- molibdeno
- boro
- rame
- sodio
- cobalto
- oro
- argento
- stronzio
- bario
- nichel
E devi sapere che recenti studi hanno infatti confermato che il lapacho ha attività
- Antiparassitaria
- Antinfiammatoria
- Antibiotica
- Antibatterico
- Fungicida
- Virucida
- Espettorante
- Febbrifuga
Ma non basta…tra l’altro è anche un
- immunostimolante
- cardiotonico
- depurativo dell’organismo
- lieve sedativo
- leggero diuretico
- stimola la produzione di globuli rossi
- lieve ipoglicemizzante
- antidiarroico
- lieve analgesico
E visto quanto sopra, è stato dimostrato che risulta efficace per curare
- le infezioni virali come il raffreddore, l’influenza e l’herpes, ma anche quelle più serie come l‘HIV o l’Epstein-Barr
- le infezioni batteriche provocate da streptococchi e stafilococchi
- le infezioni della gola, del naso e della bocca
- le infezioni dovute a parassiti come la malaria
- le infiammazioni classiche delle mucose, la dissenteria, ma anche coliti, polipi, ulcere peptiche e addirittura il morbo di Crohn
- uretriti, cistiti, vaginiti, prostatiti, polipi vescicali, leucorrea e anche certe infiammazioni della cervice uterina
- gastrite, ulcera gastrica
- ferite e ulcere
- anemia
- affezioni cutanee, eczema, acne, foruncolosi, psoriasi
- artrite
- arteriosclerosi
- debolezza cardiaca
- asma e bronchite
- ipertensione
E adesso ti chiederai…
Cosa rende così straordinariamente efficace questa pianta?
Oltre a tutti i minerali ed elementi che vi ho elencato sopra, il LAPACHO (Tabebuia Avellanedae) vanta la presenza di
- Antrachinoni, denominati anche fattori “A”
- Naftochinoni, denominati anche fattori “N”
di cui, all’interno della corteccia ve ne sono 18 tipi, tra cui il Lapacholo
e poi ancora
- vitamina K
- coenzima Q10
- flavonoidi
- tannini
- alcaloidi
- saponine
In particolare gli Antrachinoni e i Naftochinoni hanno dimostrato di avere spiccate proprietà antivirali, funghicide, battericide, antiossidanti, immunostimolanti e antitumorali.
Devi sapere che proprio il Lapacholo in particolare è ancora oggi oggetto di studio per le sue proprietà anticancro.
Infatti interferisce con il metabolismo dell’ossigeno delle cellule cancerose, impedendone così la respirazione, uccidendole e bloccandone la proliferazione.
In definitiva credo che possiamo dire il Lapacho è una delle migliori piante per la purificazione dell`organismo, per ottimizzare e rinforzare l’importante funzionamento sia del sistema linfatico che del sistema immunitario.
Posologia
Lo puoi trovare nelle migliori erboristerie (anche online) sotto forma di
Tintura madre (20 gocce in acqua per 3 volte al giorno prima dei pasti)
Corteccia sminuzzata (Tabebuia impetiginosa – decotto di 20 grammi di interno di corteccia in mezzo litro d’acqua per 10 minuti, da bere almeno 2 volte al giorno)
Compresse da 500 mg (devi prenderne 6 al giorno)
E devi assumerlo per almeno 60 giorni, questo per rinforzare il sistema immunitario e purificare l’organismo.
Per le altre patologie è meglio consultare il medico.
Non ha controindicazioni, ma fai attenzione se sei in stato interessante, potrebbe aumentare la sensazione di nausea.
Spero anche questa volta di averti fornito interessanti notizie per la tua salute e il tuo benessere.
A presto
Ermes
Conosci il Magnesio e le sue proprietà?
Questa volta parliamo del magnesio, unn minerale particolarmente importante per il nostro organismo.
Da molti viene definito come “nutriente miracoloso” 0 “minerale prodigioso“.
Senza sconfinare nel mistico, resteremo per quanto possibile nello scientifico e vedremo che é un minerale molto importante per il nostro organismo, e che può dare una mano alla nostra amata fitoterapia e ai nostri rimedi naturali e fitoterapici.
Lo troviamo insieme al fosforo e al calcio prevalentemente nelle ossa.
Diciamo che se osservi una dieta bilanciata, anche l’apporto di questo minerale, in generale sarà sufficiente.
Tutti però, nel percorso della nostra vita passiamo attraverso delle situazioni o dei periodi ove vengono perdute e consumate notevoli quantità di magnesio.
Per esempio
- eccessiva sudorazione
- ustioni gravi
- lesioni gravi
- malattie debilitanti
- vomito o diarrea prolungata
- lo stress prolungato causato dalla frenetica vita moderna
Se ho carenza di magnesio, cosa mi può succedere?
Beh…questo:
- sentirai un certo nervosismo fastidioso
- proverai ansietà senza motivo
- avrai dei fastidiosissimi tic nervosi
- ti provocherà dei disturbi del sonno, nel senso che ti addormenterai regolarmente, ma avrai dei frequenti risvegli. Perciò, molto probabilmente proverai stanchezza durante la giornata
- se pratichi dell’esercizio fisico, potrai accusare dei crampi muscolari
- potrai avere un odore corporeo sgradevole
- ti potranno venire frequenti attacchi di singhiozzo
Ma devi sapere che recenti studi hanno dimostrato che l’ipomagnesemia può provocare ipertensione arteriosa e, in caso di alimentazione ricca di colesterolo, sembrerebbe favorire l’insorgenza di aterosclerosi.
E nelle donne che soffrono di sindrome dolorosa premestruale, sono stati riscontrati
- eccesso di calcio
- carenza di magnesio
Quali sono le proprietà del magnesio?
Sono molteplici e tutte importanti…guarda un po’…
- In “primis” aiuta a trasmettere gli impulsi nervosi e stimola la funzione nervosa. Concorre a trasportare sodio e potassio attraverso la membrana cellulare, influenzando i livelli di calcio all’interno delle cellule.
- Il magnesio intracellulare attiva l’ enzima che converte il glucosio in glucosio-6-fosfato, che non è latro che il primo gradino della glicolisi.La glicolisi è il meccanismo biologico medinate il quale gli zuccheri vengono “bruciati” per produrre energia e fornirla a tutte le cellule, in particolare quelle nervose e muscolari che ne consumano una grande quantità.
- Normalizza il ritmo cardiaco e stimola le funzioni muscolari
- Favorisce e le funzioni metaboliche, poichè interviene in oltre 300 diversi processi metabolici, soprattutto partecipa al metabolismo delle proteine e degli acidi nucleici. Inoltre è indispensabile per la corretta funzionalità di numerosi sistemi enzimatici.
- Concorre alla crescita ossea e aiuta a rinforzare lo smalto dei denti
- Ccombatte infiammazioni e allergie, stimola la formazione di anticorpi ed è un ottimo cardioprotettore
Ma di quanto magnesio abbiamo bisogno?
In un soggetto sano il fabbisogno va da circa 200-320 mg/die, anche se l’assunzione raccomandata arriva sino a 500mg /die.
Quali sono i cibi più ricchi di magnesio?
Riporto qui alcuni valori in mg/100g, altri li puoi trovare facilmente in rete
- crusca circa 400
- mandorle circa 270
- cacao circa 190
- mais circa 120
- pasta circa 60
- pesche circa 50
- zucchine circa 40
Come puoi vedere è contenuto in quantità diverse in moltissimi alimenti anche se va considerato che una buona parte di magnesio viene persa a causa del processo di raffinazione dei cereali, della conservazione e della cottura degli alimenti.
Pensa poi che è stato calcolato che solo il 30-40% del Magnesio ingerito con gli alimenti venga effettivamente assorbito.
E proprio per questo motivo spesso è necessario arrivare a una integrazione diretta, difficilmente possibile con alimenti o piante.
Posologia e controindicazioni
Lo trovi sotto forma di magnesio supremo o magnesio cloruro, assimibilabili molto velocemente dall’organismo.
Assumine dai 250 ai 500 mg, che corrispondono a 1 o 2 pastiglie al giorno, oppure in polvere, normalmente un cucchiaino disciolto in acqua tiepida.
Le ricerche tossicologiche confermano che il Magnesio non presenta tossicità e possiede una notevole sicurezza d’uso poiché anche in caso tu ne assumessi in eccesso, il tuo organismo ne tratterrebbe solo il necessario, eliminando il resto.
In ogni caso, se soffri di insufficienza renale o sei in stato interessante, chiedi consiglio al tuo medico.
Spero anche questa volta di averti dato informazioni utili alla tua salute.
A presto
Ermes
Soffri di cistite? Prova l’Uva Ursina e il Mirtillo Rosso
La cistite, questa malattia tipicamente femminile, colpisce tre donne su dieci
Ma cos’è la cistite?
Possiamo dire che è una infiammazione che interessa la vescica urinaria e colpisce sia donne che uomini.
In verità le donne ne sono più soggette perché la loro uretra, il canale di comunicazione con l’esterno, è più corto: circa 5 cm contro i 16 di quella dell’uomo.
Questo fa sì che germi diversi o i batteri fecali riescano a risalire più facilmente l’uretra in direzione della vescica.
I germi responsabili della cistite sono molteplici, ma per ordine di importanza ti posso citare
- Escherichia coli
- Proteus Vulgaris
- Klebsiella
Devi però sapere che esistono diverse forme di cistite causate da degli agenti patogeni diversi dai tradizionali batteri e provocate da infezioni virali.
Fortunatamente sono forme poco frequenti che non tratteremo in questo post.
Ma, come mi accorgo di averla? Quali sono i sintomi della cistite?
Sono fastidiosi e anche dolorosi, ad esempio:
- senti un intenso bruciore durante la minzione
- avverti un fastidioso senso di pesantezza al basso ventre
- provi del dolore a livello del pube
- hai una necessità impellente di urinare anche di notte, però emetti solo poche gocce di urina
- a volte noti della presenza di sangue nelle urine
- le tue urine a volte sono maleodoranti
- ti sale la febbre, specie nelle forme acute
Insomma, stai male e non vedi l’ora che ti passi.
Ma cosa la provoca?
Anche qui i fattori sono molteplici, ad esempio
- sei stressata/o o affaticaa fisicamente e/o mentalmente
- le tue difese immunitarie sono calate in seguito a causa di una terapia antibiotica, o di una alimentazione irregolare
- la tua igiene intima è scarsa o, al contrario, eccessiva
- utilizzi assorbenti interni
- usi il diaframma o creme spermicide che favoriscono la contaminazione batterica perché diminuiscono l’acidità vaginale
- usi della biancheria intima o dei pantaloni eccessivamente aderenti
- hai il diabete: la presenza di glucosio nelle urine (glicosuria) infatti favorisce la crescita batterica
- soffri di stitichezza. Il ristagno delle feci nell’ampolla rettale facilita le infezioni vaginali e delle prime vie urinarie
Sappiamo che la medicina tradizionale cura la cistite con gli antibiotici.
Grazie all’urinocoltura, effettuata presso un laboratorio di analisi, il medico ha la possibilità di rendersi conto della presenza di quali agenti patogeni siano entrati in maggior misura a far parte della carica batterica che abbia determinato la tua cistite.
Successivamente, con l’antibiogramma sarà in grado di stabilire con precisione il tipo di antibiotico più idoneo a combattere il batterio responsabile dell’infezione.
Per precisione devi sapere che che esistono diverse forme di cistite originate dalla colonizzazione di agenti patogeni diversi dai tradizionali batteri e che sono invece provocate da infezioni virali.
Non ne parleremo, però, in questo articolo perchè sono forme poco frequenti.
E la fitoterapia cosa può fare?
Nelle forme lievi può rappresentare la cura, ma può fare veramente molto sia per la prevenzione che come coadiuvante di una cura antibiotica.
E soprattutto è veramente efficace nella cura e prevenzione della cistite recidivante.
Vi sono diverse erbe che possono essere usate come rimedio per la cistite, ma le (due) più famose e direi, efficaci e testate scientificamente, sono:
- l’uva ursina
- il mirtillo rosso
E spesso le troverai associate nei preparati destinati alla cura ed alla prevenzione della cistite.
Altri ingredienti comuni sono rappresentati dal bucco, dal barbaforte (cren), dal corbezzolo, dal sandalo, dall’echinacea, dalla bardana e dal nasturzio.
L’uva ursina fa parte della famiglia delle Ericacee (Ericaceae)
L’ Uva ursina ha sia azione antiinfiammatoria che antisettica, dovuta ai principi attivi che sono presenti nella pianta, e cioè
- tannini
- flavonoidi
- glucosidi idrochinonici
Tra i glucosidi idrochinonici vi è l’ arbutina.
A quest’ ultima è attribuita una azione antisettica particolare, perchè una volta nell’intestino secerne l’idrochinone, un fenolo che elimina i ceppi batterici che incontra nel suo percorso, dai reni sino alla vescica.
Il mirtillo rosso lo possiamo trovare in molte regioni d’Europa, ma in Italia è presente per lo più nelle zone collinari e montane.
- glucosidi fenolici ( arbutina e idrochinone)
- antociani
- tannini
- flavonoidi
- acidi triterpenici
- sali minerali ( ferro e manganese)
Le principali proprietà del mirtillo rosso sono perciò antisettiche e come puoi immaginare si esplicano a livello delle vie urinarie
Gli estratti di mirtillo sono, infatti, largamente impiegati per la prevenzione e la cura della cistite, ma soprattutto per prevenire eventuali ricadute.
E l’effetto disinfettante delle vie urinarie è dovuto alla presenza di arbutina, contenuta nelle foglie del mirtillo rosso, anche se devi sapere che è presente in misura maggiore nell’uva ursina.
Nel frutto, però troviamo le antiadesine che sono in grado di inibire l’adesione dei batteri alle pareti del colon e alle mucose della vescica e delle vie urinarie.
E proprio per questa ragione il mirtillo rosso è il rimedio vegetale maggiormente impiegato in caso di infezioni sia della vescica che dell’intestino.
Grazie alla presenza delle proantocianidine (PAC), inoltre blocca la proliferazione batterica, riuscendo a impedire anche le eventuali reinfezioni e le ricadute delle cistiti.
Posologia e controindicazioni
L’uva ursina e il mirtillo rosso la trovi nelle erboristerie (anche online).
L’uva ursina la trovi come tavolette/opercoli (mediamente da 400/500 mg, assumine 1 a pranzo e 1 a cena), e sotto forma di erba sfusa (metti 1 cucchiaio in una tazza d’acqua bollente, per 10 minuti e bevine 3 tazze al giorno).
Anche il mirtillo lo trovi in opercoli e ne assumerai 3 al giorno, possibilmente lontano dai pasti.
Per sicurezza è meglio che non li assumi se sei in gravidanza.
Ma anche questi semplici e pratici consigli servono a prevenire la cistite:
- Cerca di bere molto. Intendo almeno 2 litri di acqua al giorno, per permettere una diluizione ed un’eliminazione degli agenti patogeni.
- Mantieni una corretta igiene intima. Usare saponi troppo aggressivi può favorire l’attacco da parte degli agenti patogeni.
- Urina quando avverti lo stimolo. Non trattenere l’urina perché gli agenti patogeni proliferano più facilmente.
- Cambia regolarmente gli indumenti intimi, perché anche questi ultimi possono essere una sorgente d’agenti infetti.
- Cura la stitichezza, se ne soffri. Spesso favorisce un fermento intestinale che diventa fonte di propagazione di batteri verso le vie urinarie.
- Anche la secchezza vaginale che si verifica nella menopausa può favorire le infezioni urinarie. Parlane con il tuo medico.
Spero anche questa volta di averti dato consigli utili per la tua salute e il tuo benessere.
A presto
Ermes
Sudorazione eccessiva? Combattila con la Salvia
La sudorazione eccessiva, definita con il termine di iperidrosi, può rappresentare un vero problema per chi ne soffre.
Arriva l’estate…finalmente! Caldo e belle giornate, almeno si spera!
Per qualcuno invece, l’elevata temperatura ambientale e/o l’umidità eccessiva che si possono raggiungere nei mesi estivi possono rappresentare un problema che si chiama sudore!
Badate bene, però che sudare è una cosa perfettamente naturale, perché è un processo fisiologico che in via principale serve a
- regolare la temperatura del nostro organismo
- trasportare all’esterno i prodotti del metabolismo cutaneo
- contribuire all’idratazione della pelle e alla formazione del mantello idrolipidico superficiale
Ecco, a volte la sudorazione può essere eccessiva, allora si parla di iperidrosi.
Tutti noi lo sappiamo…é un fenomeno imbarazzante e scomodo che non conosce stagionalità…
E devi sapere che spesso non è neppure legata alla temperatura ambientale, ma purtroppo in estate peggiora in modo considerevole.
L’Iperidrosi può avere diverse cause, quali, ad esempio
- di tipo nervoso (paura, ansia…)
- di tipo endocrino (ipertiroidismo)
- obesità
- menopausa
Viene distinta principalmente in
- iperidrosi primaria > quando la sua eziologia è sconosciuta
- iperidrosi secondaria > quando è dovuta ad una patologia nota
Secondariamente viene classificata in base alla sua localizzazione, e avremo così
- iperidrosi ascellare
- iperidrosi palmare
- iperisdrosi plantare
- iperidrosi facciale
- iperidrosi del tronco
- iperidrosi diffusa
Il sudore é un liquido trasparente prodotto dalle ghiandole sudoripare.
Devi sapere che, appena secreto, è quasi inodore.
A volte raggiunge anche alcuni eccessi come un odore particolarmente intenso (osmidrosi) o particolarmente acre (bromidrosi).
Questi odori fastidiosi sono causati dalla decomposizione del sudore effettuata dai batteri normalmente presenti sulla superficie della pelle, anche se un contributo non marginale lo forniscono anche le secrezioni lipidiche e i prodotti della macerazione dei peli e delle cellule dello strato corneo.
La sudorazione eccessiva…un problema sociale?
Avere sempre gli abiti bagnati e chiazzati, con mani e piedi umidi può avere ripercussioni anche nelle relazioni interpersonali, anche perché si ha la consapevolezza di provocare nelle altre persone un certo senso di repulsione.
Ecco che anche stringere la mano a un’altra persona può diventare un problema che mina la nostra autostima, scatenando un circolo vizioso che non fa altro che peggiorare la situazione.
Vi sono dei rimedi non naturali, quali
- antitraspiranti (es cloruro di alluminio)
- farmaci ( dei sedativi e/o anticolinergici)
- la chirurgia (asportazione delle ghiandole sudoripare, chirurgia del nervo simpatico)
- ionoforesi
- tossina botulinica
- psicoterapia
Inutile dire che i rimedi che vi ho elencato sopra hanno inevitabili effetti collaterali.
Ma anche questa volta la fitoterapia e la natura ci vengono in aiuto, per limitare quanto più possibile i problemi che vi ho elencato sopra.
Una delle piante più usate ed efficaci è la Salvia (Salvia officinalis, Famiglia Labiate).
E una pianta conosciuta fin dall’antichità per le sue proprietà salutari.
Il suo nome deriva infatti da “salvus” che vuol dire appunto “sano”.
I Galli, in particolare, ritenevano che la salvia avesse la capacità di guarire tutte le malattie.
I Romani la consideravano addirittura una pianta sacra.
I Cinesi ritenevano che fosse in grado di “regalare” la longevità.
Ma già nel Medioevo era utilizzata come cicatrizzante sulle ferite e sulle piaghe difficili da rimarginare.
La Salvia contiene
- olio essenziale ( ricco di alfa e beta thujone)
- depsidi
- diterpeni amari
- sesquiterpeni
- flavonoidi
- canfora
- acido ursolico
- acido oleanolico
- saponosidi
- acido fumarico
- acido clorogenico, caffeico, rosmarinico e glicerico
La Salvia ha proprietà
- antiidrotiche
- ipoglicemizzanti
- antispasmodiche
- anticatarrali
- eupeptiche
- colagoghe
- stimolanti generali
è indicata come coadiuvante in caso di diabete, digestione lenta, dispepsia atonica, senso di astenia, catarri bronchiali.
Ma viste le sue proprietà antinfiammatorie è anche un ottimo rimedio come astringente, antisettico e lenitivo per le infiammazioni delle gengive e delle mucose di tutta la bocca e della gola.
Per questo scopo viene utilizzata sotto forma di infusi o collutori per sciacqui e gargarismi.
A noi interessano le sue proprietà antiidrotiche poichè aiuta a ridurre l’eccessiva sudorazione di mani e ascelle, anche in caso di sudori notturni dei convalescenti.
L’azione antisudorifera è dovuta principalmente al tujone che “addormenta” le terminazioni nervose periferiche delle ghiandole sudorifere, calmando la sudorazione e regolandone la traspirazione, qualunque sia l’origine.
Per limitare la sudorazione eccessiva la puoi utilizzare esternamente per fare dei bagni o per uso interno, sotto forma di tisana o decotto.
Per uso esterno (bagni)
Puoi benissimo usare l’olio essenziale, che si trova praticamente in tutte le erboristerie (anche online). Versane poco, 5/10 gocce nell’acqua tiepida della vasca da bagno e rimani immerso per circa 10/15 minuti.
Per uso interno
Consuma ogni giorno due tazze di infuso di salvia preparato con un cucchiaino colmo di foglie secche o due bustine di tè di salvia lasciate in infusione per circa 20 minuti.
Controindicazioni
L’olio essenziale di salvia (non la tisana!) possiede un’alta percentuale di tujoni e chetoni che possono avere una azione neurotossica, quindi puoi usarlo per via interna solo su prescrizione del medico.
Altri consigli per limitare la sudorazione eccessiva
Sembrano consigli banali, ma portano notevole beneficio
- se sei in sovrappeso, cerca di calare
- depila le zone pilifere coinvolte dal problema, i peli infatti facilitano la degradazione del sudore
- indossa indumenti di fibra naturale, ad esempio di cotone
- detergiti e lavati con prodotti naturali privi di pr0fumi (es propoli, Tea tree oil), li trovi sempre in erboristeria
- applica localmente dei deodoranti, sempre a base di erbe (es Tormentilla, l’Amamelide, Noce, Quercia, Lichene islandico, Melaleuca alternifolia)
Puoi usare inoltre il cristallo di allume di potassio, chiamato anche allume di rocca, un minerale completamente naturale proveniente dalle cave di allume trovate nei paesi asiatici.
Spero anche questa volta di averti dato delle notizie utili al tuo benessere…
A presto
Ermes

























